Recensione di “Non lo so”: quando Sibode Dj vince su Simone Marzocchi

Recensione di “Non lo so”: quando Sibode Dj vince su Simone Marzocchi
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Sibode Dj vive da 38 anni nel corpo di Simone Marzocchi e la loro non è una convivenza pacifica” racconta la biografia dell’artista, che da poco ha pubblicato il suo terzo disco. Se Simone è un composto musicista dell’orchestra Corelli presso il Teatro delle Albe di Ravenna, Sibode Dj prende il controllo del corpo per fare tutto da solo: canta e suona, con tastiera, chitarra, tromba e loop station.

Non Lo So, racconta, è strettamente legato alla dimensione dal vivo: chiunque abbia assistito a un live di Sibode Dj sa che non si tratta di un semplice concerto ma di una celebrazione della corporeità, un rito pagano dall’altissima carica erotica. Alcuni, infatti, definiscono la musica di Sibode Dj musica sessuale. Sfortunatamente non abbiamo potuto assistere alla versione live, ma ho acceso le casse, spento le luci e mi sono aperto all’amore. 

Non lo so

Come detto, Sibode si occupa di scrittura, voci, strumenti e registrazione. Le produzioni sono infatti sue e di Andrea “Duna” Scardovi, col supporti di Tafuzzy Records e Dischi di Plastica. Undici tracce per un totale di 40 minuti circa. Una copertina che lascia risplendere il profilo dell’artista, su sfondo nero, intento probabilmente a suonare davanti ad un pubblico.

Il disco apre con O.Y.M.P.A.F.L’A.(I).S.D.T. tra drums elettriche, trombe e un coro in sottofondo: minimale ma accattivante, ben presto la sigla che trova significato col cantato “Oh yea, mi piace andare a far l’amore (insieme)/senza di te”. Se Sbagliato O No invece è una cantilena allegra e scanzonata, Suko assume sonorità più dance, tra sintetizzatori e bassi che seguono una cassa dritta.

Il cantato di Sibode, probabilmente al contrario di come canterebbe Simone, è volutamente eccentrico, sopra le righe, tra acuti improvvisi e tanta teatralità. In Animali Della Giungla, ad esempio, oltre una buona dose di fiati, ha anche un campionamento di cinguettii e barriti: un trip psichedelico e sempre più profondo ti porta nel mezzo della natura.

Menzione speciale va anche alle sonorità elettroniche e minimali di Al Mercato, ed ad un cantato che ricorda molto gli Elio e Le Storie Tese. Ancor più importante, il disco è dedicato alla memoria di Mirko Bertuccioli, cantante dei Camillas.

La recensione

Risalta subito alle orecchie come sia un disco pensato per coinvolgere, per divertire dal vivo, per far muovere uomini e donne al ritmo di questa musica sessuale. Possiamo dire di aver trovato il Marc Rebillet italiano, un animale da palco, energico, coinvolgente. Un disco semplice e semplice da ascoltare. Arrangiamenti che vogliono accompagnarti durante il viaggio, testi che te lo descrivono. Basti pensare allo story telling di Calera o alle trovate interessanti come il campionamento vocale in Non lo so.

Si parlava di una convivenza non pacifica, ad inizio articolo, tra Simone e Sibode DJ. Non mi sembra molto diverso da quel famoso film, dove un timido bancario grazie ad una maschera si trasforma in un essere inarrestabile. Ecco: se la musica è la maschera, Sibode DJ è The Mask. Sfumeggiante.

a cura di
Nicolò Angel Mendoza

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