Gli anni ’80 erano belli, ma gli 80 anni di Mina di più

Gli anni ’80 erano belli, ma gli 80 anni di Mina di più
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Ancora, Ancora, Ancora. Questa è la prima cosa che mi viene in mente quando penso a Mina. Un’artista capace di “essere” senza esserci mai.
Si dice che ad una donna non si chieda mai l’eta, per questo menzionerò il compleanno di Mina dicendo semplicemente che nacque il 25 Marzo di tanti ricordi fa.

Mina, all’anagrafe Anna Maria Mazzini, per alcuni la Tigre di Cremona, per tutti noi è “La musica italiana”.

Cantante, attrice, show-girl e molto altro. Mina era tante donne, tutte in una. Aveva gli occhi profondi, spesso marcati da una riga nera, un sentiero che ha da sempre esaltato quanta felicità possano regalare due occhi tristi. Una fragilità rara, uno charme inconfondibile, tanto da renderla una diva, un “per sempre”.

Tutto ebbe inizio una notte d’estate

Era l’estate del 1958, la famiglia Mazzini si trovava, come ogni anno, in vacanza a Forte dei Marmi. I costumi da bagno erano a pois, le spiaggia trasudavano il sale delle emozioni adolescenziali e nell’aria quella sera, si respirava qualcosa di nuovo sul palco della Bussola. Gli amici di Mina la sfidano scherzosamente a salire sul palco. Lei accetta, si fa dare il microfono e si esibisce senza alcun imbarazzo.

Il proprietario del locale, Sergio Bernardini, nelle sere successive, dovrà frenarla dal salire continuamente sul palco per cantare. In quel preciso istante è nata quella che noi oggi chiamiamo Mina. Da quel momento in poi fu tutta un’ascesa, tra collaborazioni e live con i più grandi artisti della musica italiana, e non solo.

Risulta difficile poter parlare di un’artista così grande, di un pezzo di storia della musica italiana, perché inevitabilmente si rischia di cadere in un turbine biografico fatto di date, successi, numeri e collaborazioni. Io ho preferito ricordare semplicemente come tutto è iniziato.

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Ho cercato di trovare il momento in cui, davanti agli occhi di quei fortunati bagnanti di Forte dei Marmi, qualcosa si accese. Mina è una fiamma che vive di luce propria, ma che ognuno di noi ha riposto in un angolo delle sue stanze più belle, come si fa con una foto cara.

Il 23 Agosto 1978 è la data della sua ultima esibizione in pubblico. Forse è proprio questo il motivo per cui quella giovane ragazza di Cremona, rimarrà, nel cuore di tutti, come il ricordo di una bella stagione.

Il Cielo in un una stanza (scritta da Gino Paoli per il suo secondo Album), oggi ha il colore di un’estate che aspettiamo da una vita, dove il viola è un soffitto che non ha confini. Un po’ come se il cielo avesse il sapore di tutto quello che tornerà e di tutto quello che non avevamo mai perso.

a cura di
Alessandro Di Domizio

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