Spring Attitude Day 2 – Cinecittà Studios – Roma 24 settembre 2023

Spring Attitude Day 2 – Cinecittà Studios – Roma 24 settembre 2023
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Lo Spring Attitude 2023 a Cinecittà, un’edizione che guadagna il successo della critica con un’ampia proposta di generi musicali diversi. Il racconto della seconda giornata, con i Moderat protagonisti del Day 2.

Cinecittà vibra ancora

A Roma il 23 e 24 settembre si è svolta negli Studios di Cinecittà la 12esima edizione dello Spring Attitude, uno dei più interessanti festival italiani di musica elettronica e contemporanea. Rispetto all’edizione 2022, la prima sorpresa arriva proprio dallo spazio scelto per l’evento: quest’anno si è subito all’entrata degli Studios, nessun set scenografico, due palchi uno accanto all’altro,  molti più food truck (e bagni) a cornice. Pur ammettendo un’iniziale delusione per la perdita dell’effetto “wow” che si aveva arrivando sul set dell’Antica Roma al tramonto, c’è da dire che lo spazio scelto ha garantito molto più comfort, nessun senso di claustrofobia grazie all’area di 10 mila mq.

Ciò che non è cambiato è stata l’ampia proposta di progetti musicali con sonorità diverse, un equilibrio di contrasti in linea con il sottotitolo scelto per l’edizione 2023, Naturae: ognuno ha la sua. Dalla dance all’indie, dal pop all’elettronica – il marchio di fabbrica dello Spring Attitude – il festival ha riscosso critiche positive da ogni dove. A prescindere dai gusti musicali, si è certi che lo Spring sia in ascesa e presto sarà paragonabile ai suoi simili internazionali. D’altronde questo era già stato esplicitamente dichiarato dalla direzione artistica in occasione della ripresa post-pendemica.

Immagine coordinata dello Spring Attitude 2023. Fonte: sito ufficiale

Un’alternanza magistrale, tra live e dj set, che ha visto tra gli headliner della prima serata i Verdena e Peggy Gou. Nella seconda serata i Moderat erano il nome più atteso, ma non mancavano in line up altri artisti affermati e promettenti emergenti.

Tutte le Naturae del Day 2

Sperimentazione e contaminazione musicale le parole chiave dello Spring Attitude 2023. Caratteristiche ancora più evidenti nel Day 2 del festival, giornata che ha portato sul palco artiste e artisti provenienti da mondi apparentemente contrastanti. Per citarne alcuni, è il caso dell’hip hop italiano della giovanissima Ele A, dell’eclettico mix di elettronica e trap degli sfrontati Fuera, l’indie-pop di Tutti Fenomeni e il cantautorato tra il glam rock e il fiabesco di Lucio Corsi.

L’anima da techno club dello Spring Attitude è stata preservata dal dj set del producer tedesco Christian Löffler, che ha preparato il pubblico ai Moderat che si sono esibiti subito dopo. Una selezione sofisticata e non scontata, iniziata con sonorità ambient ma che in un crescendo si è evoluta in un’atmosfera techno, molto ma molto nord europea.

Christian Löffler allo Spring Attitude 2023. Foto: pagine social ufficiali dell’evento

Altra artista dello Spring Attitude 2023 da menzionare è Meg. Sul palco subito dopo il tanto atteso trio dei Moderat, ha scaldato il pubblico tornato sul pianeta terra con il suo “quanta bellezza guagliò!”. Nonostante la sua carriera ventennale da solista e all’avanguardia per quello che era l’elettronica italiana nei primi anni 2000, Meg ha regalato agli spettatori alcuni classiconi dei 99 Posse, come Sfumature, pezzo in cui non ci si può innamorare della sua voce. Unica nota dolente, solo quarantacinque minuti di esibizione per lei.

Meg allo Spring Attitude 2023. Foto: pagine social ufficiali dell’evento
Loro Maestà, i Moderat

Sui social ufficiali dello Spring Attitude si legge: “Normalmente se la gente non balla a un dj set è un problema. Non se sul palco ci sono i Moderat. Silenzio e ascoltare.” Ed è proprio così, quando vai ad ascoltare i Moderat live magari hai l’impressione di ballare, mentre ondeggi in uno spettacolo di luci, ma in realtà stai viaggiando in un universo parallelo.

Moderat allo Spring Attitude 2023. Foto: pagine social ufficiali dell’evento

Il trio tedesco, nato dalla fusione dei progetti Apparat (Sascha Ring) e Modeselektor (Gernot Bronsert e Sebastian Szarzy), ha offerto agli spettatori un trip nel cyber spazio di circa un’ora e mezza. Uno spettacolo coinvolgente di suoni oscuri e coinvolgenti, pronti a trasportare ora in una giungla elettronica, ora nel bel mezzo di una tempesta di elettroni, ora dritti dritti tra le fiamme dell’Inferno. In tour con il loro ultimo album More D4ta, per i Moderat la tappa romana allo Spring Attitude è stata una delle poche date italiane del 2023.

Apparsi sul palco annunciati da tremolii elettromagnetici alla Stranger Things, i tre dj sono tre sagome scure stilizzate tra fumi bianchi, mentre cominciano a delinearsi le sonorità di Ghostmother. Ormai il viaggio è iniziato e, oltre ai singoli più recenti come Fast Land e Easy Prey, si seguono uno dietro l’altro successi dei loro primi album come Rusty Nails e A New error, pezzo per cui ancora più smartphone si alzano al cielo amplificando con i loro schermi gli effetti di luce che arrivano dal palco.

Moderat allo Spring Attitude 2023. Foto: pagine social ufficiali dell’evento

Il concerto va avanti ed è impossibile rendersi conto del tempo che passa nella dimensione terrena, ma l’ultimo pezzo arriva, ovviamente anche in modo esplosivo. I Moderat chiudono l’esibizione con una versione estesa di Bad Kingdom e, così come sono apparsi, spariscono nel buio cosmico.

Bentornata bella stagione

Cosa aggiungere ancora sullo Spring Attitude 2023? Leggendo qui e là opinioni è evidente che stia riscuotendo sempre più consensi.

Personalmente aggiungo una stellina in favore di tutta la linea comunicativa, dai social ai messaggi lanciati sui grandi schermi. Una comunicazione che prende una posizione, sia per quanto riguarda l’importanza del consenso nei rapporti che nello sdoganare i tabù e pregiudizi più diffusi riguardo ai festival, senza condannare ma auspicando a una maggiore consapevolezza.

Comunicazioni a schermo durante lo Spring Attitude 2023. “Only music can touch me. No means no, consent is mandatory!”

Lo Spring Attitude piace perché fa scoprire nuova musica, fa confrontare e magari anche discutere di gusti musicali. È un festival bello perché fa sembrare Roma una città internazionale. Emoziona perché dà tanto spazio ai giovani senza tralasciare artisti affermati di altre generazioni.

In definitiva, lo Spring Attitude piace perché, nonostante il venticello fresco di una tipica notte autunnale, regala ancora un ultimo spensierato weekend estivo.

a cura di
Elisa Savelli

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