Sanremo 2024: pagelle della 1^ serata

Sanremo 2024: pagelle della 1^ serata
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Siamo sopravvissuti a questa prima nottata sanremese. Il Festival quest’anno mette alla prova sin da subito la resistenza psicofisica di tutti…

Noi ridiamo e scherziamo, ma qui in redazione qualcuno è agonizzante e non capisce come i Ricchi e Poveri possano sopravvivere fino alla finale. Non per lo stress, ma proprio per la sottrazione del sonno che Amadeus Il Sadico ha programmato. Fatto sta che siamo ancora qua (eh, già). Ecco a voi orbene il primo pagellone di questo Sanremo 2024. Trenta cantanti, e un abbraccio colmo di empatia ad Alfa che l’hanno chiamato all’1:50 per cantare, mentre lui era in piena sessione di Baldur’s Gate 3.

Per onestà intellettuale, il seguente elenco non tiene conto dell’ordine di apparizione, ma tiene conto solo della top 5 attualmente in essere. Il resto, è pura casualità (è anche più bello, dai). Nelle prossime esibizioni i voti potrebbero subire variazioni, ovviamente.

Ok, let’s go (detto stile Super Mario, non stile Ramones).

Loredana Berté
“Pazza”

Sente freddo e all’ultimo momento s’infila un maglioncino che ha trovato per caso nei corridoi dell’Ariston. Non le stava male, alla fin fine. “Pazza” è un brano tranquillo, completamente l’opposto di “Cosa vuoi da me” dell’altra volta. Fa il suo, la Bertè gioca sapientemente d’esperienza e lo mette in saccoccia un po’ a tutti, tant’è che è prima in classifica.
In sintesi: Fata turchina con maglioncino Marchionne style.
VOTO: 8

Angelina Mango
“La noia”

Dispiace, perché il fare tamarro cozza terribilmente con la timidezza e la dolcezza che traspare poco prima e subito dopo l’esibizione. Non è un trasformismo che convince fino in fondo, ecco. Vestirsi col tappeto preso in prestito dagli eredi di Luciano De Crescenzo, poi, non aiuta. Seconda per il momento in classifica. Io, sbalordito.
In sintesi: titolo del brano perfetto.
VOTO: 5+

Annalisa
“Sinceramente”

Punti bonus per Annalisa che compare dal lato del palco e non dalle scale, con sommo sconcerto di Amadeus. Sovversiva. Parlando della canzone: una volta che hai capito di avere incanalato il trend giusto, perché mai cambiare strada? QuandoQuandoQuandoQuandoQuando ti ricapita un’occasione del genere? Il problema è che un po’ la magia sta scemando.
In sintesi: QuandoQuandoQuandoQuandoQuandoQuandoQuandoQuandoQuandoQuandoQuando
VOTO: 6,5

Diodato
“Ti muovi”

Ci prova a sorridere un po’, ma fa un po’ effetto Sheldon Cooper. Tutto quel bianco credo abbia bruciato un po’ di led del televisore. Maledetto. Ad ogni modo, un Diodato canonico, limpido, che non si sposta tanto da quanto ci si aspettava.
In sintesi: Manichino della Upim.
VOTO: 6

Mahmood
“Tuta gold”

Giubbotto preso direttamente da “Commando” a parte (mio dio, perché), “Tuta gold” parte piano, meno convincente, ma ha un ritornello che rimane in testa. Non a caso è attualmente quinto in classifica, mica male.
In sintesi: Re Mida si scalda le dita.
VOTO: 7-

Emma
“Apnea”

Mi aspettavo di più. Lei gran voce come al solito, ma ci sono sentori, seppur leggeri, di un “cerchiamo di prendere qualcosa del sound che ha fatto fare il boom ad Annalisa”. Non sto dicendo che abbia copiato, perché lo stile rimane 100% Emma Marrone. Ma qualcosa non convince fino in fondo.
In sintesi: va bene lo stesso (cit. Lundini)
VOTO: 6,5

Rose Villain
“Click Boom!”

