A Ondate, il surf come metafora della vita

A Ondate, il surf come metafora della vita
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A Ondate ( In Waves) è il racconto illustrato e autobiografico di AJ Dungo che, con quest’opera, segna il suo esordio nel mondo delle graphic novel. In A Ondate Dungo narra due storie: la prima racconta del suo amore per la ragazza più importante della sua vita, Kristen, morta prematuramente a causa di una malattia; l’altra è quella di uno sport, che ha influenzato tantissimi musicisti, artisti e scrittori in tutto il mondo: il surf.

A Ondate è anche la promessa che AJ aveva fatto a Kristen prima che lei lo lasciasse per sempre: quella di raccontare la loro storia, e di permettere a lei di continuare a vivere nella sua arte.

Autunno 2005. È una serata come tante altre, e AJ va ad un ballo della scuola, nonostante non sia un ambiente che lo mette a suo agio. È circondato da adolescenti in piena crisi ormonale, che ballano e si toccano l’un l’altro. Ad un certo punto, in mezzo alla calca, nota un gruppetto di persone, e in particolare, una ragazza. Lei si comporta in modo totalmente diverso da lui: balla in maniera spontanea e sembra sentirsi a proprio agio in quel contesto. Ad un certo punto, qualcuno spinge AJ contro di lei, e da quell’unico incontro-scontro, la sua vita non è più la stessa. Da quella sera, non farà che pensare a lei.

Ero convinto che fosse l’essere umano più magnifico che avesse mai messo piede sulla terra.

Dopo la festa prova a rintracciare la ragazza, Kristen, mandandole un messaggio, ma lei non sembra molto interessata. A scuola si incrociano, ma lei lo evita e si fa nascondere dalle sue amiche. AJ capisce che Kristen non prova le stesse cose che sente lui, e si arrende. Finché una sera, dopo che è passato quasi un anno, AJ conosce Jeff, il fratello di lei; i due grazie ad una passione in comune per lo skate board, fanno amicizia.

Questo secondo incontro fortuito, permette ad AJ di rincontrare Kristen e, da lì, ha inizio la loro storia. Dapprima lei è solo la silenziosa spettatrice dei giri in skate tra Jeff e AJ, poi iniziano le lunghe chiacchierate con AJ e, infine, si mettono insieme. Kristen fa conoscere ad AJ una delle sue più grandi passioni, il surf uno sport che pratica assieme a suo fratello e ai suoi cugini.

Ma un ulteriore ostacolo si frappone fra i due: e questo è un problema decisamente più complicato da risolvere. Si tratta del cancro o, per essere più precisi, di un osteosarcoma, un tumore che colpisce le ossa. Kristen deve iniziare varie terapie e sottoporsi ad operazioni molto dolorose. AJ e i suoi parenti le stanno sempre vicino, ma la ragazza si dimostra estremamente positiva e vitale, tant’è che sembra lei quella che dà forza al gruppo e che sprona tutti ad andare avanti.

Anche dopo la malattia, Kristen continua a surfare coi suoi amici e con AJ, anzi, non parla di nient’altro. Sintomo di quanto il surf sia importante nella sua vita.

Parallelamente alla vicenda di AJ e Kristen, il fumetto racconta anche la storia del surf. Dai nativi delle isole Hawaii, che vivevano questa disciplina come un’esperienza spirituale che univa gli isolani, e che passavano gran parte del loro tempo fra le onde fino alla colonizzazione dell’isola e all’approdo del surf in Occidente.

Con l’arrivo degli occidentali, le cose cambiano: arrivano le malattie, la popolazione nativa viene decimata e l’isola è soggetta ad una profonda industrializzazione. Molti nativi trovano conforto nel surf che diventa, quindi,  anche un modo per ribellarsi alla colonizzazione.

A inizio ‘900, la colonizzazione delle Hawaii, è ormai avviata: la cultura dei nativi incuriosisce i ricchi turisti, che vengono dall’Occidente apposta per toccarla con mano. Le Hawaii diventano una meta turistica ambita. Contemporaneamente, nasce anche un altro fenomeno: quello dei Beach Boys, giovani ragazzi che praticano il surf, ma che fanno anche le guide turistiche o gli intrattenitori per i viaggiatori. Diventavano ciò che veniva chiesto loro di essere, per denaro. Il loro stile di vita diventa molto popolare tra i giovani.

