Da oggi nelle sale italiane “Un Film Minecraft”, la pellicola tratta dall’acclamato omonimo videogioco che, in 16 anni, è diventato uno tra i brand più conosciuti e munifici al mondo. Ma il film riuscirà a fare entrare in questo mondo anche i neofiti del Joypad, o rappresenterà un enorme buco nell’acqua da 150 milioni di dollari?
Correva l’anno 2009 quando Notch (Markus Perrson, non la tacca degli iPhone) creò Minecraft, un videogioco Sandbox di avventura (per Sandbox si intendono tutti quei videogiochi con grande libertà esplorativa e la possibilità di modificare il mondo circostante).
Ma solo due anni più tardi, nel 2011, Perrson si affidò a Mojang Studios per lo sviluppo di quel titolo che, in breve tempo, è diventato un cult mondiale da oltre 300 milioni di copie. Che cos’ha reso questo gioco un fenomeno?
Quello che da sempre sarebbe stato considerato un difetto, ossia la mancanza di istruzioni, in Minecraft è diventato uno dei punti di forza. Non poter contare su di esse è utile per trasformare la frustrazione derivante dal non riuscire a fare subito ciò che si desidera in una sfida da vincere
Stefano Collovati – Mentor laboratori Minecraft di H-CAMPUS a Treviso
Minecraft è famoso per la sua libertà creativa illimitata, che permette ai giocatori di costruire qualsiasi cosa offrendo diverse modalità di gioco ed un valore educativo nelle molteplici dinamiche affrontate.
Ciò gli ha permesso di sviluppare una forte comunità, che crea e condivide contenuti come mod e mappe grazie alla sua semplicità nell’apprendimento del titolo, pur mantenendo una grande profondità. La sua longevità e gli aggiornamenti costanti generano, inoltre, una forte nostalgia e mantengono vivo l’interesse.
Da videogiocatore di lunga data sono sempre rimasto affascinato dalla community attorno al titolo. Ma, essendo amante di altri generi, non mi ci sono mai cimentato, pur riconoscendone l’eccezionale lavoro fatto e che lo ha portato ad essere un caposaldo dei videogiochi attuali (detto in parole povere sono una pippa in questo tipo di giochi).

Un film nato da lontano
Dato che Minecraft iniziava a spopolare prima su console e poi su PC, da più parti nacque un pensiero stupendo: portare sul grande schermo un film ispirato al videogioco che tanto stava – e tutt’ora sta – facendo impazzire i fan.
Anno 2012. Mojang Studios riceve diverse offerte da parte di produttori di Hollywood che in testa avevano un sogno: quello di una serie tv basata su Minecraft. Tuttavia, la casa di produzione restò restia a fare un passo così importante e rifiutò le offerte con il più classico: “accetteremo solo quando l’idea giusta ci verrà presentata.”
I fan, quindi, presero in mano le redini della situazione e, nel febbraio 2014, provarono ad aprire un crowdfunding sulla nota piattaforma Kickstarter, cosa che mandò su tutte le furie Notch. Il quale fece annullare la raccolta fondi, perché avviata senza accordi con Mojang Studios.
Poco tempo più tardi, però, lo stesso creatore dichiarò di essere in trattativa con Warner Bros. per lo sviluppo di un film ufficiale di Minecraft. Scelta che sorprese tutti quei fan che, fino a qualche anno prima, avevano cercato di produrre una pellicola sul videogioco amato.
Da qui una serie di peripezie che resero la produzione della pellicola un ottovolante di notizie: prima Shawn Levy assunto come regista e andatosene improvvisamente, poi la pressione di un film “ad alto budget” che provocò ritardi, fino ad uno stop a tempo indeterminato.
Solo nel settembre 2018 Warner Bros. riprese in mano l’idea, assumendo Peter Sollett come nuovo regista e Tiffany Paulsen come sceneggiatrice. L’uscita prevista per Minecraft era il 2022, poi posticipata al 2025 con un nuovo regista, Jared Hess. Famoso per aver scritto e diretto Super Nacho e Napoleon Dynamite.
Insomma, un parto estremamente travagliato! Ma il film prodotto sarà degno di nota o solamente un’occasione persa?

