Dune: la nascita di un nuovo epico universo

Dune: la nascita di un nuovo epico universo
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Dune, il nuovo film di Denis Villeneuve, è la trasposizione cinematografia del romanzo omonimo di Frank Herbert.

Uscito nelle sale italiane il 16 settembre e presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, Dune è in realtà solo la prima parte. Villeneuve ha, infatti, deciso di dividere il libro di Herbert in due film.
Scelta, forse, ovvia vista la mole del romanzo (questa prima parte dura già due ore e venti).

Si è discusso molto su questo film, ha avuto critiche che lo hanno incensato e molte altre che lo hanno distrutto. Dune è, sicuramente, un film che negli ultimi giorni ha fatto parlare di se e questa è una cosa che adoro, il cinema, infatti, dovrebbe dare agli spettatori il modo di esporre le proprie opinioni. Io sono andata al cinema piena di entusiasmo e di interesse per questa pellicola.

Dopo averlo visto posso dirvi cosa ne penso!

Paul Atreides
Ci hanno provato in molti a trasporre Dune

Prima di passare all’analisi del film bisogna chiarire alcune cose, ovviamente senza spoiler.
Come abbiamo già detto prima, Dune è la trasposizione cinematografica del capolavoro letterario di Herbert.
Questa non è, sicuramente, la prima volta che si cerca di portare sul grande schermo questo romanzo.

C’è stato, infatti, il tentativo mai portato a termine di Jodorowky di farne un film. Si arriva poi negli anni ’80 all’ uscita del film di Lynch (film distrutto sia da critica che dal pubblico. Lo stesso Lynch lo rinnega).
Il romanzo di Herbert è stato fonte di ispirazione per molti autori, alcuni hanno provato a portarlo sullo schermo con scarso successo fino all’arrivo, quest’anno, di Villeneuve che ha deciso di cimentarsi in questa impresa in cui molti, prima di lui, hanno fallito.

Dune un viaggio epico alla scoperta di un nuovo universo

Probabilmente la cosa più interessante del film, oltre il lato tecnico, è la trama.
Il film di Villeneuve è molto fedele al romanzo, cambiano solo alcune cose. Chi non ha letto il romanzo non avrà difficoltà a immergersi in questo nuovo universo, chi, invece, ha letto il libro potrà ritrovare alcune scene riportate fedelmente. In questo senso, il regista ha cercato di accontentare tutti.

Non è mia intenzione fare un confronto tra libro e film, sia perché non voglio fare spoiler sia perché, a mio avviso, quando si analizza un film non bisognerebbe fossilizzarsi sulla fedeltà alla materia originaria.
Quello che posso dirvi è che Dune non è altro che una favola ecologista in chiave sci-fi. Questa pellicola è un film di fantascienza e non fantasy, come molti asseriscono.

La trama di Dune è potente, narra lo scontro e le lotte di potere tra due Casate (gli Atreides e gli Harkonnen) per il predominio del pianeta Arrakis, detto per l’appunto Dune.

Un pianeta estremamente ostile, arido, ricoperto da un immenso deserto, da cui si ricava, una risorsa inestimabile per il malvagio Imperatore Shaddam IV, la Spezia.
Ciò che veramente di impatto, più degli intrighi di potere, è la forte denuncia che emerge fin da subito. Il pianeta Arrakis è predato e non ci sono riguardi per il popolo indigeno, i Fremen. Si sfrutta il pianeta senza rimorso per nulla e per nessuno.

In questo contesto, si sviluppa la storia di Paul, l’unico erede del Duca Leto Atreides (interpretato dal giovane e talentoso Timothèe Chalamet) e della sua casata.

Se vi aspettate un film ricco di mirabolanti avventure al cardiopalma mi dispiace, ma verrete delusi. Ci sono, ovviamente, stupende scene d’azione, ma questo non è il focus del film. La pellicola si concentra più sulla creazione di un nuovo universo, sul farci immergere, lentamente, in un mondo e in una cultura, sul farci conoscere i personaggi e sulla loro introspezione.

Arrakis e i Fremen
La regia di Villeneuve

Per quanto io ritenga che a livello di trama questo film sia straordinario, ha, infatti, le potenzialità per diventare un ciclo epico (anche se ho delle perplessità sulla figura delle Bene Gesserit e di Paul Atreides), quello che veramente colpisce di Dune è il lato tecnico e di regia.
Non si può vedere il film e non riconoscere la mano di Denis Villeneuve. Il regista autore di Arrival (2016) e Blade Runner 2049 (2017) non è certo nuovo nella creazione di universi lontani.

