Simone Cristicchi -Alla ricerca della felicità, Noci (Bari) – 2 settembre 2021

Simone Cristicchi -Alla ricerca della felicità, Noci (Bari) – 2 settembre 2021
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Un viaggio sull’essenza della felicità che dobbiamo cercare in noi stessi, nella fortuna di aprire gli occhi ogni giorno.

Ha fatto tappa a Noci (Ba) lo spettacolo di e con Simone Cristicchi lo scorso 2 settembre, nell’ambito del cartellone “Noci Estate 2021”, a cura del Comune di Noci in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese, e della terza edizione del Festival Costa dei Trulli.

In una serata di inizio settembre piuttosto fredda, l’umanità e l’umiltà disarmante di Simone Cristicchi hanno riscaldato i cuori e le menti del pubblico dell’Anfiteatro Comunale di Noci (Ba). Un sold out irrinunciabile per uno spettacolo “Alla ricerca della felicità” che ha messo in luce le doti affabulatorie del cantautore romano, mai stucchevole o scontato, sorprendente per chi come la sottoscritta lo ascoltava per la prima volta live.

Conscia del talento e del valore umano dell’artista mi sono lasciata trasportare dalla potenza delle parole e dalla musica, che non manca mai, non deve mancare mai. In particolare non sono mancate sul finale le emozionanti “Ti regalerò una rosa” e “Abbi cura di me”. Tanti gli aneddoti, gli incontri significativi che hanno spinto Cristicchi a scrivere “HappyNext. Alla ricerca della felicità” per La Nave di Teseo (2021). Un viaggio tra filosofia, meditazione e fede oltre a un libro e uno spettacolo teatrale è anche documentario con la regia di Andrea Cocchi.

Come trovare la felicità?

Cosa serve quindi per trovare la propria felicità? Non c’è una ricetta unica, ma 7 miliardi di felicità diverse, quanti sono gli abitanti del pianeta Terra: “ho incontrato e intervistato un centinaio di persone per questo libro e documentario, nessuno di loro ha dato la stessa risposta dell’altro. Siamo unici, piccoli capolavori, nessuno può essere la nostra fotocopia”.

Cristicchi ispirato da “La creazione di Adamo” di Michelangelo Buonarroti, da quello spazio tra i due indici come metafora della felicità umana che “afferriamo solo per qualche istante, perchè c’è sempre qualcosa che ci impedisce di far durare quello spazio di felicità”. Così picchi di felicità si alternano alla normalità/grigiore quotidiano.

Fonte: simonecristicchi.it
Sette parole per la felicità

“Mi son chiesto cosa ci metto in quel piccolo frammento di spazio che ci separa: sette parole”. Sette molliche di pane come nella favola di “Pollicino” che “mi permettono di ritrovare la strada di casa: attenzione, umiltà, lentezza, cambiamento, talento, memoria, noi”.

Attenzione è uscire dal proprio ego e accorgersi del mondo, degli altri: “gli attenti non muoiono mai, i disattenti sono già come morti”, così recita un detto buddhista. Oggi purtroppo siamo distratti e affetti da “digifrenia” ha affermato il cantautore.

Umiltà deriva da “humus”, la sostanza che rende fertile la terra. “Sono gli alberi che ci insegnano l’arte del donarsi agli altri senza chiedere nulla in cambio”. E proprio a loro Cristicchi ha dedicato “Lo chiederemo agli alberi” tratta dall’album “Abbi cura di me” del 2019.

Lentezza: “rallentiamo per permettere alla nostra anima di raggiungerci”, citazione ispirata ad un racconto africano. Ma quanto è difficile rallentare oggi e non sentirsi fuori dal mondo? Eppure la pandemia ci ha costretti a rallentare o addirittura a fermarci, e questa non è stata un’occasione per avvicinarci alla nostra anima? A farci i conti? A cercare di migliorare?

Cambiamento: “il cambiamento non è mai doloroso, la resistenza al cambiamento lo è”, come affermava Buddha. A questo proposito il cantautore ha raccontato un episodio commovente legato a Maria Sole una bimba di 8 anni volata in cielo, diventata mezzo per fare del bene a tanti altri bambini.

Talento: “alcuni lo cercano tutta la vita, altri si scordano di averlo”, soprattutto quando ci confondiamo col gregge. “Siamo fatti di DNA più ambiente. La scuola dovrebbe scoprire il talento di ognuno, proporrei un’ora a settimana di coltivazione di un orticello e un’ora di studio del cantautorato italiano, basta con questo flauto”, asserisce Cristicchi che sottolinea come per il talento, attenzione, curiosità e lentezza siano fondamentali.

Memoria: “importante per me per lavori teatrali e non solo”. Gli anziani sono la memoria, la pandemia ne ha portati via tantissimi: “quando muore un anziano, un’intera biblioteca sta bruciando” recita un proverbio africano, “non scordiamoci di loro – esorta il cantautore – sono le nostre radici, le nostre ferite abbandonate”.

Noi: forse la più difficile soprattutto in questo momento storico. Non ci pensiamo ma quello che succederà domani dipende da quello che facciamo oggi. “Quando dall’io pensiamo al noi? Alla vigilia di Natale, quando siamo innamorati? Quando vince la Nazionale? Ma anche durante le grandi tragedie viene fuori la nostra umanità e solidarietà. Forse sarebbe il caso di farla emergere quotidianamente.

“La felicità è come un personale hard disk da lasciare in eredità a tutti quelli che verranno dopo di noi. Un contenitore che possa raccogliere per sempre tutta la bellezza che possiamo e dobbiamo salvare”.

Simone Cristicchi

a cura di
Mariangela Cuscito

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