L’unico limite: la nostra immaginazione
Steve (Jack Black) è un bambino con un sogno, quello di fare il minatore. Ma la realtà lo porterà ad essere un semplice impiegato finché non deciderà di prendere in mano il suo piccone e correre nella miniera fuori dalla sua città.
Una volta giunto lì, tra le rocce della miniera, trova un cubo che consente l’apertura di un portale magico per l’Overworld, un mondo dove l’immaginazione è tutto e ognuno può creare qualsiasi cosa, a patto che lo si faccia con dei cubi (non esiste nulla di rotondo).
In questo mondo Steve conosce il suo migliore amico, David, un lupo ghiotto di ossa che diventa il suo compagno di vita fino a che il paffuto protagonista viene catturato dalla malvagia Malgosha (doppiata in italiano da Mara Maionchi), regina del Nether e desiderosa di conquistare l’Overworld.
David scappa e mette in salvo il cubo magico portandolo sulla Terra. Dopo diversi anni, però, questo torna alla luce durante un’asta di un box vinta da Garrett (Jason Momoa). Il quale, una volta incontrati Natalie (Emma Myers), Henry (Sebastian Hansem) e Dawn (Danielle Brooks), finisce con loro nell’Overworld.
Dopo alcune peripezie il gruppo incontra Steve che, liberato dalla malvagia strega che vuole appropriarsi del cubo, diventa il loro personale Virgilio. Riusciranno i nostri paladini a tornare nel loro mondo?

Dal videogioco alla realtà
Coadiuvato da Chris Bowman e Hubbel Palmer, Jared Hess riesce a costruire una pellicola convincente, divertente e che non stanca mai, portando in scena 100 minuti perfettamente targettizzati per un pubblico dai 10 ai 15 anni. Pur strizzando l’occhio anche ai più grandi.
Sicuramente gli appassionati del genere potranno ritrovare in Un Film Minecraft dei rimandi al remake di Jumanji (per il mondo al di fuori del mondo), Pixels (per il personaggio campione di videogiochi con una vita poco appagante) e Ready Player One (nella battaglia).
Il tutto viene perfettamente reso grazie ad effetti speciali prodotti da Sony Pictures Imageworks che, attraverso la supervisione di Dan Lemmon (famoso per Avatar e vincitore del Premio Oscar per Il Libro della Giungla), porta sullo schermo un mondo fantastico, ma perfettamente integrato nella realtà.
La colonna sonora composta da Mark Mothersbaugh (un’assoluta leggenda nei film di genere, oltre che la spalla di tanti film di Wes Anderson) rende il ritmo del film perfetto, portando lo spettatore a muoversi all’interno di questo mondo assieme ai protagonisti.
Jack Black è ormai calato nel genere e ogni suo film non può che rendere felici gli spettatori che lo guarderanno. Sempre calzante nel personaggio, fa uscire qui il suo estro per creare maggior appeal. Per contro, Jason Momoa sembra invece un pesce fuor d’acqua: troppo grosso per il ruolo, troppo assurdo da risultare quasi sbagliato. Chissà perché abbiamo subito pensato alla fatina dei denti di The Rock.

Un sì pieno
A causa della paura iniziale del mio ingresso in sala, scatenata da un trailer che mi aveva lasciato sentimenti contrastati, stavo già pensando di concludere questa recensione citando WIllie Peyote con un “Grazie, ma no grazie”.
Invece sono uscito dal cinema piacevolmente soddisfatto, poiché la storia regge, non risultando mai banale, ed i personaggi sono costruiti bene, nonostante il palese disagio di Jason Momoa nei panni di Garrett. Inoltre, Un Film Minecraft ha il pregio di rivolgersi ad un target ben preciso, pur strizzando l’occhio a diversi tipi di spettatori.
Siamo di fronte ad un film ad alto budget (e si vede), ma i soldi, per una volta, sono stati spesi bene e nel modo giusto: gli effetti speciali sono perfetti e la scelta di affidarsi a Dan Lemmon per rendere partecipe lo spettatore è la ciliegina sulla torta.
Il doppiaggio italiano è forte e non fa rimpiangere la versione in lingua originale. Mara Maionchi, in particolare, riesce nell’intento di divertire e le tante risate in sala solo la miglior risposta possibile. Lazza ci prova, risultando forzato in molti momenti, nonostante non sia tutto da buttare.
Il consiglio è di andare al cinema e godersi il film, che vi appagherà tanto quanto Lego -The Movie 11, facendo uscire quel bambino che è in voi e che non è mai sparito. Abbandonerete la sala con un sorriso, grazie a battute e scene spassose che vi faranno pensare: “Mi sono divertito davvero”.
Buona Visione!
a cura di
Andrea Munaretto
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