Intervista a Giulia Molino: “Presto la musica tornerà a farsi sentire!”

Intervista a Giulia Molino: “Presto la musica tornerà a farsi sentire!”
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Uscito in formato digitale il 20 marzo 2020 e in versione fisica il 24 aprile, Va Tutto Bene è l’ep che segna il debutto discografico di Giulia Molino, giovane cantante partenopea classificatasi terza nell’ultima edizione di Amici.

Il disco, prodotto dall’etichetta Isola degli Artisti, prende il suo nome dal primo singolo estratto Va Tutto Bene, pubblicato quando la Molino era ancora all’interno della scuola ed entrato immediatamente nella programmazione radiofonica nonché nella classifica Viral 50 Italia di Spotify. 

Il pregio che contraddistingue il pezzo – ma lo stesso discorso vale anche per Le Domeniche di Maggioè la combinazione tra una linea melodica immediata con un ritornello orecchiabile dal primo istante.

Sebbene i 7 brani della tracklist abbiano un background pressoché eterogeneo, riescono a delineare l’identità della cantante,  evidenziando doti interessanti nella scrittura. 

Solo questo mi è rimasto è malinconica e parla della fine di una relazione e di tutti gli strascichi inevitabili. Nietzsche, il secondo pezzo firmato da Giulia Molino, è il gioiellino di tutto l’ep in cui la cantante narra, senza mezzi termini, il dramma dell’anoressia in chiave rap.

Nonostante non sia inserita nell’ep, non si può non segnalare il nuovo brano Camice Bianco, scritto dalla giovane cantautrice in un pomeriggio di lockdown mentre si stava informando sulla situazione nel nostro paese.

Il risultato è un racconto che sembra scritto da un medico in prima linea durante l’emergenza Covid-19. E, per un giovane che aspira a diventare autore dei propri pezzi, è fondamentale raccontare una storia in modo credibile.

Abbiamo avuto l’occasione di scambiare due chiacchiere con Giulia Molino per scoprire qualcosa di più sul suo ep e sul suo modo di vivere e scrivere la musica.

Ciao Giulia, la prima domanda sarà scontata ma non posso non fartela. Come stai? Come sta cambiando la tua vita dopo l’esperienza di Amici?

Come sto? Va tutto bene! L’esperienza di Amici mi ha reso una persona più forte, perché è lì che ho avuto la possibilità di affrontare ogni giorno le mie fragilità. Purtroppo, a causa della pandemia, non ho avuto modo di incontrare tutte le persone che mi hanno sostenuta tramite instore e concerti. 

Ed è stato molto difficile accettare questa realtà, perché dopo un’esperienza come Amici, sarebbe stato fantastico dedicarmi completamente a tutti coloro che non hanno smesso neanche per un giorno di dimostrarmi la loro vicinanza e il loro affetto. Ma sono fiduciosa. Presto la musica tornerà a farsi sentire, e noi torneremo ad abbracciarci!

All’interno del tuo disco ci sono due tracce scritte da te, Solo questo mi è rimasto e Nietzsche e mi ha colpito la tua capacità di scrittura in due stili tanto diversi quali sono il pop melodico e il rap. Quale, fra questi due, rappresenta maggiormente Giulia Molino oggi come persona e donna?

Non saprei scegliere un solo genere fra i due. La donna che sono oggi incarna sia un animo pop sia un animo rap. Il mio obiettivo è quello di riuscire ad incanalarli entrambi in un unico genere nel quale identificarmi completamente.

Parte dell’emergenza sanitaria causata dal coronavirus l’hai vissuta all’interno della casetta di Amici. Com’è stato l’impatto con la realtà?

L’impatto con la realtà è stato complicato. Mi ritengo fortunata ad aver vissuto una buona parte del lockdown fra le mura della casetta, perché lì ho vissuto di musica ogni giorno, tentando di dimenticare cosa stesse accadendo all’esterno. Ma, una volta terminata l’esperienza ad Amici, ho dovuto affrontare i problemi reali della vita quotidiana in tempi di quarantena. 

Ed è stato difficile rinunciare momentaneamente alla libertà, alla musica in concerto, agli incontri con le persone che mi hanno sempre sostenuta, e che continuano a farlo. Ma, come durante ogni tempesta, si attende l’arcobaleno. E ormai non sembra più così lontano.

Il tuo nuovissimo inedito si chiama Camice Bianco e tratta, appunto, delle difficoltà di questo periodo mettendoti nei panni di un medico. Vorrei che mi raccontassi di più sulla genesi di questo brano.

Camice Bianco nasce durante un pomeriggio di quarantena. Mi stavo documentando su Internet circa i fatti di cronaca legati al coronavirus e, fra i tanti video, uno in particolare mi ha commosso. Un medico, in lacrime, parlava delle situazioni disastrose in cui versavano le corsie d’ospedale. 

E vedere un uomo piangere perché schiacciato dai ritmi estenuanti del proprio lavoro e dall’incapacità di poter salvare ogni singola vita umana dall’arrivo improvviso di una terribile pandemia, mi ha straziato. 

Ho pensato fosse giusto immedesimarmi in quel camice bianco. Ho pensato potesse essere un modo per ringraziare tutti gli eroi che hanno impiegato la propria vita al servizio dell’umanità: infermieri, medici, soccorritori. Per me un semplice “grazie” non sarà mai abbastanza.

Immagino che tu abbia dovuto rimodulare i progetti per il futuro. Hai programmato qualche esibizione live? 

Purtroppo, al momento, i progetti sono stati rimandati. Qualcosa comincia lentamente a riprendere vita, sono molto fiduciosa e fremo dalla voglia di incontrare i miei scugnizzi.

Come dicevamo prima, hai dimostrato dimestichezza nella scrittura melodica e nel rap. C’è qualche altro genere musicale che desideri esplorare nell’immediato o in futuro?

Sperimenterei volentieri qualunque genere. Sono una persona molto curiosa e provo a mettere anima e corpo in tutto ciò che faccio.

Oltre a Camice Bianco, in questi mesi, hai lavorato su altro materiale?

Certo! La musica non deve fermarsi MAI e io non mi sono fermata in questi mesi. Ho continuato a scrivere, qualcosa bolle in pentola!

Fai un augurio ai lettori di The Soundcheck con un verso di una tua canzone.

Caro lettore di The Soundcheck, ricorda che “comunque vadano le cose, qui con te va tutto bene”!

a cura di
Claudia Falzone

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Claudia Falzone

2 pensieri su “Intervista a Giulia Molino: “Presto la musica tornerà a farsi sentire!”

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