Ti devo dire. Vi devo dire… Credevo peggio. Ma la strofa sembra una canzone, il ritornello roba da serata il venerdì sera a base di Bacardi Breezer e RedBull. E le vibes da “la brumma del capo ha una psss alla gomma” versione 13.0 sono altissime. Fortunati almeno coloro che l’hanno al Fantasanremo, un sacco di punti.
In sintesi: Il pc del capo ha fatto click boom
VOTO: 5,5

Santi Francesi
“L’amore in bocca”

Solita canzone d’amore che ha rotto i coglioni. Loro sono bravissimi, ottima intonazione, ma anche ottima minestra sanremese che poteva andare bene 12, 14 anni fa…
In sintesi: Da consumarsi preferibilmente entro il 2008.
VOTO: 5+

Alessandra Amoroso
“Fino a qui”

Lei ci crede. Dalla platea dell’Ariston arrivano addirittura applausi a scena aperta durante l’esibizione. Il brano, fin qui, sembra riscuotere potenziale successo abnorme. Io, però, sono il solito cinico e vi smonto la poesia: “My Immortal” degli Evanescence come intro non è male. Poi la solita melassa che mi ha fatto perdere tempo per cercare le balle che mi sono cadute.
In sintesi: quasi tutto bene, fino a qui.
VOTO: 6+

Negramaro
“Ricominciamo tutto”

Amadeus che li introduce come “gruppo rock” è da galera nella Gallura degli anni ‘50 dell’Ottocento. Che palle. O meglio: vi piacciono i Negramaro? Adorerete “Ricominciamo tutto”. Odiate i Negramaro? Non avverrà certo ora la folgorazione sulla via di Damasco. Anche perché probabilmente sarete a Penna Sant’Andrea.
In sintesi: falso storico.
VOTO: 5,5

Big Mama
“La rabbia non ti basta”

Io ve lo dico sinceramente: ha fatto una buona performance. Emozionata fino al midollo, ha cantato meglio di tante altre colleghe e tanti altri colleghi della sua generazione. Truce il “Sanreeeemooooo” urlato stile live di Myss Keta, ma si può perdonare. Anche la canzone, nel contesto generale di questo Sanremo 2024, non è da disprezzare completamente.
In sintesi: Ti devo dire… Vi devo dire…
VOTO: 7 di stima

Dargen d’Amico
“Onda alta”

Si parte con la disco da chiringuito di Martinsicuro (che chiringuito non ne ha) e un outfit che potrei sfoggiare io alla mia seconda laurea. Se ti concentri però il testo non solo ha senso, ma è anche profondo.
In sintesi: Gin Lemon e impegno sociale.
VOTO: 7-

Fiorella Mannoia
“Mariposa”

Per indossare tovaglia della comunione come vestito da prima serata, ci vuole personalità. Fiorella Mannoia ne ha a badilate. Ma che dico: tir interi di personalità. E ti tira sul grugno ‘sto brano che sembra comun que più attuale dei Santi Francesi e Maninni messi insieme. Eliminata l’aurea di santità mannoiana, tuttavia, bisogna ammettere che è un bel brano, sì, ma non urliamo al capolavoro (Il Volo, fermi, voi non c’entrate nulla)
In sintesi: comunione d’intenti.
VOTO: 7-

The Kolors
“Un ragazzo una ragazza”

Italodicsco 2.0 con una spruzzata di “Salirò” e l’alligall… No, l’alligalli no. Ma i The Kolors a Sanremo 2024 giocano sul sicuro, con la formula che li ha portati via dal vortice di anonimato al di fuori della cerchia di Maria. Il risultato però è solo una gran voglia di Negroni.
In sintesi: Scusa ma non resisto.
VOTO: 6-

Fred De Palma
“Il cielo non ci vuole”

Arrivare a esibirsi all’1:25 combattendo la tentazione di svuotare il frigobar del camerino è da applausi. Combattere l’emozione per essere comunque sul palco di Sanremo 2024 è dura. Reggere i 3 minuti circa di esibizione da casa, anche. Insomma, ha fatto quello che doveva fare, persino senza Anna Mena. Bravo, pacca sulla spalla e ora vai. Che tanto “Il cielo non ci vuole”. Ma non vuole a tutti. Giuro, ho telefonato stamattina e mi ha confermato il suo odio nei nostri confronti, non solo dei tuoi, Fred.
In sintesi: Compitino ed energy drink.
VOTO: 6-