L’opera continua a narrare la storia del surf, raccontando della vita del campione olimpionico Duke Kahanamoku, nuotatore, surfista e attore, nonché inventore del surf moderno; e di Tom Blake, atleta che fece conoscere questo sport a tutto l’Occidente, perfezionandone la tecnica.

La storia dei campioni olimpici del surf, e la storia di AJ e Kristen, si alternano in questo racconto illustrato: i primi praticavano il surf come una forma di riscatto sociale; Kristen e AJ lo usano come una sorta di “lenitivo”, una medicina per curare i propri mali.  

Il tratto dell’artista è molto semplice, le figure che rappresenta sembrano loro stesse fatte d’acqua, quasi fluide. I volti dei personaggi non sono ben caratterizzati e spesso non sono nemmeno mostrati frontalmente. Questo particolare è voluto, poiché l’elemento dominante dell’opera è l’acqua.

L’acqua e la natura riempiono intere pagine, mentre gli esseri umani restano sullo sfondo, come minuscole comparse. L’azzurro-chiaro è il colore che riempie le pagine dove viene raccontata la storia tra AJ e Kristen, mentre per narrare la storia del surf, viene usato un caldo color seppia, come a voler richiamare i colori della tavola.

Nel fumetto le onde non sono solo flutti del mare, ma rappresentano l’altalenarsi delle emozioni nella vita: l’innamoramento, l’eccitazione, l’adrenalina, la sofferenza, la rabbia e la perdita.

“Dopo la morte di Kristen, passavo molto tempo da solo, in acqua. Il mio isolamento preoccupava le persone che mi conoscevano. Mi chiedevano come stessi e io faticavo a rispondere. Alla fine trovai le parole che stavo cercando. Arriva a ondate. E’ una risposta secca ma sincera. Il senso di vuoto è costante. Ma il dolore non ha un ritmo riconoscibile. Va e viene.”

Dentro A Ondate, il surf diventa un modo per alleviare le sofferenze, una metafora dell’esistenza: un surfista cavalca le onde come se surfasse sopra i problemi della vita. Come se, sulla tavola, si riuscissero a padroneggiare tutte quelle cose che nella vita reale non è possibile controllare.

Tra le onde si è liberi dalle costrizioni sociali, si è capitani del proprio destino, della propria nave in miniatura. Ed è così che AJ riesce a sopravvivere, anche dopo la scomparsa del suo grande amore.

AJ Dungo è nato in Florida, ma è cresciuto nel Sud della California, dove ha studiato all’Art Center College of Design di Pasadena. AJ è un illustratore, fumettista, designer e surfista. Inizialmente, la sua opera è stata pensata per un progetto scolastico e doveva incentrarsi sulla storia del surfista Tom Blake ma, nel frattempo, la sua fidanzata Kristen è morta di tumore, e Dungo ha deciso di dedicare il fumetto alla loro storia.

A Ondate è uscito in Italia nel 2020 per BAO Publishing.

a cura di
Silvia Ruffaldi

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Silvia Ruffaldi

Silvia ha studiato Scienze della Comunicazione a Reggio Emilia con il preciso scopo di seguire la strada del giornalismo, passione che l’ha “contagiata” alle superiori, quando, adolescente e ancora insicura non aveva idea di cosa avrebbe voluto fare nella vita. Il primo impatto con questo mondo l’ha avuto leggendo per caso i racconti/reportage di guerra di Oriana Fallaci e Tiziano Terzani. Da lì in poi è stato amore vero, e ha capito che se c’era una cosa che voleva fare nella vita (e che le veniva anche discretamente bene), questa doveva avere a che fare in qualche modo con la scrittura. La penna le permette di esprimere se stessa, molto più di mille parole. Ma dato che il mestiere dell’inviato di guerra può risultare un tantino pericoloso, ha deciso di perseguire il suo sogno, rimanendo coi piedi ben piantati a terra e nel 2019 ha preso la laurea Magistrale in Giornalismo e cultura editoriale all’Università di Parma. Delle sue letture adolescenziali le è rimasto un profondo senso di giustizia, e il desiderio utopico di salvare il mondo ( progetto poco ambizioso, voi che dite ?).

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