Elio e le Storie Tese con il loro tour “à la carte” chiudono la stagione musicale della Festa dell’Unità di Reggio Emilia
Venerdì 11 settembre l’Iren Green Park di Reggio Emilia — sede della Festa Nazionale dell’Unità 2026 — ospita la celebra band Elio e le Storie Tese, con il loro “Tour à la carte“: ovvero mettere in scena uno show a tema culinario, nel quale la scaletta viene pre-ordinata direttamente dal pubblico tramite votazione online, rendendo ogni tappa unica. Una sorta di concerto a domicilio in base al tuo ordine.
Il concerto chiude di fatto il cartellone musicale de La Festa 2026, che dal 26 agosto ha portato sul palco diversi artisti della scena italiana fra cui Cristiano De André (3 settembre), Subsonica (4 settembre), Avion Travel (6 settembre) e Bambole di Pezza (8 settembre) insieme ad altri artisti come Chiello ed Ex Otago.
Un menù a base di brigata
Alle 21.35 circa, sedie disposte come in ogni loro concerto, arriva il tanto atteso ingresso trionfale per Elio e le Storie Tese, vestiti da brigata di cucina:
“Abbiamo visto che Masterchef va meglio di X Factor” scherza subito Elio, presentando la band con soprannomi inventati a tema culinario.
Il concept della serata è chiaro fin dalle prime battute: “I piatti li avete scelti voi, i brani sono vostri“. Ogni canzone viene introdotta come fosse una pietanza del menù della serata, fra risate, mini spettacoli e canti dei brani più celebri. Vediamo insieme la serata.
Antipasti e primi tra fantasmi e batteristi
Si parte con l’antipasto per intolleranti al lattosio, ovvero con il brano “La vendetta del fantasma formaggino” — che sul finale si trasforma in un mash-up con “Champagne“, omaggio a Peppino di Capri — durante il quale sale sul palco il personaggio di Luca Mangoni, vestito da mago stregone, a ballare nei panni del “lavapiatti stellato”. Uno show nello show, un concerto culinario tutto da gustare.
Secondo antipasto della serata arriva con “Servi della Gleba“, definito da Elio un brano feudale. È poi la volta di “Carro“, brano nel quale Mangoni torna sul palco e ne personifica il protagonista.
Trash is on the menu
Il trash sembrava già entrato in scena da subito con l’outfit da Chef di brigata da parte di tutta la band, ma ci sbagliavamo: il momento più alto è stato un mash-up con l’auto-tune con il celebra brano “Yesterday“. Ma il vero momento surreale della serata è stata la “cerimonia” dello scambio di posizione tra i batteristi, una sorta di danza da orologio meccanico, o come definito da Elio “elvetico”.
Si passa ai primi piatti: “Ora faremo un primo piatto che era nel nostro primo album, perché voi scegliete sempre gli stessi pezzi” annuncia Elio, introducendo “Cassonetto differenziato per il frutto del peccato“. Il secondo primo della serata è “Luigi il Pugilista“, brano a cui Elio si dice affezionato — e ad ascoltarne le parole del “gesto” si capisce perché: risate assicurate.
Inni improvvisati e classici intramontabili
Elio e la sua band sono musicalmente impeccabili, ed emotivamente divertenti, generando una piacevole confusione nell’ascoltatore. Altro momento della serata di forte interazione con il pubblico sono state delle storpiature di celebri canzoni (scomodando i Queen, Beatles e persino i Pooh) trasformate in un improvvisato inno al “membro virile”. Del resto, comicità e sapienza musicale sono da sempre il marchio di fabbrica di Elio e della band.
Dopo un ricco menù di canzoni, ecco arrivare il vero hit menù della serata con i brani più caratterizzanti della band: parte quindi l’immancabile “Parco Sempione“.
Fra i brani più celebri arriva “La terra dei cachi“, il pezzo che li rese famosi al Festival di Sanremo 1996, seguito da “Shpalman” — “la canzone preferita dai bambini“, con tanto di riferimento scherzoso alla presenza di un brano da “menù bambini”, visto quanto amano il tema (ahahah ndr). Chiude il set principale “Born to Be Abramo“, canzone da discoteca sulla quale tutto il pubblico balla insieme.
Il bis si chiede anche nella musica
Il concerto si conclude con tre brani in encore: “Ocio Ocio“, “Essere donna oggi” e “Tapparella“. Elio saluta il pubblico: “Speriamo che la vostra cena sia stata di vostro gradimento e di ritrovarci altri anni a questa festa“.
Ecco la scaletta della serata:
- John Holmes
- La vendetta del fantasma formaggino
- Servi della gleba
- Il vitello dai piedi di balsa
- Carro
- Cassonetto differenziato per il frutto del peccato
- Luigi il pugilista
- Parco Sempione
- Uomini col borsello
- Pippero
- La terra dei cachi
- Supergiovane
- Shpalman
- Born to Be Abramo
ENCORE
- Ocio Ocio
- Essere donna oggi
- Tapparella
a cura di
Francesca Bandieri
foto di
Mirko Fava
Seguici anche su Instagram!
LEGGI ANCHE – The echo chamber – la recensione in anteprima del film in concorso a Venezia83
LEGGI ANCHE – I Cani – Cavea Auditorium PDM, Roma – 10 settembre 2026
Articolo realizzato con l’ausilio di intelligenza artificiale

































