“Volatile” dei Boban è uscito a metà gennaio e fin da subito si presenta come un disco controcorrente. Si parla molto di Milano sia fisicamente, come città dove si passeggia, sia un po’ come metafora di questo mondo un po’ distorto.

I Boban scelgono uno stile poco mainstream che ricorda molto i CCCP con il loro cantato quasi narrato e melodie tra cupo e lo sperimentale. Tutto il disco ha un retrogusto, a mio parere, un po’ apocalittico soprattutto per quando riguarda il sound. Come se ogni pezzo venisse da un futuro dispotico e invece, purtroppo, è la realtà che viviamo tutti i giorni.
C’è un brano che fa vivere un po’ meno questa sensazione, ovvero Il tizio col pappagallo. Si tratta infatti di un brano molto più leggero, divertente ma che mantiene comunque un impatto politico. Ascoltandolo mi sembra di vedere un film di Totò.
In conclusione, “Volatile” non è affatto un disco facile. E’ un disco per chi vuole entrare davvero nella musica, per chi ha voglia di impegnarsi e non solo di svagarsi.
A cura di
Redazione

