A-lex Gatti: “Si può ancora fare rock’n’roll in Italia”

A-lex Gatti: “Si può ancora fare rock’n’roll in Italia”
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A-lex Gatti è un cantautore toscano che sembra non aver perso la voglia di fare rock’n’roll: liriche in inglese, schitarrate anni Settanta e tanta emotività, figlia di ascolti variegati che vanno dal rock al grunge, passando per il cantautorato italiano e straniero. Insomma, un ottimo melpot di influenze che in You & I trova la sua perfetta espressione di coerenza: per questo, abbiamo deciso di fare due chiacchiere con lui.

Ecco cosa ci ha raccontato.

A-Lex, sei al secondo singolo con “You & I” e non sembri intenzionato a mollare la via del rock, anche se questa volta le tinte del brano paiono più romantiche. Ti sei innamorato o le tue sono riflessioni esistenziali?

Ciao a tutti e un abbraccione virtuale! Che dire, sì sono innamorato ma la stesura del brano risale a tempo fa ed è un sunto del mio pensiero in merito a situazioni relazionali di vario tipo. In generale a quel bel sentimento di felicità e libertà che abbiamo una volta raggiunta la nostra “INNER PEACE”, e che ci porta ad essere liberi di vivere un qualunque tipo di relazione. Quindi diciamo che entrambe le domande hanno risposta affermativa. 


Cosa vuol dire oggi scrivere in inglese? Non temi che, in qualche modo, il mercato discografico di oggi (incentrato sui prodotti italiani) possa non dare la giusta attenzione ai tuoi brani?

Scrivere in inglese vuol dire poter avere una portata maggiore del messaggio, che in questa maniera può essere più universale possibile. Mi ha sempre affascinato il mondo anglofono e la musicalità della lingua. Il linguaggio musicale è già di per se universale e mi piaceva pensare di poter arrivare anche con il testo al maggior numero di persone possibile, dato che per ora le mie canzoni parlano di me e delle mie esperienze e pensieri. L’idea che le mie canzoni possano essere d’aiuto, a prescindere dalla nazionalità, non mi dispiace sinceramente.

Beh il mercato musicale è dettato da mode e da tempi, il messaggio rimane. Se e quanto si diffonderà dipenderà da molti fattori ma spero che dove arrivi possa fare segno e colpire l’ascoltatore. Io sono molto convinto ed orgoglioso dei miei brani e per il momento non mi preoccupo delle vendite e dei numeri.

Facciamo finta che l’Alex tredicenne che scopre la musica rock possa guardarti ora: secondo te cosa ti direbbe? E tu, cosa ti sentiresti di consigliare a quell’Alex di anni fa?

Bella domanda. Io credo che l’Alex 13 enne sarebbe fiero del risultato ottenuto, anche se di sicuro da buon metallaro qual ero avrei riconosciuto il merito artistico, ma avrei guardato in maniera storta me stesso dandomi del melenso. Ebbene si ho avuto un adolescenza da metallaro e quindi necessitavo di più velocità, tecnica e “rabbia”. 

Al giovane Alex invece consiglierei di non perdere tempo e di lasciar perdere un eccessivo puntiglio tecnico, direi di prendere delle lezioni di canto (all’epoca non cantavo) e spingere molto sul fare video e pubblicarli online, dato che all’incirca ci si piazza quasi agli albori di Youtube… Magari sarei potuto essere uno dei primi ad approfittare delle possibilità di quella piattaforma. 

Parliamo di “You & I”: facci i raggi X del brano!

“YOU & I” come già accennato prima, è una riflessione sul mio modo di interpretare l’amore e la libertà di viverlo che ne consegue. È una canzone d’amore in sostanza , ma trattata in una maniera non convenzionale, direi movimentata e melodica allo stesso tempo. É nata un giorno sugli scogli, contemplando il mare e l’orizzonte al tramonto, cosa che mi piace fare spesso nella bella stagione (e magari senza le limitazioni di questo periodo). E dal niente mi sono ritrovato fra le mani la parte strumentale, a cui poi aggiunsi un testo nato da lì a poco.

Ero in un periodo felice e ne è conseguita dunque una canzone felice e propositiva. Una sorta di invito ,a me in primis, a sentirsi liberi di ricercare la propria felicità che non dipende dagli altri , ma che con gli altri può essere amplificata ed esaltata. 

Fai una fotografia a come ti vedi tra vent’anni e raccontacela. 

Tra vent’anni sinceramente non so cosa vedo. Mi vedo felice e senza rimpianti, più saggio di ora (spero) e con belle esperienze da raccontare e condividere. Sperando il più possibile di essere felice e magari con un’attività live musicale di qualunque tipo, perché io senza musica, e soprattutto senza live, proprio non riuscirei a vivere.

E dal lato live? Pensi di ovviare, in qualche modo, alla necessaria lontananza dai palchi? 

Dal lato live è dura ovviare. Un conto sono dirette o creare video per coloro che mi seguono, un conto sarebbe sentire la loro energia dal palco. Però diciamo che ci provo il più possibile. C’è una diretta in ballo a breve per presentare “YOU & I” in maniera live sui social e ho in cantiere alcune idee per arrivare almeno a primavera in cui si spera si riesca a ripartire un pò con gli eventi.

Ma c’è o non c’è un disco in cantiere? Che cosa ci dobbiamo aspettare dal tuo futuro?

Sì, c’è un disco in cantiere e altri due singoli già pronti che potranno essere ascoltati tra non molto. Dal futuro bisogna aspettarsi molte novità, sia dal punto di vista live che studio. Una sorta di evoluzione naturale del lavoro che sto facendo, da qualche tempo a questa parte, verso una tipologia di performance particolare. Seguitemi e capirete di cosa sto parlando.. 
Grazie per l’intervista e un Saluto gigante a tutti.

a cura di
Giulia Perna


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