Pubblicato il 30 maggio 2025, Something Beautiful è il nono album di Miley Cyrus. Anticipato dai singoli “Something Beautiful”, “End of the World” e “More to Lose”, è un’opera densa e stratificata, che segna una nuova fase dell’artista.
A quasi due anni da “Endless Summer Vacation”, e a quattro dal più ruvido e rockettaro “Plastic Hearts”, Miley Cyrus torna con “Something Beautiful”.
Nella sua carriera più che ventennale ormai, Miley Cyrus è riuscita a far parlare di sé sempre. Nel bene e nel male. Da regina Disney a icona pop, oggi con il suo nono album possiamo confermare che Miley Cyrus è un’artista a 360 gradi, che non ha paura di osare ma anche di tornare perfettamente sui binari. Senza mai perdere di credibilità.
Oggi possiamo confermare che Hannah Montana non c’è più ed ha lasciato spazio a Miley, un’artista in grado di essere al tempo stesso icona, mantenendo sempre il suo animo stravagante e sperimentale.
E in “Something Beautiful” c’è questo è molto altro.

Un album non solo da popstar
Il disco si apre con “Prelude”, un monologo avvolto da un’atmosfera elettronica che introduce subito la natura immersiva dell’album. Questa introduzione lascia spazio ai primi 3 singoli pubblicati, “Something Beautiful”, “End of the World” e “More to Lose”.
Il primo singolo è un mix perfetto tra un glam rock e fiati che ricordano molto David Bowie. “End of the World” cambia tono e con i suoi synth e i cori, ci spostiamo nel pop e nella dance più classica degli anni ’80. Con “More to Lose” il ritmo rallenta, Miley si spoglia e si affida solo a una struttura di piano e voce, avvolgendo l’ascolto in un’atmosfera intima.
I due intermezzi, “Interlude 1” e “Interlude 2” incorniciano “Easy Lover”, forse il brano più radiofonico insieme a “Something Beautiful”, con venature sensuali e una struttura più accessibile.
Tra i pezzi meglio riusciti, troviamo “Golden Burning Sun”. Una ballata intensa, emozionante, nella quale possiamo ascoltare al meglio le abilità canore di Miley. Un brano esplosivo che si distoglie dal pop più semplice e commerciale.
“Walk of Fame” è l’unico brano che vede una collaborazione vocale, quella con Brittany Howard. Un duetto teatrale che si intreccia perfettamente con le due anime, rock e soul delle artiste.
“Pretend You’re God” cambia tono e registro, ma non dona niente di più al lavoro in sé. Con “Every Girl You’ve Ever Loved” il disco si trasfoerma in un vero e proprio oggetto estetico, sia a livello visivo che concettuale. Ad impreziosire l’impatto della canzone, il cameo della top model di Naomi Campbell. Che tocco!
Poi arriva “Reborn”, che si distingue per la sua anima elettronica: quasi un brano da club, ipnotico e scomposto. Con il suo tocco delicato, “Give Me Love” va a concludere quest’opera musicale, che Miley ci ha fatto scoprire.
Tirando le somme…
Rispetto ai suoi lavori precedenti, “Something Beautiful” è un album che va ascoltato più volte, prima di essere davvero apprezzato. Non è un album sforna hit. Anzi, in questo lavoro le melodie si dilatano, gli arrangiamenti si complicano, gli strumenti si moltiplicano. Alcuni brani si muovono tra registri musicali diversi e cambi d’atmosfera. Dal jazz alla disco, al soul e all’R&B, con tocco nostalgico agli anni ’80.
È un album fatto di contrasti, di luci e ombre. Un’opera ambiziosa, stratificata, volutamente complessa che non segue le regole dell’intrattenimento pop, ma costruisce invece un concept artistico.
Possiamo confermare che non è l’album migliore della discografia di Miley, ma è un lavoro rischioso e inaspettato. Rispetto a “Plastic Heart” che è un grandissimo album dalle sonorità più rock e il penultimo, “Enedless Summer Vacation” super radiofonico, con questo Miley Cyrus ha voluto fare all in, giocando tutte le sue carte.
E sicuramente ne parleremo ancora per un bel po’.
Anche perché non dobbiamo dimenticare, che oltre un disco, “Something Beautiful è un progetto cinematografico. Infatti, debutterà sul grande schermo il 6 giugno al Tribeca Film Festival di New York e nelle sale italiane, solo il 27 giugno, distribuito da Nexo Studios, offrendo al pubblico un’occasione esclusiva per immergersi completamente nell’universo estetico e sonoro dell’artista.
A cura di
Martina Giovanardi

