Grato Cuore fest – Covo Club, Bologna – 28, 29 novembre 2025

La famiglia Grato Cuore, per il terzo anno consecutivo, festeggia sul palco del Covo Club di Bologna portando con sé parte del proprio roster per rinfrescare la memoria al pubblico riguardo l’idea principale che muove il progetto, ma soprattutto ciò che rende felici i propri protagonisti: emozionarsi insieme sotto al palco

Grato Cuore ha ormai preso l’abitudine di autocelebrarsi. Dopo aver organizzato tour ed eventi per i propri artisti tutto l’anno, Carolina, Davide, Andreas e Mattia hanno dedicato due giornate per omaggiare il proprio lavoro. Un’idea indipendente, nata “dal basso” e realizzata con una cura e una passione particolare per i musicisti che ne fanno parte non può che essere celebrata diversamente se non con dei concerti.

Day 1

La prima serata del Grato Cuore fest si apre con i brani della band post-hardcore Morningviews. “La sindrome dell’età dell’oro” e “Anedonia”, rispettivamente il loro primo e secondo album, sul palco, trovano l’ambiente perfetto per dare libero sfogo alle “urla e ai sentimenti contrastanti” che definiscono la natura del gruppo umbro. Seguono i Trauma Glow. La band internazionale viennese prolunga il dinamismo del live unendo atmosfere malinconiche shoegaze ed emo all’energia di elementi grunge e indie punk.

Poco dopo, torna ancora più irriverente l’hardcore con i compagni di tour Amalia Bloom. Già le pubblicazioni comprese tra l’uscita del disco d’esordio “Maiden Voyage” e l’ultimo EP del 2024 “Compressed Remedies” hanno mostrato tutte le varie evoluzioni del quintetto vicentino, ma è dal vivo che si manifesta tutta la loro abilità nel plasmare in modo originale i riferimenti al punk americano di inizio millennio.

“Last but not least”, arrivano i più attesi della serata: i Cabrera. Sarà il campanilismo per un gruppo emiliano, saranno i testi orecchiabili e struggenti, sarà banalmente che hanno talento; fatto sta che il pubblico fremeva per sentirli sin dall’inizio della festa. Per la band, però, il 28 novembre non è una data qualsiasi. A mezzanotte, hanno festeggiato i loro dieci anni di carriera riproponendo l’album che ha dato inizio alla loro carriera: “Da qui si vede tutto”. La tangibile e sincera commozione della sala ha chiuso in bellezza la nottata.

Day 2

Grato Cuore fest prosegue con il secondo appuntamento del 29 novembre con il benvenuto di Orlando alias Eleonora Busato. L’unica solista dell’evento si è inserita egregiamente tra screamo e pogo, con uno stile intimo e folk. Il suo mix tra cantautorato ed elettroacustica ha dato il via alla seconda parte della festa in maniera inattesa, ma estremamente affascinante. A seguire, Giovanni Pedersini e i suoi compagni, con testi profondi accompagnati da un rock austero, fanno da ponte perfetto per la line up. “Ti ho dato tutto non cerco che questo” è un disco che fa pogare con gli occhi lucidi: l’ideale per questo momento della serata.

Bisogna dirlo: può esistere un Grato Cuore fest senza i Quercia. La chiusura dell’evento non poteva che essere affidata a loro. Caldo, sudore, urla, lacrime e lividi: sotto al palco si stava egregiamente. È necessario assistere ad una loro esibizione dal vivo per capire che ogni parola di elogio nei loro confronti non è frutto di idolatria, ma solo ed esclusivamente della magia che sono in grado di trasmettere come artisti.

Le due rumorose giornate targate Grato Cuore sono riuscite nel loro intento di mostrare tutto l’entusiasmo che il collettivo mette in quello che fa. L’intento è stato centrato in pieno: ci siamo emozionati in una tipologia di “rito collettivo” che esprime da sé tutta la sua importanza.

a cura di
Lucia Tamburello

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