Giorgio Poi inaugura il Club Tour 2026 all’Alcatraz di Milano. Ecco a voi come è andata…
L’8 marzo 2026 il palco dell’Alcatraz ha ospitato la prima data del nuovo “club tour 2026” di Giorgio Poi. Una partenza attesa e significativa, che ha visto l’artista romano tornare nei club con uno spettacolo capace di unire atmosfera intima e ricerca sonora, davanti al pubblico di Milano portando la prima data sold-out.
La serata prende forma fin dai primi minuti con un sound avvolgente. Giorgio Poi entra in scena con la sua consueta eleganza discreta, lasciando che siano soprattutto le canzoni a guidare l’esperienza del live. Accanto a lui una band solida, capace di sostenere con precisione ogni passaggio musicale, dando profondità a un repertorio che dal vivo acquista una dimensione ancora più immersiva.

La scaletta si muove tra i momenti più amati della sua discografia e brani che mostrano l’evoluzione del suo percorso artistico. Il pubblico risponde fin da subito con grande partecipazione, cantando i ritornelli più riconoscibili e lasciandosi trasportare .
Essendo la prima data del tour, il concerto milanese ha avuto anche il sapore di un debutto speciale. La risposta del pubblico è stata calorosa per tutta la durata dello show, culminando in lunghi applausi e richieste a gran voce durante il finale.
Questa data milanese ha senza dubbio conquistato tutti i presenti. Vi lasciamo ora alla scaletta e alla photogallery completa del concerto, per rivivere le emozioni con chi c’era e per chi non ha potuto esserci.
La scaletta
- Giochi di gambe
- Acqua minerale
- Nelle tue piscine
- Il tuo vestito bianco
- Pomeriggi
- Erica cuore ad elica
- Roccocò
- Non c’è sopra i 3000 kelvin
- Barzellette
- Non mi piace viaggiare
- Solo per gioco
- Un aggettivo un verbo una parola
- Stella
- Turbante
- Niente di strano
- Supermercato
- La musica italiana
- Giorni felici
- Tutta la terra finisce in mare
- Delle barche e i transatlantici
- Uomini contro insetti
- Schegge
- Missili
- Vinavil
- Les Jeux sont faits
La photogallery
a cura e foto di
Luca Micheli



