La mano di Villeneuve è evidente, forse anche in modo eccessivo, ho riscontrato un po’ troppi virtuosismi che hanno reso il film, in certi punti un po’ pesante, come se Denis volesse gridare al mondo: “Guardatemi, so come fare un ripresa in campo lungo”. Ciò non rende il film meno godibile, bisogna solo abituarsi.
A livello di regia il film è confezionato bene, ovviamente non è perfetto, ci sono un po’ troppi primi piani di Timothèe e di Zendaya, e ritengo che le parti dove compare la bellissima Zendaya si potessero essere ridurre ancora di più.

Le scene, dove compare lei, sono per lo più oniriche e sono realizzate in modo molto originale, senza usare i soli stratagemmi registici. Ci accorgiamo che è una visione, un sogno, grazie ad una tecnica molto elegante.

La regia di Villeneuve ha un tono solenne, spesso forse anche troppo manierista che però ben si addice alle atmosfere del libro. Una parte importante del libro è che i personaggi sono abituati a nascondere i propri pensieri e sentimenti, grazie alla regia austera di Villeneuve ciò traspare.
Secondo me con questa solennità stilistica si perde un po’ di calore, diventa difficile affezionarsi ai personaggi e al loro destino. Ma su di loro parlerò più avanti.

Gli effetti visivi sono ben realizzati, si nota che la Warner Bros ha speso buona parte del budget per realizzare la cgi, soprattutto del “vermone”.
Il montaggio, soprattutto nell’ultima parte, non l’ho trovato eccezionale, ci sono alcune inquadrature che sono sullo schermo frazioni di secondo, come se non fosse venuta bene quella più lunga.

La fografia e la colonna sonora

Altri due punti importanti di questo film sono la fotografia di Greig Fraser e la colonna sonora di Hans Zimmer.

La fotografia raggiunge quasi la perfezione, ci sono repentini cambi tra luce e i contrasti più scuri. Il deserto, grazie alla fotografia, emerge subito come un luogo inospitale, che nella sua potenza potrebbe distruggerti o sommergerti. C’è un uso molto sapiente della luce che entra nelle strutture costruite dall’uomo, buie e fredde, della luce “naturale” del pianeta, calda ma allo stesso tempo pericolosa. Anche la realizzazione delle scene notturne, in cui di solito non è facile capire ciò che avviene, è chiara e suggesttiva.

La colonna sonora di Zimmer è imponente ma un po’ troppo invasiva. É un pilastro del film che sottolinea, in molti punti, il lato più spirituale e mistico, purtroppo a volte l’ho trovato invadente.

Timothèe e Zendaya
Un cast di attori eccezzionali

Il cast di questo film è sicuramente d’ eccezione. Sono presenti nomi come: Oscar Isaac, Josh Brolin, Dave Bautista ed altri. Attori oggettivamente molto bravi che in questa pellicola hanno dato del loro meglio.
Il film ha un parco di personaggi molto vasto, forse di alcuni di essi si perde un po’ la caratterizzazione, ricordiamoci, comunque che questa è solo la prima parte, ci sarà occasione di approfondirli eventualmente nella seconda parte.

I personaggi che più mi hanno colpito di più sono: Lady Jessica Atreides, interpretato dalla talentosa Rebecca Ferguson, una potente Bene Gesserit e Timothée Chalamet nei panni di Paul Atreides. Entrambi hanno fatto un ottima prova attoriale, creando un legame madre e figlio molto intenso che a volte sfocia nell’inquietante. Chalamet è stato molto bravo, anche perché non è facile non farsi odiare quanto interpreti il protagonista più insopportabile della storia del cinema.

Mi auguro che, nel prossimo film, gli altri personaggi, che qui sono stati un po’ trascurati, vengano analizzati di più.

Dune un film da vedere al cinema

Io vi consiglio caldamente di andare a vedere Dune, non vi dovete aspettare un capolavoro (davvero non capisco perché debba essere tutto o un capolavoro o una schifezza). Non è un film perfetto, ha i suoi difetti ma rimane comunque un ottima opera introduttiva. Il primo capitolo che ci fa esplorare un universo ricco di potenzialità.

Con una trama ricca di dialoghi e di introspezione, il film non si perde in inutili spiegoni, cosa non facile vista la difficoltà di portare sullo schermo un testo del genere.
Vi consiglio di andare a vedere il film al cinema, vederlo con una qualità peggiore sarebbe un vero peccato!

Villeneuve ci fa immergere nel mondo di Dune e ci fa uscire senza fiato!

Trailer

a cura di
Angelica Donini

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