Come si fa ad essere felici? Alessandro Cattelan ce lo spiega in “Una semplice domanda”

Come si fa ad essere felici? Alessandro Cattelan ce lo spiega in “Una semplice domanda”
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Alessandro Cattelan, indimenticato conduttore di Trl della bella Mtv anni 90/2000 e volto di punta dell’intrattement della nuova generazione, dopo l’abbandono ad Xfactor e lo sbarco su Rai Uno, prossimo alla conduzione al prossimo Eurosong con Laura Pausini e Mika, recentemente lo abbiamo visto su Netflix in una “Semplice Domanda”.

La felicità oggetto di tante produzioni artistiche

L’etimologia della parola felicità, protagonista di “Una semplice domanda” deriva da: felicitas, deriv. felix, -icis, “felice”, la cui radice “fe-” significa abbondanza, ricchezza, prosperità.

Quindi questa etimologia ci potrebbe far pensare a un concetto che abbraccia il materiale, e invece come ben sappiamo non è così e un qualcosa che ha radici profonde ed intime.

La felicità insieme all’amore sono i sentimenti file rouge di tantissimi film, canzoni, opere pittoriche e letterarie, su cui si dibatte di più e che peraltro sono il fulcro della nostra vita, è stata rappresentata in molti modi a livello artistico per citarne uno fra tanti Matisse, secondo cui la felicità è l’ espressione di movimento nella fattispecie nel ballo.

Essa ha trovato casa in tante espressioni artistiche, non solo nella pittura ma basti pensare a livello musicale, una fra tutte Felicità di Albano e Romina, tramandata da generazioni in generazioni e già vi vedo in modalità karaoke.

Da segnalare anche “Felicità” di Lucio Dalla, in cui il cantautore bolognese esprime bene gli stati d’animo di un sentimento così difficile e allo stesso tempo semplice come la felicità.

A livello cinematografico troviamo tantissimi film tra cui il primo film di Muccino in cui fulcro è la “Ricerca alla felicità” nonché titolo del film e alcune scene sono rimaste ben impresse nella mente.

Insomma di opere ce ne sono tantissime che si interrogano di cosa sia la felicità e non è una novità per il mondo televisivo e culturale, una domanda semplice ma allo stesso difficile, risposta a cui ha voluto dare il suo contributo Alessandro Cattelan con il suo “Una semplice domanda”.

Il concept di “Una semplice domanda”
Trailer di “Una semplice domanda”

In un giorno qualsiasi in un giardino troviamo una bella famiglia dall’apparenza felice, c’è il cane che gironzola, la mamma che gioca con una delle due figlie e poi c’è la più grande Nina che sorprende il papà con una una semplice domanda “Papà come si fa ad essere felice”?, da questa domanda parte il concept di “Una semplice domanda” che Alessandro Cattelan ha poi ricostruito sotto forma docu- filo.

Alessandro da quella condizione di panico, incertezza e di difficoltà nel risponderla ha pensato che non poteva deluderla e quindi decide di ha intrapeso questo viaggio.

La docu fiction è suddivisa in 6 puntate, da un’idea dello stesso Cattelan e prodotta da Fremantele, è un format ibrido in quanto ci sono sia gli elementi fction in cui alla base c’è una scaletta , infatti lo stesso Cattelan all’inizio afferma che è tutto ricostruito e chiede alla bambina di ripetere la frase tre volte con un tone of voice diverso.

Il format è ibrido anche perchè c’è la parte talk tipica delle interviste, anche se d’apparentemente non c’è niente di impostato.

In ogni puntata ci sono vari ospiti tra i quali troviamo molti personaggi tra i quali: Baggio, Valli, Sorrentino, Mandelli, Cucciari, ciascuno dei quali racconta la sua storia e / o la sua visione di cosa sia la felicità e del percorso che lo sta portando ad essa e si affronteranno determinati temi con ognuno di essi.

Religione, Dolore e Malattia

Ospite dell’inizio del primo episodio è Roberto Baggio, l’indimenticabile calciatore degli anni 80 e 90, uomo molto riservato che ha deciso di aprire le porte non solo della sua casa ma anche del suo cuore, il quale ha raccontato come la religione e in particolar modo la pratica del buddismo lo abbia aiutato a trovare il suo percorso di felicità e di come sia stata una salvezza dal successo invadente.

“La felicità la sto cercando anche io e il buddismo insegna che ce l’abbiamo dentro di noi io l’ho trovata attraverso la pratica del buddismo”.

