Vasco Rossi nel nuovo album urla “Siamo Qui”. Ma…

Vasco Rossi nel nuovo album urla “Siamo Qui”. Ma…
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… Evidentemente abbiamo sbagliato il luogo dell’appuntamento. O il tempo…

L’uscita di un album di Vasco Rossi è sempre un evento di portata nazionale. Non è un’esagerazione: non appena il rocker di Zocca annuncia nuova musica, si smuovono mari e monti, il tam-tam sui social corre a velocità supersonica. C’è del fermento, soprattutto se l’ultimo disco è uscito nel 2014.

Così, a sette anni di distanza da “Sono Innocente”, “Siamo Qui” a raccontare il nuovo, inevitabile successo di Vasco Rossi.

“Conviene arrendersi all’evidenza”

Abbiamo scritto “inevitabile successo” perché è chiaro, scontato, noto che questa nuova opera del Blasco venderà e verrà osannata dai fan, nuovi e storici. È evidente, palese. Dopotutto, il sound più aggressivo di pezzi come “XI Comandamento” o “Tu Ce L’Hai Con Me” è da apprezzare, “L’Amore L’Amore” ha una struttura molto semplice ma che ha groove. C’è del tango rock della strofa “Un Respiro In Più”, la classica ballad (rubata un po’ dagli Incubus) “Ho Ritrovato Te” o il nuovo classico “Prendiamo Il Volo”.

Insomma, c’è tutto perché “Siamo Qui” possa piacere ai fan.

“Sono qui, pieno di guai”

I pezzi veramente validi in “Siamo Qui”, tuttavia, nel complesso sono tre: “Siamo Qui” (al netto della sensazione di stare ascoltando una rivisitazione musicale di “Aida” di Rino Gaetano), “Una Canzone D’Amore Buttata Via” (al netto dei coretti un po’ fastidiosi, seppur marchio di fabbrica di una certa produzione di Vasco) e “L’Amore L’Amore” (in quest’ultimo caso salvato soprattutto dalla musica, più che dal testo). “L’XI Comandamento” ha dalla sua una discreta potenza grezza, sicuramente sarà l’opener dei futuri concerti, ma lascia il tempo che trova.

Il resto dell’album non è memorabile, né si lascia ascoltare con gran facilità e trova il suo momento più buio con la coda di “Patto Con Riscatto”, con quei cori che i giovani d’oggi definirebbero “cringe”.

“Siamo Qui” è un lavoro di mestiere, al quale tuttavia manca quel guizzo che in “Vivere o Niente” o in “Sono Innocente” ogni tanto trovava ancora spazio. Attimi, fulgide scintille di ispirazione che qui si fa fatica a trovare. “Siamo Qui”, ma non troviamo molto.

“Tu ce l’hai con me”

Invece no. Perché sarebbe da incompetenti non dare i giusti meriti alla solita produzione perfetta, non constatare come, nonostante gli enormi difetti, alcuni arrangiamenti funzionino molto bene e siano curati anche nei passaggi più semplici (sì, più semplici, perché è lì che spesso si scivola). La scrittura purtroppo non prende, nel cervello non si innesta nulla di particolare.

Si potrà continuare a discutere all’infinito, ma questo è: “Siamo Qui” non è un album particolarmente ispirato. Anzi.

Conviene arrendersi all’evidenza del fatto che anche questa volta Vasco venderà e farà numeri da capogiro con questo disco, nonostante questo disco. Conviene arrendersi all’evidenza del fatto che “Siamo Qui” non è un buon album, ma vale il paradosso del calabrone: ai fan non importerà e lo adoreranno lo stesso.

a cura di
Andrea Mariano

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Andrea Mariano

Andrea nasce in un non meglio precisato giorno di febbraio, in una non meglio precisata seconda metà degli Anni ’80. È stata l’unica volta che è arrivato con estremo anticipo a un appuntamento. Sin da piccolo ha avuto il pallino per la scrittura e la musica. Pallino che nel corso degli anni è diventato un pallone aerostatico di dimensioni ragguardevoli. Da qualche tempo ha creato e cura (almeno, cerca) Perle ai Porci, un podcast dove parla a vanvera di dischi e artisti da riscoprire. La musica non è tuttavia il suo unico interesse: si definisce nerd voyeur, nel senso che è appassionato di tecnologia e videogiochi, rimane aggiornato su tutto, ma le ultime console che ha avuto sono il Super Nintendo nel 1995 e il GameBoy pocket nel 1996. Ogni tanto si ricorda di essere serio. Ma tranquilli, capita di rado. Note particolari: crede di vivere ancora negli Anni ’90.

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