Roma si è trasformata in un palcoscenico globale per l’anteprima mondiale di “G20, il nuovo action-thriller diretto da Patricia Riggen, con protagonista il premio Oscar Viola Davis.
Sabato 29 marzo, al The Space Cinema di Piazza della Repubblica, si è tenuta la premiere di G20, un evento che ha trasformato la Capitale in un palcoscenico internazionale grazie alla diretta streaming, che ha collegato in tempo reale Los Angeles e altre 18 diverse città. L’atmosfera creata per l’occasione è stata unica, con gadget esclusivi ispirati alla pellicola che hanno contribuito a immergere il pubblico nell’universo del film fin dal suo arrivo in sala.
Al termine della proiezione, il pubblico ha avuto l’opportunità di partecipare a un Q&A con il cast e la regista, che hanno offerto uno sguardo approfondito sulla realizzazione del film e le sfide interpretative.

Un thriller tra tensione politica e azione adrenalinica
Il film racconta la storia di Danielle Sutton, il Presidente degli Stati Uniti alle prese con una crisi senza precedenti: un attacco terroristico durante il vertice del G20 in Sudafrica mette in pericolo i leader mondiali e rischia di scatenare un conflitto su scala globale. Con la diplomazia in bilico e la sua famiglia minacciata, Sutton deve fare affidamento sulla propria esperienza militare e sulle sue capacità strategiche per gestire la situazione.
Unendo elementi di azione al thriller politico, G20 offre una riflessione sulle difficoltà e le responsabilità del potere. Viola Davis regala un’interpretazione intensa, incarnando una leader determinata e profondamente umana, capace di trasmettere il peso e l’importanza delle sue scelte.
Viola Davis come Presidente degli Stati Uniti “per finta”
Durante il Q&A, Viola Davis ha parlato della complessità del suo personaggio, sottolineando come la vera difficoltà riscontrata riguardasse non solo interpretare il Presidente degli Stati Uniti, ma anche riuscire a renderla credibile nella sua dimensione più intima e umana.
“La vera sfida è stata ricordare che Danielle non era solo il Presidente, ma anche un essere umano, una madre e, soprattutto, una donna costretta a prendere decisioni difficili, affrontando le proprie paure e mostrando la sua vulnerabilità”.
Una delle sfide più grandi, racconta Davis, è stata dare credibilità ad un personaggio che detiene un potere enorme, non solo come comandante in capo, ma anche come leader eletta dal popolo. Più di ogni altra cosa ha dovuto chiedersi perché proprio Danielle Sutton fosse stata scelta per guidare il Paese. La risposta, secondo l’attrice, non risiede tanto nella sua infallibilità, quanto nel contrario: la donna è stata eletta proprio perché, come ogni essere umano, è fallibile e questa sua vulnerabilità la rende una leader autentica.
“Una vincitrice non è qualcuno che vince sempre,” ha spiegato, “ma qualcuno che, anche quando perde, non smette mai di lottare. […] Dovevo incarnare la responsabilità che il mio personaggio porta sulle spalle. Danielle non è solo una donna che si trova a dover combattere per la propria vita e che mostra vulnerabilità nella sua paura di essere uccisa o di veder morire le persone che ama, è una leader che deve mantenere il controllo anche quando tutto crolla attorno a lei.”
Per rendere autentico il personaggio di Danielle Sutton, Davis ha lavorato sulla sua dimensione interiore, cercando di rappresentarla non solo come una donna di potere, ma anche come una leader con un passato militare, abituata a combattere tanto sul campo quanto dentro di sé.
“Dovevo interpretare una persona che, proprio come un soldato, affronta le proprie paure e le usa come forza per andare avanti. Ed è in questo che ho trovato la vera essenza dell’eroismo.”
Infine con ironia, l’attrice ha ammesso che non si sarebbe mai aspettata di dover interpretare un ruolo del genere, nonostante la sua passione per il cinema d’azione.

La visione di Patricia Riggen: un film d’azione con un cuore emotivo
Durante l’incontro, la regista Patricia Riggen ha sottolineato il desiderio di realizzare un film che non fosse soltanto un action-thriller, ma che esplorasse anche i legami familiari e le sfide personali della protagonista, ritenendo fondamentale che i personaggi fossero credibili e complessi.
La particolarità di G20 sta proprio nel fatto che il Presidente prenda decisioni cruciali per la sicurezza globale e, allo stesso tempo, debba confrontarsi con le proprie fragilità, paure e responsabilità personali, bilanciando il peso del comando con la sua vita privata e il senso del dovere verso chi le sta accanto.
“Il cinema d’azione ci ha abituati a eroi che risolvono tutto con la forza, ma noi volevamo raccontare una leadership fatta anche di strategia, coraggio e responsabilità verso le persone care.”
Riggen
La regista ha elogiato la performance di Viola Davis, sottolineando come la sua capacità di combinare forza e vulnerabilità abbia reso il personaggio incredibilmente realistico. Ha evidenziato, inoltre, come Danielle Sutton debba bilanciare il potere con la vita privata e affrontare il peso delle sue decisioni.
Riggen ha voluto evitare il cliché del villain stereotipato, costruendo un antagonista con motivazioni credibili. Ha infatti spiegato che nella realtà nessuno si vede come “il cattivo” della storia, per questo, ha cercato di dare al suo antagonista una logica che rendesse le sue azioni comprensibili, pur senza giustificarle.
Questo approccio aggiunge complessità alla trama, mostrando che anche il “cattivo” ha una sua visione del mondo, pur essendo in opposizione alla protagonista.
L’attesa per l’uscita su Prime Video
Dopo l’anteprima mondiale a Roma, G20 si prepara a conquistare un pubblico globale con il suo debutto su Prime Video il 10 aprile.
Disponibile in oltre 240 Paesi, il film promette di appassionare gli amanti dell’azione e del thriller politico, grazie ad una storia intensa e una protagonista d’eccezione.
L’evento romano ha confermato ancora una volta l’importanza del cinema come esperienza condivisa su scala internazionale, offrendo al pubblico un assaggio di un film destinato a far parlare di sé.
a cura di
Francesca D’Orta

