Marchese: storie d’amore comuni che rimangono mute, tra parentesi

Marchese: storie d’amore comuni che rimangono mute, tra parentesi
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Marchese è un giovane cantautore di Latina e Parentesi, è questo il nome del suo nuovo ep, presenta 5 brani in cui l’artista ha catturato pensieri, stati d’animo e parole che alla fine delle storie d’amore comuni rimangono mute, tra parentesi.

Marchese, partiamo da una domanda di rito, chi sei e cosa vuoi trasmettere con la tua musica?

Mi chiamo Jacopo Marchetto, ho 27 anni e sono un cantautore di Latina affascinato dalla musica.

In realtà scrivo principalmente per sfogarmi, ma se devo pensare a cosa posso realmente trasmettere direi un po’ di malinconia del passato.

Parentesi è il titolo del tuo EP, storie d’amore che rimangono mute. Da cosa hai tratto ispirazione per i testi e le tematiche?

Si Parentesi è il mio primo EP ed è semplicemente una fotografia della mia memoria e vita. Mi sono ispirato ai miei ricordi, alle mie storie e al mio carattere, che preferisco tacere anzichè dire.

“E mi sento un po’ morire quando capisco che tu non puoi farmi stare bene” è una frase contenuta nel brano “Spazzolino”. Ti sei mai sentito così in prima persona?

 Beh si. In questa frase , anche se si trova alla fine del brano, è rinchiuso tutto il significato della  canzone. Sono una persona che in generale do tante chance alle persone e alle cose sperando sempre di   non essere rideluso. In Spazzolino si parla proprio di questo: un amore a cui vengono date possibilità e   ossigeno per farlo vivere, ma alla fine senza un benessere reciproco l’amore è destinato a perire.

“Sotto ai piedi” rappresenta l’altra faccia della medaglia, la dipendenza da un amore che tiene prigionieri. Quanto c’è di autobiografico in questi brani?

Anche in questo caso il testo è tratto da una storia vera. Sono solito dare tutto me stesso nelle relazioni anche se spesso ne rimango succube. In “Sotto ai piedi” racconto appunto quanto sia facile idealizzare una persona come la “donna perfetta” rimanendone schiacciati e dipendenti, mentre lei si approfitta del suo potere su di noi.

Dal punto di vista musicale, quali sono i suoni che predominano nell’EP?

Quando ho iniziato a lavorare sulla prima canzone Spazzolino decisi da subito che il mio volere era usare suoni classici ed eterni, come pianoforte , archi e chitarre. Ma le cose ovviamente cambiano.

Alla fine abbiamo deciso con il team di lasciare, si i suoni classici, ma di unirli anche a sinth 80’s e a chitarre un po’ stonate con effetto “Western” che hanno caratterizzato di più il sound e ci hanno permesso di giocare meglio sul mood dei brani.

Cosa diresti ad una persona che non ti conosce e si approccia per la prima volta all’ascolto del tuo EP?

Cosa direi? Preparati perchè alla fine dell’EP canterai le mie canzoni!

a cura di
Giulia Perna

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