Torna al cinema Cuore Selvaggio, il capolavoro di David Lynch

Cuore Selvaggio è il primo film della rassegna The Big Dreamer dedicata a David Lynch, promossa da Lucky Red e Cineteca di Bologna. Torna in sala eccezionalmente dal 12 al 14 maggio. Un’opera che 35 anni fa si guadagnò la Palma d’Oro al Festival di Cannes e che ha sovvertito tutte le regole del film on the road in un turbine di amore, violenza e surrealismo.

..è un mondo senza pietà che racchiude dentro di sè un cuore selvaggio.

Sailor (Laura Dern)

Introduzione

Ieri sera mi sono chiesto: cosa rende grande un regista del cinema? Come riescono i suoi film a lasciare una traccia indelebile nella settima arte? Proprio ieri sera ho recuperato L’ombra del dubbio di Alfred Hitchcock. Forse non uno dei suoi capolavori, ma uno di quelli che lo ha reso “unico”. La risposta sta nella maestria di questi “maestri visionari” di inserire elementi della loro storia personale all’interno della narrazione. Oltre a frammenti di ricordi personali, Hitchcock inserisce nel film la dualità, elemento che troveremo in altri suoi film iconici come La donne che visse due volte, Psyco e Frency.

Un mondo (onirico) che prende forma

Parlavamo di registi “visionari”, ma sappiamo che colui che si è meritato l’appellativo per eccellenza è proprio David Lynch. Mai nessuno prima di lui si era spinto verso la rappresentazione di un mondo onirico e visionario. Non ci sono spiegazioni logiche (spesso) nei suoi film, bisogna lasciarsi trasportare nel suo mondo che prende forma. Il mistero, l’ansia e la paura che scaturiscono dalla sua visione fanno parte di quel mondo che sa affascinare ma anche creare repulsione.

Cuore selvaggio è un film tratto dal libro “Wild at Heart” di Barry Gifford. All’epoca Lynch era già un regista affermato dopo i successi di Velluto Blu e The Elephant Man. Non era molto convinto della realizzazione ma cambiò idea scoprendo la rappresentazione di un’America surreale e corrotta. Ne conservò l’intelaiatura del romanzo, ma ne modificò la sceneggiatura e inserì elementi simbolici personali e richiami al Mago di Oz (1939) attraverso le emanazioni delle streghe buone e cattive.

Trama

Sailor e Lula (Nicholas Cage e Lura Dern) sono amanti, ma si separano dopo che Sailor viene incarcerato in seguito ad un omicidio commesso per legittima difesa. Dopo il suo rilascio, i due fuggono per andare in California, violando apertamente gli obblighi di libertà vigilata. Sulle loro tracce un detective sguinzagliato da Marietta, squilibrata madre di Lula, che farà di tutto per ritrovarli e uccidere Sailor.

La grandezza di questo film sta nel ricreare il mito della frontiera – tipico elemento della tradizione americana, da Jack Kerouac passando per John Ford – con lo stile di Lynch. La ricerca del riscatto passando per un mondo violento e corrotto completato dagli elementi tipici del suo cinema. Come sappiamo Lynch non fa concessioni, la violenza ne è parte integrante come una paradossale passione trasfigurata nella continua visione del fuoco e dei colori rosso e arancio che ne sovrastano la fotografia.

Gli attori

Nota di merito agli attori. Nicholas Cage in una delle sue interpretazioni migliori. Una rappresentazione che è presa anch’essa da simboli americani come James Dean ma soprattutto Elvis descritto volutamente in maniera parossistica nelle movenze (e l’interpretazione di Love Me Tender eseguita dallo stesso Cage). E ancora la sensualità di Laura Dern, un’esplosione di passione e fragilità e William Defoe nella parte di Bobby Peru, uno dei villain più inquietanti della storia del cinema.

Su tutti la scena della violenza verbale fra lui e Sailor nella stanza del motel. Ma vogliamo citare anche Harry Dean Stanton, Sherilyn Fenn, Diane Ladd, Isabella Rossellini, Grace Zabriskie, Sheryl Lee, Crispin Glover. Alcuni di questi sono personaggi ricorrenti nei film di Lynch, forse a testimonianza di quel bagaglio fatto di personalità che si sposano col suo mondo.

La grandezza di Lynch nel film si nota nei dettagli delle inquadrature sui volti, nel seguire inquadrature che trasmettono emozioni. Oppure lasciare spazio alla musica, parte integrante del tessuto narrativo, sospesa fra momenti di trash metal e pop sognante (fra tutti Wicked Game di Chris Isaak) sempre coadiuvata dal Angelo Badalamenti (altro pilastro della produzione lynchiana)

Vi invitiamo alla visione del film al cinema, anzi vi invita David Lynch stesso:

Quanto è magico entrare in un teatro e vedere spegnersi le luci. Ed entri in un altro mondo. E’ stupendo quando condividi questa esperienza con gli altri.

Conclusione

Cuore Selvaggio è un’ottimo punto di partenza per chi decide di approcciarsi solo ora alla visione del maestro. Ci sono, come abbiamo ricordato, i personaggi che faranno parte del suo mondo, pedine fondamentali per ricreare umori e sensazioni, per rappresentare un mondo che, come il Bene e il Male, fa parte di noi perchè è nascosto in noi stessi.

a cura di
Beppe Ardito

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di Beppe Ardito

Da sempre la musica è stata la mia "way of life". Cantata, suonata, scritta, elemento vitale per ridare lustro a una vita mediocre. Non solo. Anche il cinema accompagna la mia vita da quando, già da bambino, mi avventuravo nelle sale cinematografiche. Cerco di scrivere, con passione e trasporto, spinto dall'eternità illusione che un mondo di bellezza è possibile.

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