Una serata che nessuno dei partecipanti dimenticherà, un concerto che sa di funerale gospel, ma al tempo stesso diverte, un addio alla musica talmente fragoroso che riecheggerà per tanto tempo tra le mura di quella Milano amica che mai ha tradito Bugo tra tanti compagni di avventura e un pubblico che spera in un suo ritorno.
Era il 19 dicembre quando sulla sua pagina facebook Bugo annunciava che il concerto del 1 aprile all’Alcatraz di Milano sarebbe stato il suo addio alla scena musicale, sin dal primo momento in molti pensarono al classico pesce d’aprile, ma il cantante sin da subito assicurò che non era così.
Ho quindi preso armi e bagagli per assistere a questo canto del cigno che, tra scambi di battute col pubblico e tanti ospiti presenti sul palco, si è rivelata una vera festa per tutti sopratutto per il cantante rhodense che si è goduto quest’ultimo palco come la rivincita delle bionde.
L’impostazione dell’Alcatraz è quella dei concerti più intimi, spazi ridotti e palco piccolo, un po’ straniante per noi abituati in grande, ma questo non deve spaventare; i tanti accorsi per godersi Il concerto finale di Bugo sono carichi a molla, striscioni e maschere per inneggiare al cantante come tanti dei grandissimi della musica.
A differenza di tante altre volte sento un certo fremito dentro, sento che la serata sarà qualcosa di indimenticabile e la speranza che esca qualche aneddoto “succoso” rende il tutto ancor più eccitante, il tempo passa e come le vere dive Bugo si fa aspettare fino allo spegnimento delle luci che porta a un boato d’altri tempi: è giunta l’ora della fine.
Sul palco sale il cantante, da solo, alla bocca un’armonica, suono sgangherato e il primo brano che entra forte come un Piede sulla merda che esalta tutti dalla platea inizia un unico coro che accompagna Bugo che si lascia scappare un primo sorriso di felicità.
Il pezzo finisce, il cantante saluta e se ne va, è solo uno scherzo, dopo poco risale sul palco con i suoi primi compagni d’avventura: Bruno Dorella e Cristian Dondi, è qui che inizia davvero il concerto.

Distopia Musicale
Il primo set con questa formazione porta sul palco porta uno scompiglio composto, a tratti sembra di esser in quel garage tra amici quando ci si incontrava da adolescenti con una birra a suonare tutti assieme.
La voce di Bugo è sporca, ruvida e a tratti rotta dall’emozione che cerca di non far trasparire, ma è tutto quello di cui il pubblico ha bisogno; in una spirale ascendente la follia aumenta, le chitarre volano ed è tutto così bello e surreale che la macchina fotografica si abbassa per godersi un momento che non può essere immortalato, deve essere vissuto.
Sul palco salgono i primi ospiti: Aimone dei Fast Animals and Slow Kids che prende il posto alla batteria e accompagna Bugo su Rock and Roll e Fernando Nuti dei New Candys per uno dei brani più caratteristici del cantante natio di Rho: Ggeell.
Il primo set si conclude con C’è crisi, un primo blocco ad alto tasso di quel Grunge che ci catapulta nel pieno degli anni ’90, un ritorno al passato che inizia ad instillare più di una domanda nella mia testolina.

Un violento crescendo
Il palco si svuota, un momento di pausa e tra le luci soffuse torna Bugo, uno sgabello ed una chitarra è il momento acustico, tanto intimo che questa necessita si scontra con la smania dei fotografi di catturare questo momento, attacco con Comunque io voglio te.
Qualcosa non va, al cantante non piace il momento, si rivolge ai fotografi: “Devo parlare con la gente, se mi state davanti non riesco”, loro capiscono, lasciano il sotto palco per un attimo che rimarrà stampato nella memoria di tutti i presenti.
I telefoni dal pubblico si abbassanno, quella magia deve rimanere solo nei cuori non in un video dimenticato su un iPhone, le persone in platea si lasciano rapire e son sempre più consapevoli che questo canto del cigno in fondo potrebbe essere la rinascita di una fenice splendente.
“Non mollare!”
“Ma io mollo proprio per non pollare”
Scambio di battute tra il pubblico e Bugo
Queste due anime dell’artista sono un pugno in faccia a tutti coloro che hanno iniziato a conoscerlo solo dopo la querelle Sanremo e magari Pechino Express e fanno pensare a molti che in fondo ha ancora tanto da dire e lasciare la scena così è più fragoroso di mille parole.

Un ultimo set per dirci arrivederci
Dopo una pausa per cambiare il set, sul palco si presentano assieme a Bugo i componenti della sua band: Marco Montanari, Stefano Casalena e Stefano Doninelli, un ultimo giro tutti assieme che fa esplodere il pubblico che diventa sempre più incontenibile.
Le canzoni passano veloci, lo scambio di batutte col pubblico è serrato, ma mai invadente, la musica deve rimanere al primo posto
Ed è qui che sale l’ultimo ospite, forse il più atteso, J-Ax con un abbigliamento che in un primo momento ci fa pensare sia appena tornato dall’ultima gara della MotoGp in Texas, porta un duetto fuori dagli schemi sulle parole di Pasta al Burro e le note di Sabotage dei Beastie Boys.
In un mondo di Morgan, io preferisco essere Bugo
J-Ax
Siamo alla fine, in un momento di totale follia collettiva, Bugo invita sul palco tutti gli ospiti per poi lasciarsi scappare un: “se qualcuno del pubblico vuole salire sul palco venga”, una decina di fan non si fa pregare e scavalca la transenna per godersi questo ultimo addio accanto al proprio beniamino.
In un delirio generale le barriere tra artista e pubblico sono cadute, Bugo è morto, ma è stato elevato a divinità musicale dal popolo che non vuole che finisca la sua carriera, il cantante alla fine dell’ultimo brano si congeda: “grazie, è finita, ciao“. La gente capisce che non ci saranno bis, ma solo il ricordo di una serata indimenticabile.

La scaletta:
- Piede sulla merda
Trio con Bruno Dorella & Cristian Dondi:
- Questione d’eternità
- Il sintetizzatore
- Vado ma non so
- Uh! (Quaxo Cover)
- Nei tuoi sogni
- Benzina mia / Millennia
- Rock and roll (feat. Aimone dei Fast Animals and Slow Kids alla batteria)
- Ggeell (feat. Fernando Nuti dei New Candys alla chitarra)
- C’è crisi
Set Acoustico:
- Comunque io voglio te
- Che diritti ho su di te
- Spermatozoi
- Vorrei avere un Dio
- Cosa fai stasera
Band:
- Per fortuna che ci sono io
- Casalingo
- Sabato mattina
- Carciofi
- Nel giro giusto
- E invece sì
- Me la godo
- Come mi pare
- Finalmente io ti vedo sicura
- Mi manca
- Pasta al burro (feat. J-Ax) (“Pasta al burro” sulla base di Sabotage)
- Non lo so!
Encore:
- Io mi rompo i coglioni
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Grazie di tutto Bugo, noi come tanti altri speriamo sia solo un arrivederci!
A cura e foto di
Andrea Munaretto

