CIMINI inizia il suo “Tragico Tour” con due tappe nella sua Bologna. Siamo stati al live del 17 ottobre al Cortile Café: un concerto che conferma la natura ricercata ed insieme profana dell’artista calabrese.
Giovedì 17 ottobre, lo storico locale bolognese, il Cortile Café di Bologna, ha ospitato le prime due tappe del “Tragico Tour” di CIMINI, cantautore calabrese trapiantato nel capoluogo emiliano. Una scelta voluta e pensata, quella dell’artista, di suonare in luoghi piccoli ed intimi per ritrovare “l’essenza delle cose”.
Questo piccolo “posto punk”, come lo ha definito lo stesso CIMINI, si è rivelato il palcoscenico perfetto per riconnettersi con il suo pubblico, fatto di volti conosciuti e affezionati che lo seguono con dedizione. In uno spazio familiare che non punta alla grandiosità ma alla vicinanza, il cantautore ha potuto creare un legame profondo e autentico, rispecchiando perfettamente la filosofia che sta dietro il suo tour: riunirsi, soffrire insieme mentre si prova a trovare una forma di consolazione nella condivisione.
Dopo il successo della “Tragica Magica Notte” di luglio, un concerto-evento accompagnato da orchestra, CIMINI continua il suo percorso con una serie di live che mescolano passato, presente e futuro. Il pubblico del Cortile Café ha avuto il privilegio di ascoltare, in anteprima, alcuni brani inediti insieme ai pezzi più interessanti della sua raccolta musicale. Tra questi, il nuovo singolo “L’Urlo”, in uscita l’11 ottobre, che si è subito imposto come il manifesto tragico e collettivo della serata. Un brano che CIMINI ha definito una “preghiera”, capace di unire le anime presenti in un canto comune, quasi lamentoso, ma carico di emozione e di un’urgenza di azione.

Lo spirito “indomabile” del live di Cimini
La musica, insomma, è diventata una sorta di rifugio, un perimetro fisico ed emotivo dove il dolore non scompare, ma diventa più sopportabile. Dal punto di vista musicale, CIMINI ha saputo alternare momenti più energici a quelli più riflessivi.
Il suo repertorio ha fatto ballare e riflettere, in un continuo scambio tra ironia e malinconia, tra ruvidezza sonora e testi profondi. La sua voce, accompagnata da arrangiamenti essenziali ma mai banali, ha invitato il pubblico a non restare in superficie, ma a lasciarsi trasportare dall’onda emotiva dello spettacolo.
Il culmine della serata è stato senza dubbio il canto collettivo de “L’Urlo”. Un momento toccante, in cui il pubblico, unito dalla stessa tensione emotiva, ha partecipato attivamente al brano, trasformandolo in una sorta di preghiera corale. “L’Urlo” è una canzone che parla a tutti, che lamenta le difficoltà del presente, ma al contempo offre un senso di comunità e resistenza.
CIMINI ha saputo confermare, ancora una volta, la sua capacità di creare uno spazio sicuro dove il pubblico può sentirsi a casa, accolto e compreso. Il suo live al Cortile Café è stato un rito collettivo in cui la sofferenza trova uno spazio per essere espressa, ma anche condivisa e, forse, alleviata.
a cura di
Noemi Didonna