BNKR44
“Governo punk”

Sembrava una puntata di Solletico, ma senza Mauro Serio. Fuori contesto quanto una Fiat Panda del 1983 in un raduno di Bugatti d’epoca. Aspetto positivo: consci anche loro di ciò, hanno cercato di divertirsi. Bravi ragazzi, ora festeggiamo tutti con un succo di frutta alla pera.
In sintesi: tivù dei ragazzi.
VOTO: 4,5

Il Volo
“Capolavoro”

Se Tiziano Ferro diventasse uno e trino come il suo ben più celebre collega, allora si tramuterebbe ne Il Volo che canta “Capolavoro”. Solito pezzo da Il Volo, forse con innesti leggermente più pop. Ma è come dire “Oggi non ho messo lo zucchero nel caffè. Devo iniziare la dieta”.
In sintesi: Capolavoro” può urlarlo solo Richard Benson.
VOTO: 5,5

Ghali
“Casa mia”

Un incrocio tra Eddie di Tekken e il vestiario di Lorella Cuccarini dei tempi d’oro, Ghali confeziona una delle (poche) sorprese di questa prima serata di Sanremo 2024. Bel brano, cantato bene, con un testo più che discreto, con bel ritmo, bell’arrangiamento. Devo capire chi o cosa diavolo sia l’ippopotamo alieno che è comparso a caso in platea, ma questi sono altri discorsi.
In sintesi: La notte vola. Ghali wins.
VOTO: 7+

Sangiovanni
“Finiscimi”

Amadeus lo annuncia, lui si presenta con la verve di un cipresso fossilizzato, probabilmente a causa della tintoria che gli ha consegnato il vestito con la taglia sbagliata. Canticchiando si risolleva un po’, ma la canzone non è che sia da strapparsi i capelli (già ne ho pochi, è necessario scegliere con cura le occasioni).
In sintesi: Livello entusiasmo: catacomba.
VOTO: 5-

Clara
“Diamanti grezzi”

“Chiatttiiilll, c’ha fottut la canzooone!”. Nella mia mente questo urlo disperato. Maledetto Mare Fuori. Sul palco di Sanremo, tuttavia, Clara ha un suo degno senso d’esistere. Se non altro le sue capacità canore sono inversamente proporzionali a quelle recitative. Brava.
In sintesi: Chiattil, tranquillo, stavolta non t’ha fottut a canzon.
VOTO: 7

Ricchi e Poveri
“Non tutta la vita”

Si presentano avvolti da un gigantesco e pacchiano fioccone rosso. Parte la canzone che è l’unione dei successi danzerecci di Malgioglio e la Queen Orietta Berti. Porca puttana, funziona pure. Sei talmente esterrefatto, non vuoi credere a quel che vedi e senti. Eppure sei già su tiketone a cercare date e su EMP per ordinare il merch ufficiale dei Ricchi e Poveri.
In sintesi: First, second and third reaction: SCIOK
VOTO: 8- (per lo shock)

Geolier
“I p’ me, tu p’ te”

Non si capisce nulla. Non è un discorso di cantare o meno in lingua, perché Nino D’Angelo o Rocco Hunt abbattono la barriera linguistica perché o scandiscono bene le parole, o perché creano nel testo collegamenti grazie ai quali puoi capire almeno il senso generale. Qui nulla. Ho provato anche a mettere i sottotitoli. Zero. Proverò a cambiare apparecchio televisivo.
In sintesi: Sottotitoli alla pagina 777 del televideo.
VOTO: 4

Gazzelle
“Tutto qui”

Carnevale è alle porte e Gazzelle si veste da Liam Gallagher meno rissoso. Simpatica gag con Mengoni. È tardi per tutti, anche per lui. Fa il suo sporco lavoro. Non un sussulto da poter dire “Eh, però, fammi sentire”.
In sintesi: Liam Gallagher quando lo ordini su Wish; Noel Gallagher se lo ordini su Temu.
VOTO: 5,5

Il Tre
“Fragili”

