Billy Idol – La recensione di Dream Into It

billy idol

Tra introspezione e riff elettrici, il rocker britannico si conferma ancora una volta icona senza tempo

Che vi piaccia o no, Billy Idol è una parte integrante della cultura pop britannica. Se dovessimo creare un collage di immagini o videoclip rappresentativi della musica inglese, non passerebbe molto tempo prima che spuntassero i suoi inconfondibili capelli biondo platino, il labbro superiore arricciato e il pugno chiuso coperto dal classico guanto senza dita.

Sono passati quarant’anni da “Rebel Yell” e quasi cinquanta dal suo debutto con i Generation X nei panni di un punk rocker a tutto tondo. È quindi un onore poter recensire il suo nuovo album – il primo dopo dieci anni – anche se in questo tempo Billy non è rimasto con le mani in mano, portando avanti diversi progetti. Al suo fianco ritroviamo ancora una volta il fedele chitarrista Steve Stevens, compagno di mille avventure, insieme a una manciata di ospiti d’eccezione, come Avril Lavigne e Joan Jett.

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In apertura…

L’album si apre con la title track, che potrebbe tranquillamente chiamarsi Ease Into It, visto il tono calmo e sognante, con atmosfere elettroniche e testi introspettivi. Il brano cresce gradualmente trasformandosi in una ballata pop-punk, e questa miscela di riflessione e sonorità energiche è il filo conduttore di gran parte del disco. Idol si mette nei panni del narratore della propria vita, parlando delle sue dipendenze, delle sue scelte e, in più di un’occasione, dei suoi scontri con i “teddy boys”.

Non mancano i suoni pop-punk che lo hanno reso celebre, rivisitati in chiave moderna per il 2025. Brani come “77” (con Avril Lavigne), “Too Much Fun” e la conclusiva “Still Dancing” (che richiama lo spirito di “Rebel Yell” con i suoi “yeah yeah” e “woah woah”) ne sono l’esempio perfetto.

Le atmosfere più intime e malinconiche trovano spazio in pezzi come “John Wayne”, con un leggero accento country, e “Wild Side”, cantata in duetto con Joan Jett. La voce di Idol, pur mostrando qualche limite dovuto all’età, riesce ancora a raggiungere momenti di grande intensità, alternando strofe più pacate a esplosioni emotive come in “Gimme The Weight”.

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In conclusione…

L’intero album è arricchito dal lavoro magistrale di Steve Stevens, che regala assoli impeccabili e pieni di gusto, specialmente in “Wild Side”. Idol è fortunato ad avere ancora al suo fianco un musicista così.

Questo disco è una finestra sulla vita attuale di Billy Idol. Che stia guardando al passato o al futuro, resta una figura ancora rilevante per un’intera generazione. Vale la pena dare un’occhiata da quella finestra, anche solo per un attimo. Per molti, sarà uno sguardo prezioso su un’icona autentica della musica.

a cura di
Mattia Mancini

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