The French Dispatch: il nuovo film di Wes Anderson

The French Dispatch: il nuovo film di Wes Anderson
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The French Dispatch, uscito in Italia l’11 Novembre, è l’ultima fatica del visionario regista Wes Anderson

Per chi non conoscesse Anderson ha realizzato film stupendi come: I Tenenbaum, L’isola dei cani e uno dei miei film preferiti: Grand Budapest Hotel.
Con The French Dispatch il regista statunitense si riconferma ancora una volta per la sua bravura.
Grazie ad un cast stellare, Anderson ci porta di nuovo in un mondo dalle tinte oniriche.

Ma partiamo con ordine.

Di cosa parla il film?

La pellicola si articola in più capitoli e ciò che li lega è proprio il French Dispatch, supplemento settimanale di un immaginario quotidiano americano, l’Evening Sun di Liberty, Kansas.

Il film si apre con la prematura dipartita del direttore e fondatore Arthur Howitzer Jr., interpretato dal fantastico Bill Murray.

Ci viene quindi presentata la rivista e i giornalisti che ne fanno parte, personaggi molto macchiettisti quasi come i protagonisti di uno strano cartone animato.

I capitoli del film non sono altro che i vari articoli all’interno della rivista, lo spettatore quindi, attraverso la voce narrante dei vari giornalisti, sfoglia il French Dispatch, immergendosi in questo mondo in bilico tra la realtà e l’astratto.

Non vorrei svelarvi di più perché una delle particolarità di questo film è proprio cosa e come sono raccontati i vari articoli.

I giornalisti
Un Cast Stellare

Di bravi attori questo film sicuramente non è carente. Anderson sfodera un cast a dir poco eccezionale, da Tilda Swinton a Adrien Brody, per passare ad Owen Wilson e Benicio del Toro, questi sono solo alcuni dei celeberrimi nomi che compongono il cast.

I vari attori interpretano tutti personaggi particolari e nessuno di loro viene approfondito realmente, ma questo è fatto apposta. 

Nessuno emerge rispetto all’altro, certo, forse, ci sono performance che mi hanno convinto di più, come quella di Jeffrey Wright (il suo capitolo è quello che più è piaciuto), ma in questo film quello che colpisce davvero non è la presenza di queste star del cinema ma è la regia e l’estetica del regista.

La poetica di Anderson

Non faccio fatica a comprendere perché questo film sia difficile da digerire, è forse la summa di tutto ciò che è l’estetica di Anderson. A tratti l’ho trovato anche troppo caricaturale, nel senso che ogni caratteristica solita del regista viene portata all’estremo.

Rimane un film esteticamente meraviglioso, potente, Wes Anderson ha uno stile unico ed inconfondibile, non lo si può scambiare con un altro regista, e scusatemi se questo è poco, in un mondo cinematografico che sforna solo replicanti.

Tra scene colorate e altre in bianco e nero, il regista ci fa immergere, come solo lui sa fare, in un mondo cartoonesco, con scene slapstick e surreali.
Spesso l’impressione è quella che sia fin troppo bizzarro, forse per cercare di stupire il pubblico si è persa quell’ eleganza tipica del regista.

O lo ami o o odi

I film di Anderson o si amano o si odiano. Questo film, come spesso accade, ha diviso il pubblico tra chi lo ha adorato e chi lo ha trovato eccessivo, senza un capo e una coda.
Forse capisco perché si sono creati pensieri così polarizzati, una volta che inizi la visione vieni trascinato in una centrifuga di idee, colori e musica, ed è facile uscirne un po’ confusi. 

Io mi trovo nel mezzo delle due fazioni, ho trovato The French Dispatch esteticamente meraviglioso, non mi aspettavo nulla di diverso dal regista, ma a tratti la trama non mi ha convinto, il filo che doveva unire tutte le storie certe volte si perde, come se il regista avesse voluto mettere troppe cose, troppi elementi, tutti insieme.

Con questo voglio dire che è un brutto film, o da non andare a vedere? Assolutamente no! 
The French Dispatch anche se non è oggettivamente il film più riuscito del regista, rimane un ottima pellicola, molto godibile, che vi farà immergere in un sogno.

a cura di
Angelica Donini

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