Dalla filosofia al metal: Intervistiamo i romani Nöctæ

Stanno facondo parlare di loro grazie al nuovo singolo “Morningstar”, un singolo contemporary metal nel quale nulla è lasciato al caso.

Loro sono i romani Nöctæ, attivissimi all’estero, con un  look curato nei minimi dettagli così come la loro musica. Per noi di The Soundcheck hanno riposto ad alcune domande.

Ciao e benvenuti su The Soundcheck! Come sono nati i Noctae?

Un saluto a voi tutti qui su The Soundcheck! Nöctæ nasce dall’unione di due menti che partorirono due progetti: Beyond The Fallen e Shiny Black Anthem, rispettivamente Eloy e Daniele. Dopo un disbanding avvenuto in maniera quasi simultanea, trascorso qualche anno, giusto il tempo di riuscire a leccarsi le ferite, Eloy e Daniele hanno ripreso a dialogare allo scopo di unire gli sforzi e plasmare insieme la loro visione musicale.

Quali sono le persone o le cose che ispirano il vostro progetto, musicalmente e visivamente?

La lista è davvero sconfinata: I nostri mondi derivano per lo più da scorci di cinematografia, musica, letteratura, pensiero, teatro e filosofia. Impossibile citare tutto il nostro scibile… Alcuni nomi: Steven Tyler, Nikki Sixx, Marilyn Manson, Trent Reznor, David Bowie, Cornelio Agrippa, Carmelo Bene, Friederich Nietzsche, Carl Gustav Jung, G.I. Gurdjieff, Aleister Crowley, David Fincher, James Cameron, Werner Herzog, Arnold Schwarzenegger, Sylvester Stallone…

“Morningstar”, questo il titolo del vostro nuovo singolo recentemente pubblicato. Di chi si tratta?

Morningstar è traducibile in “Stella del Mattino”. È una definizione che può avere molteplici significati. Nel medioevo era un mazzafrusto, una clava metallica che terminava con una sfera su cui erano montati dei chiodi a sezione piramidale. Ma è anche il cognome celeste di Lucifero, che qui viene affrontato a livello mitologico in chiave prometeica. In copertina appare un dettaglio rielaborato digitalmente di una scultura assai famosa, il “genio del male”. All’interno di quest’artwork si annidano altre simbologie costruite apposta per l’occasione, che invito i lettori a decifrare personalmente…

A suo modo una canzone che parla d’amore. Perché avete scelto di affrontare questa tematica, a prima vista distante dal vostro genere?

“L’Amor che move il sole e l’altre stelle”. In un’era, la nostra, di forti tumulti e riprese cicliche che purtroppo coincidono con la guerra, la desolazione, la fame e la pestilenza. L’unico potere che sarà in grado di illuminare nuovamente tutto, sarà veicolato esclusivamente dalla fiamma dell’Amore. Nella nostra musica inizia a serpeggiare (come le spire del serpente della Gnosi), la Speranza.

Avete presentato la canzone in un concerto a Roma, casa vostra. Come è andata la serata?

La serata in sé è stata una vera e propria manifestazione d’amore incondizionato e vicendevole. Nella cornice dell’Alibi, club romano noto da generazioni, ospitati dall’occhio amorevole di Tiziano Rizzuti, mente ideatrice di Ritual e Torture Garden Italy, due gemme nel panorama delle manifestazioni a carattere alternative. La presentazione del brano ha avuto un’ottima risposta da parte del pubblico. Del resto, questo è il nostro trend da un anno a questa parte: comprendiamo come scrivere ciò che verrà, attraverso uno scambio energetico con le persone che vengono ad assistere ai nostri show. Impossibile quindi non asserire come tutti voi siate coinvolti nel nostro songwriting!

Cosa è cambiato dai vostri inizi a oggi?

Siamo tre fratelli, tre guerrieri di luce, iniziati in un cammino di cui conosciamo il senso. Ci sentiamo pieni quando stiamo insieme, quando condividiamo la costruzione di un qualcosa di nuovo, sappiamo che siamo qui perché siamo il mezzo attraverso cui il Sacro discende sulla terra. Siamo un mezzo per aiutare il prossimo. Così come recitiamo nel pre-breakdown della nostra “Kings”: “Call us a Cvlt, we’re not a gang.”

Trovare un proprio spazio nella scena alternative metal non è semplice, soprattutto in Italia. Come state lavorando al vostro posizionamento?

Cerchiamo innanzitutto di allinearci a delle dinamiche senza rimanerne assoggettati. Comprendere i mercati e le situazioni senza diventarne schiavi alla mercé delle logiche da “pseudo-prodotto”. Tentiamo di essere presenti dove ci sono le persone che amano la nostra cultura, facendoci vedere di persona e diffondendo emozioni ed esperienze vere. Un cammino senz’altro più lungo e faticoso, ma sicuramente più glorioso, sincero e grande. In ultima battuta, tentiamo di costruire attorno a noi uno staff che abbia le qualità morali, cardiache ed intellettuali per interpretare al meglio e poter diffondere, il nostro lavoro.

Sogni nel cassetto da realizzare nel 2025?

Tornare in Asia, andare a trovare i nostri fratelli Americani, a cominciare da quelli Californiani che in questo momento stanno soffrendo. Concepire nel corso di questo tempo, una nuova Opera mai vista prima, riuscire a parlare all’Occidente ed arrivagli così come arriviamo in Oriente. Tutto questo corrisponde ad un cammino lungo ed irto di sfide, ma che può essere gestito dalla stabilità interiore di tre antiche anime come le nostre. Nel frattempo, ci rendiamo mero strumento della Bellezza, della Forza e della Saggezza, per servirvi.

a cura di
Redazione

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di Staff

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