Un “debutto energico”: gli ELETTRICA ci raccontano il loro primo album

Il loro primo album dal titolo “ELETTRICA” è uscito il 17 maggio. Ce ne parlano in una bella chiacchierata con la nostra redazione.

Gli ELETTRICA si presentano alla scena italiana con l’omonimo album che racchiude alcuni dei singoli lanciati nell’ultimo anno e lo fanno alla “grandissima”.

Il gruppo è composto da Damiano Farina (voce e chitarra), Andrea Saderi (basso), e Dario Grande (batteria). Sotto la direzione artistica di Davide Autelitano (Divi) dei “Ministri”, gli ELETTRICA esplorano il connubio tra l’energia pura e senza filtri dell’indie rock, fatta di chitarre distorte, e la loro vena romantica pop. Il risultato è una musica che invita l’ascoltatore a intraprendere un viaggio emotivo, riflettendo gli alti e bassi di un amore appassionato e tumultuoso.

Buongiorno e benvenuti su The Soundcheck! Come è nato il progetto degli Elettrica?

La band è nata dall’incontro di Damiano, Andrea e Dario nell’estate del 2022. Si veniva tutti e 3 da esperienze musicali e di vita diverse. Damiano per esempio era appena tornato da Londra con un bel numero di pezzi da riarrangiare e traslare dall’inglese in italiano, Dario era appena arrivato da Torino per lavoro e per trovare una band in cui suonare, Andrea era già qui e cercava anche lui un progetto nuovo con cui mettersi in gioco. E niente, è stato subito chiaro che ci si era trovati, che ci si capiva al volo, e che condividevamo questa voglia matta e quasi ossessiva di suonare.

Raccontateci qualcosa del vostro nuovo album “ELETTRICA” che ancora non è stato rivelato…

Una piccola curiosità: il brano che fino ad ora è stato più ascoltato ed è 1nito nella maggiori playlist di Spotify, Come Un Film, è stato per un bel pezzo quello su cui eravamo meno convinti. C’era decisamente qualcosa che non ci tornava a livello di songwriting e per un po’ abbiamo anche valutato l’idea di escluderlo dal disco. Poi qualcosa si è sbloccato, improvvisamente anche Come Un Film aveva quella piccola magia.

“Elettrica” è il vostro disco d’esordio che ha a cuore il tema dell’“amore”. Credete che ci sia spazio per l’amore nel Rock?

Certamente, è un tema così universale che in un modo o nell’altro ha trovato e sempre troverà spazio in qualsiasi genere, anche quelli in apparenza più duri. Se è vero che l’abito non fa il monaco è vero che gli Elettrica suonano distorti e ad alto volume, ma in fondo hanno delle canzoni molto pop e sono 3 romanticoni. Anzi, il rock troppo “maschio” solitamente non li fa impazzire.

Come funziona il processo creativo all’interno della vostra band? Chi si occupa della scrittura dei brani?

Il principale compositore dei brani fino ad ora è stato Damiano anche se adesso stiamo cercando di collaborare maggiormente nella realizzazione dei nuovi pezzi. Le canzoni nascono spesso da pensieri appuntati durante la quotidianità o idee condivise durante le prove. Stiamo cercando di rendere la scrittura un processo sempre più collettivo.

Come è nata la vostra collaborazione con Davide Autelitano (I Ministri)? In che modo vi ha guidato ed “influenzato” nel portare avanti questo progetto?

Siamo entrati in contatto con Divi semplicemente scrivendogli senza troppe aspettative. A quanto pare era un buon momento perché si è iniziato a lavorare insieme nel giro di poco. Va detto che i Ministri sono una delle poche band italiane che in qualche modo ci hanno conquistato da ragazzini lasciandoci qualcosa, anche se il nostro stile in realtà non è poi così vicino al loro, siamo abbastanza diversi.

Però noi avevamo bisogno di una guida e di qualcuno che sapesse aiutarci a mettere in pratica ciò che già era delineato nella nostra mente. E l’esperienza con Divi è stata proprio questo, ci ha saputo ascoltare, ci ha aiutato ad inquadrarci e rinforzare ulteriormente la nostra identità di band. È stata un’esperienza da cui abbiamo imparato tantissimo e siamo molto soddisfatti del lavoro fatto insieme.

Quali sono i progetti futuri a seguito dell’uscita dell’album? Nuovi live? Se c’è, qual è il pezzo che amate suonare di più dal vivo?

C’è tanta carne al fuoco, tante idee e tanti progetti che ci aspettano. Sicuramente continuiamo con i live, un po’ per portare in giro il nostro album appena uscito, un po’ perché in realtà non riusciamo a fermarci, nulla ci fa stare meglio che suonare davanti a delle persone. Non c’è un pezzo in particolare che preferiamo suonare dal vivo, o meglio, forse ognuno di noi 3 ha una risposta diversa, forse la risposta cambia ogni settimana.

Sono tutte belle da suonare dal vivo, perché sono delle buone canzoni, e perché sono nostre. Oltre ai concerti abbiamo parecchio materiale da parte e stiamo registrando nuovi pezzi, vogliamo alzare ulteriormente il livello e siamo sicuri che le nuove canzoni saranno ottime. Stiamo anche organizzando delle serate a Milano con il nostro collettivo, il format si chiama Fresh Night e ci permette di invitare e far suonare tanti progetti emergenti validi e interessanti, creare una rete di scambio e connessione, una community di persone che si aiutando a vicenda.

a cura di
Luca Nicolini

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