Dopo Torino i Tame Impala arrivano anche a Bologna per continuare il “Deadbeat tour” e “sparaflashare” ancora una volta l’Italia
Avevamo già visto i Tame Impala al penultimo giorno dello Sziget 2022 e se non ricordiamo male non eravamo usciti delusi da quella performance. Per questo abbiamo colto l’occasione di ripresentarci e rimanere storditi un’ulteriore volta. Non abbiamo sbagliato la previsione, anche questa occasione ha regalato uno show spaziale.
Piccola menzione va fatta agli opener: abbiamo avuto modo di ascoltare solo l’ultimo brano dei RIP Magic che crediamo sia stato proprio “5words”, il loro pezzo più ascoltato, e da quello che è stato potrebbero veramente meritare la visione dal vivo, andremo a recuperare i brani in studio.
Innanzitutto abbiamo apprezzato l’attitude con cui è stato affrontato lo show, senza troppe pressioni, il “leader” del progetto Kevin Parker era in Birkenstock, tutto tranquillo e nonostante non avesse un atteggiamento da “spacco il mondo” ha portato a casa uno show che sa essere appunto da un lato super soft per quello che si vede sul palco, ma che rilascia allo stesso tempo nello spazio dell’arena musica incredibile. La band infatti sembrava essere in una session come altre mille che hanno fatto, con una strumentazione davvero affascinante da osservare allineata sul palco, portando a casa una bella performance.
I Tame Impala non avevano un fondale particolare, hanno semplicemente pensato di riempire di luci di ogni tipologia qualsiasi spazio del palazzetto. Ogni canzone è stata assurda a livello visivo tra laser, luci in movimento, colori infiniti che non è scontato vedere in un mondo oramai sempre più monocolore e triste. L’altra variabile fondamentale è stata ovviamente la musica, oltre a produzione e arrangiamenti spaziali della squadra (letteralmente) sul palco, la voce di Kevin Parker rimaneggiata rende tutto ancora più onirico e tutto l’insieme di cose ti catapulta in un’altra dimensione fuori dal mondo reale.

Golden Moment
In questo concerto c’è stato però un vero picco massimo che mai pensavamo si potesse raggiungere. Avevamo già visto predisposto il palco vicino alla postazione dei mixer e dopo “Dracula” (ndr, pezzone del nuovo disco) abbiamo visto Kevin Parker allontanarsi e venire ripreso nel suo percorso anche al di fuori del palazzetto, pensando che giungesse al palco in qualche modo particolare.
In realtà tutto è stato fatto per riprendere la sua pausa pipì in mezzo al concerto, una sistematina allo specchio poi ecco il momento del B-Stage. Ovviamente includiamo anche il B-Stage in questo insieme sia per il suo set strumentale con tastiere e synth sia per quando si è messo a cantare nel “salotto di casa sua” sdraiato in totale nonchalance.
Lo spettacolo continua
Comunque ridendo e scherzando Tame Impala hanno creato capolavori come “The Less I Know The Better”, “Eventually”, “Borderline” e “Let It Happen”, quest’ultima rimane pazzesca dal vivo. I Tame Impala saranno anche conosciuti, ma non sono il solito spettacolo di qualsiasi altro artista mainstream nel senso stretto del termine che bene o male sai cosa aspettarti.
Da questo show ogni volta non sapevi che luce sarebbe partita, che suoni sarebbero stati tirati fuori; cosa insomma sarebbe stato nel complesso il pezzo successivo. Se il palazzetto fosse stato aperto probabilmente tutta Bologna avrebbe visto Bat-segnali colorati a tutto andare per 2 ore e mezza e forse dei piloti di aereo sarebbero rimasti pure acciecati.
Un piccolo suggerimento che diamo ma che può forse risultare difficile a livello logistico: se questo palco venisse riproposto in mezzo all’arena renderebbe tutto ancora più incredibile. L’altra mini critica forse alcuni pezzi avevano dei bassi davvero esagerati e “sturacerume” del Natale del 2016
In questo periodo si sta svolgendo anche il Coachella, ma non serve andare perché Tame Impala ieri è stato capace di portarvi uno spettacolo simile, ma che costa DECISAMENTE meno. Uno show estremamente internazionale e che può risultare piacevole per diversi aspetti senza stomacare. Grazie Tame Impala ci vediamo al prossimo viaggio spirituale per farci lanciare verso nuovi orizzonti inesplorati.
La scaletta del concerto
- Apocalypse Dreams
- The Moment
- Borderline
- Loser
- Breathe Deeper
- Gossip
- Elephant
- Afterthought
- Feels Like We Only Go Backwards
- Dracula
- No Reply
- Ethereal Connection
- Not My World
- Let It Happen
- Nangs
- Why Won’t They Talk to Me?
- Expectation
- Piece of Heaven
- Eventually
- New Person, Same Old Mistakes
- My Old Ways
- The Less I Know the Better
- End of Summer
a cura di
Luca Montanari
foto di
Vittoria Dela Cruz




