Sono le due meno dieci. Si presenta l’ultimo cantante sul palco. Guardo distrattamente e penso: “Ma Irama cosa ci fa di nuovo qui?!”. Invece è il fratello gemello, Il Tre. Appurato un dubbio, eccone un altro: “Ma questa non l’hanno già cantata stasera?”. Poi arriva la parte rappata e il dubbio si scioglie. Canzone da heavy rotation su Radio Italia.
In sintesi: Separati alla nascita.
VOTO: 5

Mr. Rain
“Due altalene”

Non c’è la gita dell’asilo dietro di lui, ma due altalene. E un sentore iniziale di “Hide And Seek”. E un immaginario da The O.C. rivisto in chiave italiana, con Marissa e Ryan a Posillipo nel tragico momento in cui ella sta per sparare a Tony Capuozzo a Trey. Ecco, “Due altalene” sarebbe la colonna sonora perfetta.In sintesi: La grande fiction italoruffiana.
VOTO: 5,5

Irama
“Tu No”

Dopo avere immerso la testa nel gel, il suo aspetto pare quello di un cantante appena fuoriuscito da una boyband del 1999. Il problema principale è che inizia a cantare forse terrorizzato, non so, fatto sta che emette suoni gutturali per buona parte dell’esibizione. Bene non benissimo. Per citare Fantozzi: “Come sto andando?” “Male, perdio, male”
In sintesi: Irama sponsor by Gomgel.
VOTO: 5

La Sad
“Autodistruttivo”

Zanotti ha fatto il miracolo e ha permesso di far cantare La Sad qualcosa con un senso e con addirittura un bel messaggio. Il guaio è che sono credibili, per il momento, quanto John Belushi che di dice di darci un taglio con l’alcool. Due su tre sanno tenere l’intonazione, anche questo non è scontato. Posso dirlo? Mi hanno sorpreso. Aspettative basse, e invece…
In sintesi: Kinder Sorpresa.
VOTO: 6 con riserva

Renga e Nek
“Pazzo di Te”

Un pezzo già ruffianatamente classico se fosse stato presentato nel 1995. Invece siamo a Sanremo 2024. Le ultracinquantenni si strappano le mutande e i reggiseni per Renga e Nek. Potrebbero cantare anche l’elenco telefonico di Controguerra e per loro andrebbe bene. Il problema, è il resto della popolazione, che ha orecchie oltre agli ormoni in fibrillazione.
In sintesi: Liceo Classico.
VOTO: 5-

Maninni
“Spettacolare”

Tra i “giovani vecchi”, che attualizzano quel pop che tutto sommato da sempre può piacere un po’ a tutti, è tra i migliori. Il guaio è quando ascolti bene il testo e sei subito col telefono in mano, alla disperata ricerca del numero del tuo dentista a causa delle carie che stanno distruggendo i tuoi denti. Così, de botto.
In sintesi: Badilata di zucchero.
VOTO: 5

Alfa
“Vai!”

Si presenta con metà pigiama già indossato e una partita a Baldurs Gate 3 in pausa. D’altronde, sono quasi le due. È giovane e porta una canzone che non lo snatura. Che poi non sia un capolavoro passa quasi in secondo piano (attenzione: QUASI). Il ragazzo ci è simpatico. Il culmine è nel finale, quando chiede con garbo e naturalezza: “Scusate, dove si esce?”
In sintesi: Lancia dado, +3exp.
VOTO: 5+

a cura di
Andrea Mariano

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Andrea Mariano

Andrea nasce in un non meglio precisato giorno di febbraio, in una non meglio precisata seconda metà degli Anni ’80. È stata l’unica volta che è arrivato con estremo anticipo a un appuntamento. Sin da piccolo ha avuto il pallino per la scrittura e la musica. Pallino che nel corso degli anni è diventato un pallone aerostatico di dimensioni ragguardevoli. Da qualche tempo ha creato e cura (almeno, cerca) Perle ai Porci, un podcast dove parla a vanvera di dischi e artisti da riscoprire. La musica non è tuttavia il suo unico interesse: si definisce nerd voyeur, nel senso che è appassionato di tecnologia e videogiochi, rimane aggiornato su tutto, ma le ultime console che ha avuto sono il Super Nintendo nel 1995 e il GameBoy pocket nel 1996. Ogni tanto si ricorda di essere serio. Ma tranquilli, capita di rado. Note particolari: crede di vivere ancora negli Anni ’90.

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