“Architetture della visione”, il corto d’esordio di Marco Mingolla, sarà in prima assoluta e in concorso ad Alice nella Città.
Un viaggio alla ricerca del proprio sguardo perduto: sarà in prima assoluta e in concorso ad Alice nella Città Architetture della visione, il cortometraggio d’esordio del regista e produttore Marco Mingolla, nella sezione Onde Corte – Concorso Panorama Italia. Il corto sarà in sala mercoledì 21 ottobre alle 18 al Cinema-Teatro Sistina, alla presenza del regista e della troupe. Il festival si svolgerà a Roma dal 13 al 25 ottobre, parallelamente alla Festa del Cinema di Roma.

Un racconto poetico, in un tempo e uno spazio sospesi, che vede protagoniste le attrici Cecilia Bertozzi e Gracija Filipovic, con Domenico Panarello. Il film è prodotto da Apulia Film Commission, con la produzione esecutiva di Cattive Produzioni, con il contributo di N6 Production, Octopost e Farrago Studio. Il cortometraggio è stato realizzato nell’ambito del progetto REEL – A cinematic journey through Italy and Croatia, finanziato dal Programma Interreg Italia-Croazia 2021-2027.
Da qualche tempo si è diffusa una misteriosa condizione: all’improvviso, le persone smettono di vedere. Non è la vista a spegnersi, ma qualcosa dentro, una cecità interiore che cancella la capacità di percepire la bellezza e il senso delle cose. Sulla costa adriatica, in una residenza fuori dal tempo, viene sperimentata una terapia per chi ha perso lo sguardo. Chiara, 29 anni, arriva lì in cerca del compagno scomparso. Spinta dal desiderio di comprendere il proprio dolore, si ritrova a mettere in discussione la sua stessa visione del mondo. Attraverso suggestioni, silenzi, pareti e sentieri naturali, nuvole e parole – come quelle di Eugenio Montale e Jozefina Dautbegović, e ispirazioni da Michelangelo Antonioni e René Magritte.
«Con questo film ho cercato di raccontare quella che chiamo una forma di “tristezza complessa”, una condizione che può attraversare le nostre vite in momenti diversi e per ragioni che non sempre riusciamo a riconoscere. Può cominciare con un trauma, una perdita, una separazione, per poi allargarsi lentamente, fino a cambiare il modo in cui guardiamo le cose, le persone, il futuro. Scrivendo il film, ho ritrovato la stessa sensazione in molte persone della mia generazione: una fatica nel proiettarsi nel futuro, legata anche a pressioni sociali e aspettative che costruiamo su noi stessi e sugli altri. La cecità del film ha cominciato così ad assumere per me un significato più ampio, diventando anche il riflesso di un sentire generazionale».
Marco Mingolla
Il corto è stato girato in Puglia, sul Monte Barone nel comune di Mattinata (Foggia), nel casale progettato dal designer Mauro Galatino, e nella riserva naturale della Foresta Umbra all’interno del Parco nazionale del Gargano.
Marco Mingolla è regista, produttore e distributore cinematografico. Ha fondato Cattive Produzioni e lavora per ZaLab. Ha partecipato a TorinoFilmLab, Biennale College Cinema, Creative Europe e Premio Zavattini, dove ha vinto la menzione speciale “Chiara Rigione”. Recentemente, ha prodotto e distribuito corti che hanno raggiunto prestigiosi palcoscenici internazionali. È tra i fondatori di Meridiana, network pensato per portare a Sud il dibattito sul cinema contemporaneo.
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