Dopo il successo dell’anno scorso, torna anche quest’anno la puntata speciale live del Tintoria, condotto dai comici Daniele Tinti e Stefano Rapone e andato in scena al Cinema Moderno di Lucca. Grazie a Comedy Central, siamo riusciti ad assistere ad uno degli eventi più attesi.
L’ospite della puntata speciale per il Lucca Comics and Games del 2024 era stato Cristina d’Avena, mentre quest’anno, mantenendo la tradizione musicale degli intervistati, tocca a Caparezza, presente a Lucca per il doppio lancio del nuovo disco Orbit Orbit e dell’omonimo fumetto che lo accompagna, edito da Sergio Bonelli.

Nella lunga e informale chiacchierata format del Tintoria Live, il rapper di Molfetta ha parlato del processo di creazione del nono album, dove il fumetto occupa un posto assolutamente centrale a partire proprio dal titolo, l’onomatopea fumettistica della fluttuazione mentale. Caparezza ha raccontato come il suo primo amore artistico fosse proprio per la Nona Arte, tanto che il suo desiderio da giovane era quello di diventare un fumettista.
Nonostante il parziale abbandono di questo sogno (perché consideratosi non abbastanza abile nel disegno), il fumetto è rimasto uno dei suoi amori stabili, tanto da lanciargli delle ciambelle di salvataggio durante i momenti più bui della sua vita, come raccontato magistralmente nel brano A comic book save my life.
Nelle sue canzoni si sprecano i riferimenti ai personaggi e agli autori di alcuni dei fumetti che gli stanno più a cuore, da Corto Maltese a TinTin, passando per Galaxy Express 999 di Leiji Matsumoto ai fumetti di Shigeru Mizuki, fino alle Sturmtruppen di Bonvi (le opere del maestro modenese sono per sua ammissione uno dei turning point della sua vita).

La stessa costruzione dei suoi spettacoli live, da sempre ricchi di scenografie e di oggetti di scena fantastici, non può prescindere da una generale “fumettosità” di partenza, che muove soprattutto dalla fantasia necessaria per pensarli e farli realizzare dai maestri della cartapesta.
Parafrasando il titolo di una sua canzone, si può dire che i fumetti lo fanno Stare Bene.
Opinioni di un profano
Sentirlo parlare è una gioia per chiunque. Oltre ad essere uno dei rapper italiani più forti per metriche e basi, Caparezza vanta anche una cultura sconfinata e una dialettica degna di quei professori in grado di far appassionare gli alunni alle proprie materie.
Complice anche la conduzione di Rapone e Tinti, abili sia a fare domande interessanti che a far ridere il pubblico (la gag di Tetsuo Hara in apertura ha settato il tono), questa puntata del Tintoria entra per me di diritto nel gruppo di quelle più riuscite (forse anche perché è stata la mia prima esperienza da spettatore presente in sala).
Alla domanda di Rapone su quale fosse il suo personaggio preferito in assoluto, Caparezza ha risposto citando un supereroe atipico della Marvel, Silver Surfer. Noto anche come l’Araldo di Galactus, uno dei nemici più celebri dei Fantastici Quattro, e protagonista di una delle più belle storie di Stan Lee (ovvero Silver Surfer: Parabola, disegnata da Moebius), questo personaggio incarna l’immensa solitudine del cosmo.

L’Araldo è un emarginato, in quanto portatore di orribili notizie per i pianeti che visita, ma proprio questa sua posizione lo rende il perfetto alter ego di Caparezza in Orbit Orbit, dove centrale è proprio il vagare nello spazio sconfinato (è stato scelto da Capa anche perché non ha le orecchie, cosa che risolverebbe in modo forse un pò drastico i problemi di acufene).
Parlando invece dei suoi riferimenti comici pre-scoperta della stand up comedy, sono stati citati sia Eminem – di cui, in particolare, i suoi video musicali pieni di elementi ironici – che i Monty Python, per il loro approccio surreale alla satira e alla critica politica.
Senza entrare nel dettaglio dei numerosi altri argomenti trattati nella puntata – che spaziano dagli aneddoti di Mikimix, suo vecchio alter ego, in Francia (esilarante), ai progetti musicali a cui ha preso parte – la puntata di Tintoria Live merita sicuramente una visione anche solo in quanto singolarmente in grado di mostrare perché Caparezza è, meritatamente, un artista così amato e seguito.
a cura di
Tommaso Rubechini