Alessandro Cattelan con Roberto Baggio

L’unica figura fissa del programma oltre a Cattelan è il psicoterapeuta Giorgio Picinino in cui in ogni episodio confrontandosi con il protagonista regala delle proprie e vere massime.

“La gente cerca la gioia senza il percorso, fatti il culo”

C’è felicità nel dolore?

Cattelan lo chiede a Gianluca Vialli, affetto da tumore

“La felicità dipende dalla prospettiva in cui guardi la vita, non ti devi dare delle arie, meno parlare più ascoltare, aiutare gli altri e migliorarsi ogni giorno e se si trova uno scopo nella propria vita è più facile trovare quel sentimento di felicità.

Vialli continua con un’ altra riflessione importante:

“Non vale più la pena a perdere tempo a fare delle stronzate, fai quello che ti piace, fai quello che di cui sei appassionato, il resto no, non c’è tempo.”

Alessandro Cattelan con Gianluca Vialli
Amore, Tempo e Felicità

L’amore rende felice?

Nel quarto episodio vediamo Alessandro accompagnato da Geppy Cucciari a un raduno di promessi sposi in ritiro con Don Piero e in questi due giorni di lontananza dal mondo si interroga se l’amore sia una fonte di felicità.

Alessandro Cattelan e Geppy Cucciari

Nel sencondo step Alessandro Cattelan va ad incontrare nella Pinatoteca di Milano Eva Cantarella, i due affrontato la felicità e l’amore nel mondo dell’arte, predendo esempi quali Zeus e Penelope e di come ora le coppie si sciolgono rapidamente.

Dai promessi sposi, agli amori idealisti e poetici delle opere letterarie e pittoriche si passa a Danika e Steve, una coppia nella vita e nel lavoro di porno attori.

“L’amore è sopravvalutato, le sue domande sono infinite

altrettanto le risposte.”

Alessandro si interroga se il tempo e la libertà di lasciare tutto possa essere fonte di felicità e lo chiede Roberto Giovalli, direttore della programmazione delle reti Mediaset che a un certo punto decide di lasciare tutto e di trasferirsi nella selvaggia Formentera.

Ci si interroga come oggi il mondo sia diventato un supermercato dove in ogni momento sia possibile prendere tutto e proprio in un supermercato è ambientata la reunion con il suo socio degli anni d’oro di Mtv ovvero Francesco Mandelli e come sia diversa la loro generazione con quella di oggi.

Alessandro Cattelan con Mandelli

Un incontro che fa riflettere nell’ultimo episodio è con Mo Gawdat, imprenditore ex capo dell’area business di Google X che dopo la morte del figlio decide di cambiare vita per aiutare se stesso e gli altri e afferma una cosa molto importante e vera.

“La formula della felicità è eventi meno aspettative”

I punti di forza

l punto di forza di “Una semplice domanda” è sicuramente il narrante di questo viaggio ovvero Alessandro Cattelan in quanto riesce ad affrontare un vero e proprio viaggio intimo con un tono leggero e ironico che non vuol dire superficiale ma avvicinarsi al profondo con un tono di sdrammatizzazione. .

Cattelan si è messo in gioco affrontando i suoi limiti ma si è mostrato umano con paure e fragilità, abbiamo visto il suo lato intimo nonostante fosse sempre una produzione televisiva.

Le interviste con gli ospiti sono dinamiche e naturali, sembra realmente una chiacchierata con amici, nonostante ci sia sicuramente un concordato.

Molto bella l’idea di prendere e viaggiare per non deludere la figlia, questo viaggio che lo porta in Italia e all’estero non solo è fisico ma anche metaforico in quanto la vita è veramente un viaggio e una delle stazioni è sicuramente la felicità o comunque quella sensazione di benessere seppur momentanea.

I punti di debolezza

In ogni episodio ci sono vari personaggi e non tutti hanno un approffodimento e un’analisi adatta, si poteva raccontare un solo personaggio che faceva da file rouge alla domanda del giorno e più spazio al psicoterapeuta.

Potrebbe essere un punto debole o negativo la sdrammatizzazione per chi voleva cercare un quesito a questa domanda senza ironia.

Conclusioni

Un prodotto che vale la pena guardare, fa riflettere su tutto ciò che ci circonda, magari ponendoci determinate domande da una prospettiva o angolazione diversa. Sarà capitato almeno una volta nella vita di chiedersi Sono Felice?Come posso fare per essere felice?

A voi è mai capitato di porvi queste domande?

Ad maiora

A cura di
Francesca Cenani

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