Quarant’anni di “17 RE” dei Litfiba: il singolo, il Primo Maggio e il tour

Per celebrare l’anniversario del disco del 1986, la formazione storica pubblica la title track e la presenta al Primo Maggio a Roma

Presentato ieri, 15 aprile, a Milano presso la sede di Sony Music Italy, “17 RE” il nuovo singolo dei Litfiba, title track dell’omonimo album del 1986. Misterisamente esclusa nella tracklist perché in quel momento non ritenuta in linea con il resto dell’album. Oltre alla storica formazione composta da Piero Pelù, Ghigo Renzulli, Antonio Aiazzi e Gianni Maroccolo, presenti in conferenza anche Andrea Pieroni, CEO Vertigo Concerti e Andrea Rosi, presidente e CEO di Sony Music Italy.

Per Rosi si chiude un cerchio: “ho cominciato la mia storia professionale con loro, un giorno di più di quarant’anni fa Caterina Caselli entrò nel mio ufficio e mi diede il disco di questa band fiorentina -non è tanto il mio genere mi sembrano forti però- mi disse e da lì ho visto la luce“. “Credo che ci sia molto da imparare dalla qualità di questo disco”, aggiunge Rosi.

“17 RE” – cover singolo
Un disco ancora attualissimo

“Tutto è nato dal tour abbiamo iniziato a parlarne con loro quattro a settembre dell’anno scorso, ma non mi aspettavo l’entusiasmo pazzesco con cui i ragazzi hanno accolto l’idea di festeggiare l’anniversario di un disco capostipite di tutta una generazione che ha segnato un periodo d’oro del rock italiano“. Così esordisce Pieroni che definisce 17 RE: “un disco ancora attualissimo” ed è molto bello che questo anniversario cada proprio in questo periodo, in cui “la musica italiana è abbastanza triste e di poca qualità”.

Prende la parola Pelù che tiene a specificare a nome di tutti che “non è un’operazione nostalgica sotto nessun punto di vista” in quanto il singolo 17 RE (che oltre alla versione digitale online da domani venerdì 17 aprile, dal 24 aprile sarà disponibile sul Sony Music Store in Vinile Maxi Single verde numerato), “nasce dalle ceneri della antica canzone di cui sono rimaste sì melodie, parti di testo e armonia ma è cambiato tutto il resto a cominciare dal BPM, quindi il groove e un po’ lo spirito di tutta la canzone”.

Il secondo episodio della trilogia dedicata alle vittime del potere di ieri e di oggi

Quarant’anni e non sentirli, ma la storia pare ancora ripetersi: “oggi il periodo storico si è incredibilmente concentrato sugli abusi del potere da parte di una tecnocrazia assassina“, rendendo necessario un impegno da parte degli artisti: “la voce ancora ce l’abbiamo, così come abbiamo il coraggio di schierarci, cosa che ultimamente, mi sembra, stia un po’ mancando alla folta schiera di artisti mondiali e italiani”, afferma Pelù, salvo rarissime eccezioni.

I Litfiba con lo stesso impegno sociale e politico dello studente di Scienze Politiche degli anni ’80 (Pelù) continuano a far sentire la propria voce, nonostante all’epoca l’album non fu capito dalla maggior parte della stampa e da molti che scoprirono i Litfiba negli anni successivi.
Ricorda Renzulli: “il disco venne scoperto dai fan negli anni ’90”, ma d’altronde come aggiunge Gianni Maroccolo: “se c’è spessore creativo in un progetto arriva, se non prima o poi”.

Il valore umano del ritrovarsi dopo anni e il piacere di condividere musica

Quello che emerge dalla conferenza è il forte collante umano alla base del sodalizio artistico: il piacere di fare musica insieme dopo tanto tempo, nonostante i litigi che sono furiosi ancora oggi a detta di Pelù: “sono qui per il piacere di condividere musica con persone a cui voglio bene e con artisti che stimo e con cui ho condiviso una parte bellissima della mia vita musicale e umana, questo è per me è la gioia più grande” conferma Maroccolo.

Nonostante le litigate furiose poi alla fine in ogni discussione vengono fuori i punti di vista di tutti che aggiungono sempre qualcosa a quello personale: “e questa è la forza”, precisa Pelù.

Litfiba – foto di Riccardo Bagnoli
L’elogio ai ventenni di ieri e di oggi: “noi scrivemmo 17 RE, i ragazzi oggi hanno difficoltà pazzesche a costruirsi una vita”

Anche se pare che la fascia d’età tra i 20 e i 30 anni si sia allontanata dal rock, Pelù e soci elogiano i ragazzi di oggi che sono andati a votare al Referendum, che hanno vissuto l’esperienza traumatica dell’isolamento “noi boomer siamo stati più fortunati negli anni ’80”. Quello che non deve mancare a quell’età è “il sentirsi libero di pensare e di esprimersi come si vuole naturalmente con con il limite fondamentale del rispetto del prossimo”. 

Per Marrocolo è una generazione che sta attraversando difficoltà maggiori per costruirsi una vita rispetto a quelle che c’erano negli anni ’80: “chi ha vent’anni oggi ha di fronte un nero assoluto, una difficoltà di inserimento pazzesca” e sottolinea l’importanza di un uso corretto di internet in quanto strumento utile ai ragazzi per conoscere persone, creare opportunità e condividere. 

 Il significato e il valore di “17 RE”

Per Pelu “17 RE” rimane ancora oggi “un disco inspiegabile, una sfida per l’epoca scrivere 17 canzoni, oggi la sfida è suonare tutte le tracce live“, cosa impossibile quarant’anni fa. 

Maroccolo lo definisce “un piccolo atto di coraggio creativo in un momento in cui eravamo comunque straimpegnati a suonare all’estero, il ché ci ha permesso di confrontarci con mondi diversi, culture diverse e musiche diverse. Grazie all’intuizione di Piero nel 1983: questo è stato per noi la scuola di musica più importante“.

Un disco presentato in anteprima a Melbourne nel dicembre 1986, “ma che evidentemente aveva qualche cosa di magico dentro, se oggi siamo tutti qui a presentare un singolo che è stato per 40 anni chiuso ad un cassetto“.

Un disco che porterà la storica formazione live in un tour di 20 date dal 27 giugno al 15 agosto (per le quali sono stati già venduti oltre 70mila biglietti), con tutte le 17 tracce suonate per la prima volta live, di cui potremo avere un’anteprima il prossimo concertone del Primo Maggio. Infatti i Litifba, nella storica formazione degli anni ’80 calcheranno il palco di San Giovanni in Laterano, con la batteria di Luca “Mitraglia” Martelli.

Litfiba – foto di Riccardo Bagnoli

a cura di
Mariangela Cuscito

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