L’energia esplosiva della musica balcanica ha invaso con il tour di Goran Bregović and The Wedding & Funeral Band il castello Carrarese di Este
Alla guida ovviamente l’instancabile Goran, sempre posizionato comodo sulla sua sedia vestito di bianco in compagnia della sua chitarra. Pieno della sua energia e voglia di suonare, anche in compagnia del suo immancabile bicchiere di gin e ghiaccio, come ha spesso fatto notare durante l’esibizione. Nota di merito curiosa, utilizzava un telefono molto probabilmente con un’app che simulava uno xilofono.
Alla seconda voce Muharem Redžepi con una particolare gran cassa che prende il nome di “goc”. Sul palco presenti ovviamente tanti fiati, come tradizione vuole. Bokan Stanković e Dragić Veličković alle trombe, Stojan Dimov al sax e al clarinetto, Aleksandar Rajković e Milos Mihajlović ai tromboni.
Alle voci del coro, per chiudere la trafila, vi sono Ludmila Radkova-Traikova e Daniela Radkova-Aleksandrova che hanno preso in mano il palco, diventando delle vere e proprie protagoniste della scena ballando e ringraziando il pubblico in diverse circostanze durante lo spettacolo.
Il live ha suscitato una grande approvazione da parte del pubblico, che ha risposto con entusiasmo ai brani tanto attesi come “Bella Ciao” e “Gas Gas Gas“. Lo scenario del castello Carrarese è unico nel suo genere e, nonostante la platea non fosse soldout, il calore dei fan si è fatto sentire.
The Wedding and Funeral Band è una band famosa per la sua abilità di armonizzare e miscelare diverse culture musicali: voci bulgare, il folkore slavo, la polifonia sacra ortodossa e i ritmi del rock moderno. Il suo stile viene anche definito come “Turbo Folk”. Un misto di Sacro e Profano, tra tematiche liturgiche e scenari di guerra.
Infatti brani come “Ederlezi” e “Kalashnikov”, descrivono perfettamente questi sentimenti. Come dimenticare, la loro esibizione nella basilica superiore di San Francesco ad Assisi nel 2005, intonando appunto “Ederlezi”.
Goran Bregović è noto anche per le sue composizioni cinematografiche per molti film internazionali. La sua musica nasce da una terra dove si mischiano tre culture: ortodossa, musulmana e cristiana. Un genere intriso fortemente di influenze gitane. I tempi musicali balcanici sono i pilastri del genere che rendono il sound così frizzante e accattivante. Di solito si basa su 9/8 con tempi irregolari. Quindi trattasi di ritmi complessi.
Anche se il suo linguaggio risulta non comprensibile a molti nella sfera internazionale utilizzando come lingue il serbo-croato e il romani, la sua musica risulta universale. Il fil rouge del concerto si può racchiudere in questa affermazione di Goran Bregović: “Chi non diventa pazzo, non è normale”.
a cura di
Francesco Provenzano

