EUPHORIA recensione di fine serie : 613 Jerusalem Road, El Paso, Texas

finale serie euphoria

La mia Bibbia si chiama Euphoria : addio Rue, goditi il paradiso Ruby

Il tradimento

Eravamo rimasti con il fiato sospeso nel grido di Faye (Chloe Valentine) e ripartiamo da una fuga stile western della sventurata Rue (fantastica Zendaya).
Tanta fatica per nulla?! Perché nella cassaforte c’era tutto tranne che del denaro, ma per Alamo Brown (Adewale Akinnuoye-Agbaje) è sufficiente avere le prove del coinvolgimento di Laurie ( Martha Kelly) nel traffico di droga e di ragazze scomparse.
Distrutta mentalmente e fisicamente dall’impresa, Rue viene “premiata” con del denaro e con delle pasticche di Percocet per combattere il dolore delle ferite; si è così meritata una settimana di riposo…
Nel frattempo, in Messico Big Eddy (Kadeem Hardison)e Bishop (Darrell Britt-Gibson) si occupano dell’ultimo carico di Fentanyl prima della chiusura delle frontiere, come pattuito con Laurie.
Alamo, che è al corrente della trappola della D.E.A., elabora un piano per eludere sia gli enti federali che Laurie.
Dunque, quando la D.E.A. si presenta nel rifugio di Laurie, non trova altro che trafficanti e stripper in riabilitazione.
Laurie pur di non finire in carcere, si impicca.
È un’escalation di tradimenti : Faye che tradisce prima il suo fidanzato Wayne (Toby Wallace) e poi Rue, Alamo che trama alle spalle di Laurie e incastra il suo braccio destro Big Eddy, Rue che per redimersi cerca di far arrestare entrambi i capi trafficanti … ma il tradimento più doloroso è quello di Maddy (Alexa Demie).
Maddy, che si è sempre distinta per la sua scaltrezza, cede scioccamente all’inconfessabile delle confessioni; sentenziando così il destino della sua storica amica Rue.

Fez mi sta apettando a East Highland

Questa non è una favoletta, non è un teen drama dal “per sempre felici e contenti”.
L'”Euphoria” del titolo non è solo un tema sulla tossico-dipendenza, è tutta la narrativa ad essere estremamente euforica nel bene e nel male.
L’euforia è uno stato di estrema eccitazione che può portare a un travolgente stato di benessere come può indurti in comportamenti azzardati, impulsivi, pericolosi, distruttivi e depressivi.
E Rue Bennett è stata la personificazione dell’euphoria dall’inizio alla fine!


Perciò non piangete, lettori miei, perché la vita cruenta di Rue non poteva che concludersi in un solo modo : così come è iniziata, così doveva finire.
Rifugiatasi a casa di Ali (Colman Domingo) per curare le sue ferite, Rue apre il suo smartphone, indossa le cuffiette e fa partire l’audiolibro sulla Bibbia, ma questa volta il passo è della Genesi 1 : la creazione.
Nelle mani gioca con il flacone di Percocet e nelle orecchie recita : “Sia luce! E la luce fu! Dio vide che la luce era cosa buona e Dio separò la luce dalle tenebre.
Delirante sul divano, Rue immagina il giorno seguente : Fezco (Angus Cloud) è evaso dal carcere e lei corre a prenderlo; glielo aveva promesso.
Si precipita nella casa di famiglia, per lei il suo amico è lì, insieme ai suoi cari, a sua madre, a suo padre, che l’accolgono in un caloroso e mortale abbraccio.
In realtà l’indomani, Ali trova Rue morta di overdose sul divano a causa di quelle maledette pasticche che tanto adorava.
Ali è distrutto, ricade nell’alcoolismo. Dopo tanti anni, si era finalmente affezionato di nuovo ad una persona e in effetti credeva realmente nel percorso di remissione di Rue.

E forse la vera malattia è che la gente non riesce più a distinguere il bene dal male.
Non mi interessa che problemi hai! Se avveleni i ragazzini per soldi, sei malvagio. Punto e basta.

Un paio di mesi fa, ho perso una persona a cui tenevo.
Per la prima volta dopo tanto tempo ho ripreso a bere, per alleviare il dolore.
Sono stato cristiano, mussulmano e all’improvviso non riuscivo più a credere a un cazzo.
Ma è stato comunque inutile.
So solo che sono stanco di perdere le persone.
Ali ( Colman Domingo)

Colman Domingo ci ha nuovamente trafitti con uno struggente monologo sul bene e sul male, su ciò che in questo mondo è giusto e sbagliato e il dolore della sua perdita ci investe e ci distrugge come una furiosa tempesta.

L’angelo giustiziere

Ali decide di indossare i panni dell’arcangelo Michele per porre giustizia terrena a ciò che è accaduto a Rue.
Si dirige al Silver Stripper, in cui si trova anche Maddy per sanare l’economico e carnale debito con Alamo.
Fa fuoco con un fucile a canna mozzata su diversi scagnozzi di Alamo per poi giungere a un duello “vecchio stile” con il diretto interessato. Una scena che ci ricorda grandi film come “C’era una volta… a Hollywood” di Tarantino.

Possa Dio avere pietà.
Bishop (Darrell Britt-Gibson)

Maddy ora è libera dal debito con la morte di Alamo.
Maddy è stata icona di stile, di girl power e una visionaria imprenditrice per tutta la terza stagione.
Alexa Demie insieme al suo personaggio, ha mostrato un’evoluzione matura e controllata nel ruolo di Maddy. Non tutti come lei sarebbero riusciti a trasmettere tanto dominio su situazioni delicate che sono state narrate.

Dove sentirsi in pace

Ali, in onore di Rue, deve compiere l’ultima sua volontà : andare ad El Paso, Texas, nella fattoria in cui aveva trovato rifugio e pace.
Conosce così la famiglia e la casa cristiana che ha ospitato e salvato Rue, rendendosi conto per la prima volta che ciò che le raccontava era tutto vero.
La pace è in terra e si trova a Jerusalem Road.
Ali prega con loro per Rue, dicendoli addio nel suo cuore e nel suo spirito.
E addio gli e lo diciamo anche noi.

EUPHORIA si conclude con dati da Record! L’ultimo episodio ha registrato nei primi 3 giorni 8,7 milioni di spettatori negli Stati Uniti sulle piattaforme streaming e HBO.
Secondo i dati di Warner Bros.Discovery, la terza stagione ha registrato circa 25 milioni di spettatori globali per episodio.
Un finale doloroso, poeticamente religioso che ha confermato la potenza magistrale nella narrativa generazionale di Sam Levinson.
Euphoria, dall’inizio alla fine, ha esaminato con cruda realtà gli aspetti più bui che caratterizzano le milioni di vite di adolescenti, adulti, individui in questo mondo.
La potenza globale di questa serie è stata proprio la spietata trasparenza narrativa, oltre all’impatto estetico, scenico, linguistico e per l’eccezionale cast!
Euphoria ci lascia una consapevolezza in più sui disagi giovanili e generazionali, ci insegna che l’amore non salva nessuno se non siamo i primi a prenderci cura di noi stessi, che la costante ricerca di approvazione negli anni diviene una prigione dorata e ci mostra quanto sia sottile il confine e la distinzione tra bene e male.

a cura di
Rachele Donatelli

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