Lince: “Con Thai Smoke ho sintetizzato la scena torinese”

Lince: “Con Thai Smoke ho sintetizzato la scena torinese”
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Lince è un cantautore e rapper classe 1990 che ha di recente pubblicato un nuovo EP dal titolo Qualità Italiana, realizzato in collaborazione con Thai Smoke. Entrambi torinesi e amici di lunga data, dopo collaborazioni sporadiche negli anni, decidono di racchiudere in questo progetto il loro sodalizio.

Il risultato è Qualità Italiana, un disco stratificato di influenze, tra liriche serrate su bassi 808 e la collaborazione di diverse promesse del rap torinese: un ritratto sintetico e atipico della città di Torino e di questo 2020 che sembra voler far incontrare generazioni di rapper che hanno visto una casa in questa città.

Lince diventa quindi un portavoce di una scena underground e pulsante, che viene rappresentata in questo disco che sembra aver assunto, quasi per caso, il ruolo la scena rap Torinese in questo 2020 decisamente strano, ecco cosa ci ha raccontato.

Ciao Michael, partiamo dalle basi, come mai ti chiami così?

Da piccolo rimasi affascinato dal carattere schivo e solitario della Lince. Mi ritrovai nelle sue caratteristiche e lo scelsi come pseudonimo.

Come nasce un brano di Lince, e come si collabora con un rapper che ha uno stile, e magari un metodo di lavoro decisamente diverso dal proprio? Ci puoi fare qualche esempio?

Solitamente scrivo quando vengo ispirato dal beat, sicché raccolgo diverso materiale musicale, lo passo al vaglio e poi scrivo. Altre volte ho già il beat su cui voglio cimentarmi o scrivo mentre il beatmaker lo sta producendo. Spesso scrivo inzialmente su un beat e poi scopro che il testo calza a pennello su un’altra base, quindi finisco poi col registrare su un beat diverso rispetto a quello su cui ho scritto. 

Nel rap non costa tanta fatica collaborare; basta scrivere una sola strofa e lasciare lo spazio per la seconda; l’altro rapper farà il resto, a prescindere dal suo stile. Di solito ci si collega a quanto dice chi ha scritto per primo, ma ci sono anche dei casi in cui si decide prima di cosa si andrà a parlare ed ognuno si cimenta sul tema. Chi ha la prima idea per il ritornello la mette, poi si valuta assieme come lavorarlo.

Essendo io e Thai Smoke molto produttivi, ci è voluto poco per terminare tutte le tracce.

Ci sono dei luoghi a Torino che sono rappresentativi della scena rap, come lo è questo disco? Ci fai qualche esempio?

Il rap a Torino è cresciuto davanti al teatro Regio, che suppongo sia un po’ quello che era il Muretto per i milanesi, forse anche in un periodo precedente. La mia generazione però é cresciuta nei chyper per strada, da quelli alla “Golden” , un pub dietro la chiesa della Gran Madre, a quelli nei centri sociali o nei locali del centro. Quando avevo 18 anni poi, ci trovavamo tutte le settimane con tutte le crew di Torino e andavamo in un parco diverso per piazzare la macchina coi Beats e fare freestyle.

Cosa contiene la tua playlist da metropolitana?

Nella mia playlist da metropolitana ci metterei canzoni che parlano di quanto sia bello avere una macchina di proprietà e non dover prendere la metropolitana. Dovendola prendere, eviterei le cuffie, perché se non sento ciò che avviene attorno a me, mi viene un sacco di ansia; quindi metterei a palla dal telefono gli Earthgang, DaBaby, Josman, Tommy Cash e Don Toliver (quest’ultimo solo perché ha la voce del cantante degli Eiffel65).

E adesso? Prossimi step?

In primis fare della musica il mio lavoro principale.

a cura di
Giulia Perna

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