Mannarino – Arena di Verona – 28 settembre 2022

Mannarino – Arena di Verona – 28 settembre 2022
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E così, anche Alessandro Mannarino, poliedrico cantautore romano con cinque album all’attivo, dopo problemi e rinvii infiniti ha finalmente avuto il suo battesimo all’arena di Verona. In realtà non è il suo esordio nella città scaligera, aveva già cantato qui sia nel suggestivo Teatro Romano che anche all’interno delle mura del Castello di Villafranca. Tutti spazi suggestivi ma tutto sommato relativamente contenuti.

Il concerto dell’Arena è stato quello conclusivo del lungo tour dedicato alla promozione di “V” che dalla scorsa primavera si è dipanato per tutta la penisola. Una specie di festa di fine anno alla quale i numerosi fans di Mannarino non hanno voluto mancare.

Alessandro Mannarino

Una scenografia dominata da una sorta di totem sistemato al centro dell’enorme palco dell’anfiteatro e le luci soffuse accolgono l’arrivo in proscenio dei musicisti. Tra loro Lavinia Mancusi, Simona Sciacca e Gioia Persichetti che, come tre sinuose sacerdotesse pagane si prendono la scena battendo ossessivamente su grandi tamburi che richiamano da vicino i suoni tribali del continente africano.

Alessandro, serio ed emozionatissimo per i primi tre brani, si apre ad un timido sorriso solo dopo l’esibizione di Apriti cielo, quando anche il pubblico della platea scatta in piedi. Il ghiaccio è finalmente rotto, la tensione si allenta e da lì inizia un crescendo di musiche e di emozioni per oltre due ore di concerto.

Lavinia Mancusi, Simona Sciacca, Gioia Persichetti

Probabilmente un luogo come l’Arena, con un parterre necessariamente occupato dalle sedie non è il luogo più congegnale per un artista come Mannarino. Chi non ha mai assistito ad un suo concerto non immagina che i suoni dell’artista romano portano a non stare fermi, a muoversi. Ogni concerto si trasforma in una specie di sabba. A metà strada tra il rave e la notte della taranta.

Il rito si è tuttavia consumato anche in Arena; addirittura sui brani più ritmati si sono visti perfino accenni di pogo. Per quanto riguarda le canzoni, tra le altre abbiamo ascoltato: Africa, Fiume nero, Cantarè, Marylou e Maddalena. Le travolgenti Ballabylonia e Serenata lacrimosa. Le suggestive Vagabunda e Bandida. Solo all’interno del lungo bis sono arrivate anche le storiche Bar della rabbia e Me so ‘mbriacato.

a cura e foto di
Moris Dallini

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