A distanza di tre anni torna nelle sale una delle saghe più remunerative della storia del cinema: Avatar. Questo terzo capitolo saprà confermare il successo dei suoi due predecessori o subirà l’effetto del tempo? Andiamo a scoprirlo assieme.
Ricordo ancora come fosse ieri quel 15 gennaio 2010. Il multisala della mia città aveva aperto da poco e l’hype nei confronti di Avatar era ai massimi livelli: uno dei primi film in 3D, girato da James Cameron e con una campagna marketing talmente aggressiva che chiunque voleva vederlo, tanto da registrare il sold out nelle sale per giorni.
Io stesso, pur di essere presente il primo giorno, mi dovetti accontentare di un posto in prima fila laterale: il peggior errore della mia vita con il 3D di allora. Se ci penso, mi viene ancora oggi il mal di mare. Una volta uscito dal cinema rimasi molto interdetto: per quanto il film fosse bello e stilisticamente incredibile, non mi aveva lasciato quello che cercavo all’epoca.
Ma il mondo la pensava diversamente e Avatar divenne la pellicola col più alto incasso della storia, vincitrice di tre premi Oscar (su 9 candidature) e una pietra miliare per gli effetti speciali e per il cinema in generale.
A distanza di anni riuscii ad apprezzare meglio questo film, forse anche grazie al fatto di non averlo rivisto in un angolo della sala con degli occhialini che mi avevano provocato solo un gran mal di testa; così, quando si stava avvicinando l’arrivo dei sequel, la mia voglia di lanciarmi al cinema era altissima.
Dopo il secondo capitolo, uscito il 16 dicembre 2022, il successo del franchise era ormai conclamato. Avatar: La via dell’acqua divenne il film col maggiore incasso dopo la pandemia.
In contemporanea a quel capitolo è stato girato anche Avatar: Fuoco e Cenere, terzo film in uscita oggi 17 dicembre 2025 con la prospettiva di eguagliare, se non superare, il successo dei precedenti. Ne sarà in grado?

Dall’oceano alle fiamme
(Questa sezione potrebbe contenere spoiler per coloro che non hanno visto il secondo capitolo)
Jake e la sua famiglia stanno cercando di superare la perdita di Neteyam. Sono una famiglia spaccata alla ricerca di sé stessa, convinta di aver posto fine alla vita del colonnello Miles Quaritch, ma con l’odio negli occhi e nel cuore nei confronti di Spider, reputato da Neytiri una delle cause della morte del figlio.
Spider sta diventando un problema per la famiglia Sully: la sua necessità di respirare aria rischia di farlo morire. Decidono quindi di imbarcarlo su una nave mercantile per portarlo alla base degli umani che collaborano con i Na’vi. Per questo ultimo viaggio Jake accontenta il ragazzo e partono tutti assieme, anche per difendere la nave dai predoni.
Nel mentre, il Colonnello Quaritch, ancora vivo grazie a Spider che l’ha salvato nel finale del film precedente, ha l’obiettivo di uccidere Jake Sully e recuperare il ragazzo.
Sulla via della salvezza, però, i predoni del “Popolo della Cenere” distruggono le navi e Varang, la capotribù, cerca in tutti i modi di uccidere i presenti, compresi Jake e la sua famiglia. Questo porterà alla fine di Spider che, grazie alla Madre Terra, tornerà in vita trasformandosi in un Na’vi con le sembianze di un umano.
Questa scoperta spinge Quaritch e gli umani a voler rapire il ragazzo per poterlo studiare; al tempo stesso, il Colonnello troverà nella nuova alleata Varang un aiuto prezioso per distruggere la famiglia Sully. Nello scontro finale chi avrà la meglio? Spider sarà salvato?

Una goduria per gli occhi
James Cameron l’ha fatto di nuovo. Ha portato in scena una pellicola visivamente fantastica. Forse lo dico perché fuorviato dalla visione in IMAX 3D con Dolby Atmos (probabilmente il modo migliore per vedere questo film, anche se in Italia non esiste un vero e proprio IMAX), ma onestamente credo siano i migliori effetti speciali visti sul grande schermo negli ultimi anni.
La sceneggiatura, invece, subisce la naturale flessione di un film girato in contemporanea col suo predecessore. Ci troviamo davanti a due film “cloni” e, se farete l’errore di riguardare il secondo capitolo subito prima del terzo, vi troverete davanti a 3 ore e 15 minuti di déjà-vu che potrebbero appesantire la visione.
La colonna sonora è stata cucita ad arte sulle immagini che scorrono davanti ai nostri occhi e il 3D è semplicemente superlativo: è esattamente quello che avrebbe dovuto essere già col primo film, ma che la tecnica dell’epoca semplicemente non poteva sostenere.
Gli attori hanno fatto un lavoro magistrale nel dare vita ai Na’vi e, dopo tre film, sono talmente naturali che sembrano veri. La vera chicca è senza dubbio l’interpretazione di Jack Champion nei panni di Spider: la difficoltà di interpretare l’unico umano in mezzo a tanta computer grafica è stata sopperita con una dedizione ai limiti della perfezione.

Sarà campione d’incassi, ma…
Avatar: Fuoco e Cenere porterà avanti la tradizione dei 2 miliardi d’incassi come i predecessori. Chi lo nega sa che sta solo cercando di dire che è ora di un cambio di rotta; è indubbio che la serie abbia bisogno di una svecchiata, e magari nei nuovi capitoli con la nuova generazione sarà così.
Questo terzo capitolo, però, è esattamente quello che tutti si aspettano: una lunga serie di immagini spettacolari, condite da un 3D che fa scendere una leggera bavetta da quanto sia incredibile e una colonna sonora che avvolge alla perfezione tutto il film.
3 ore e 15 minuti non sono pochi e, a causa della sceneggiatura, possono sembrare pesanti (anzi, lo sono). Certo è che le scene di combattimento sono esaltanti e farebbero sussultare sulla poltrona anche lo spettatore più addormentato.
Ci troviamo davanti ad un film di Cameron, quindi la lunghezza si deve sempre mettere in conto. Per questo non faccio il solito discorso sul fatto che “se fosse durato un’ora in meno sarebbe stato perfetto”, ma mi limito a dire che se sei al cinema per Avatar, sai già a cosa vai incontro.
Senza ombra di dubbio questo terzo capitolo è meno potente dei due precedenti, con una struttura che ricalca Avatar: La via dell’acqua quasi a non volersi prendere la responsabilità di fare quel passo in più, perché il “compitino” era sufficiente a portare in sala ancor più persone del predecessore.
In attesa dei prossimi due capitoli, in programma per la fine del decennio, non vi resta che lanciarvi in sala ed innamorarvi delle immagini che vedrete, senza farvi fuorviare dai miei commenti.
Buona visione!
a cura di
Andrea Munaretto

