Festival del cinema spagnolo e latino-americano: «ora c’è bisogno di comunità e condivisione»

Festival del cinema spagnolo e latino-americano: «ora c’è bisogno di comunità e condivisione»
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La XV edizione del Festival del cinema spagnolo e latino-americano si apre all’insegna della voglia di stare insieme, del consumo collettivo e dello scambio di punti di vista. Mai come in questo periodo storico è fondamentale l’apertura e avvicinare il diverso.

«Il Festival vuole essere un ponte tra culture, tra realtà diverse, mai fine a sé stesso. L’idea è quella di avvicinare Spagna, America Latina e Italia»

Dal 6 al 12 ottobre il cinema Farnese Arthouse di Campo de’ Fiori ospiterà la tappa romana del festival del cine español y latinoamericano, evento che vede l’appoggio delle principali istituzioni sia di rappresentanza civile come le ambasciate (Spagna, Perù, Argentina, Costa Rica, Bolivia, Messico, Cile), che culturale (Real Academia Española, Acción Cultural España, Ministero della Cultura, Istituto Cervantes, IILA). Abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con la co-direttrice del Festival Iris Martín-Peralta che ci ha raccontato il suo Festival.

Concluse le tappe del tour estivo a Campobasso, Napoli e Messina, il festival del cinema ispanofono torna nella Capitale dopo due anni in cui la pandemia da Covid aveva reso difficile la partecipazione fisica all’evento.

Miguel Herrán in Modelo 77, foto di IMDb https://www.imdb.com/title/tt15128358/

Quest’anno le due sale del cinema Farnese offriranno il 100% della capienza per la proiezione (contemporanea) di circa 30 lungometraggi, con anteprime assolute di film in prossima uscita e cinema inedito di qualità in première italiana.

Tra le pellicole più attese Modelo 77, di Alberto Rodríguez Librero in anteprima internazionale che vedrà come protagonista Miguel Herrán, Rio della fortunata serie “La Casa di Carta”. Le due stelle dei Goya portano alla luce un film ambientato in un carcere della Barcellona 1977, nel periodo storico di transizione democratica attraversata dalla Spagna.

Altro lungometraggio in anteprima nazionale Maixabel di Iciar Bollaín, la biografia dell’attivista politica Maixabel Lasa (ospite alla proiezione insieme alla regista).

La Nueva Ola

All’interno del festival ci sarà inoltre una sezione dedicata al meglio del cinema spagnolo contemporaneo, nella “Nuova onda”. Anteprime nazionali tra cui Ama di Júlia De Paz e Buñuel, un cineasta surrealista di Javier Espada (appena presentato al festival di Cannes).

Le proposte dall’America-latina

Massima attenzione anche al cinema d’oltreoceano, punto centrale dell’inclusione di cui ci parlava la Peralta nell’intervista: «[…] il festival è praticamente duplicato [quest’anno]. Negli ultimi anni la parte latino-americana ha preso sempre più corpo. Questa sezione propone il meglio del cinema latino-americano in una chiave anche rappresentativa dei diversi paesi e territori». Tra le proiezioni di questa XV edizione, infatti, il film boliviano Utama – Le terre dimenticate di Alejandro Loayza Grisi, vincitore del Premio della Giuria a Sundance e Abuelas di Cristian Arriaga in première europea.

Un omaggio anche alla Movida madrileña, celebrata attraverso la programmazione di pellicole come Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio di Pedro Almodóvar.

Premio IILA

Il Festival del cinema spagnolo e latino-americano sarà anche la sede della premiazione IILA (Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana), un riconoscimento dedicato ai lungometraggi realizzati da giovani artisti sudamericani (under 40). La giuria di esperti italo-latinoamericana (capitanata da Caterina D’Amico) omaggerà le quattro opere selezionate: Paula di Florencia Wehbe, Objectos Rebeldes di Carolina Arias Ortiz, La última pieza – Ensayo I di Silvana Alarcón e Gaspar di Diego Pino

Dal 6 al 12 ottobre, il centro di Roma sarà il melting pot di diverse culture e tradizioni che si incontrano nella culla della cultura mediterranea e occidentale. Tra storia, arte e socialità, il Festival di quest’anno vuole invitare ad un ritorno in sala e ad un «[…] consumo culturale collettivo. Contro la tendenza del mondo contemporaneo dove il consumo culturale è vincolato ad una individualizzazione. Secondo noi il cinema è condivisione».

a cura di
Enzo Celani

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