La “Luce nel buio” di Cristian Barone è l’amore

La “Luce nel buio” di Cristian Barone è l’amore
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Il mondo in lockdown ha bloccato le nostre vite frenetiche, tese al mero soddisfacimento di desideri e mai sazie. E quando tutto intorno diventa buio, la luce possiamo trovarla solo dentro di noi. Così ha fatto Cristian Barone con la sua prima raccolta di poesie che prende proprio il nome di Luce nel buio. L’ho intervistato per voi.

Buongiorno Cristian, parlaci un po’ di te! Chi sei? Tre pregi e tre difetti.

Buongiorno, ho 24 anni, vivo in un piccolo borgo umbro e faccio il commesso in un negozio stupendo. Personalmente credo di avere più difetti che pregi, ma se dovessi elencarne tre di entrambi direi: lunatico, pessimista e ingenuo per quanto riguarda i miei difetti e gentile, estroverso e creativo per i miei pregi.

Che cosa è Luce nel buio? Come è nata?

Luce nel buio è stato il punto di partenza della mia carriera da scrittore. Durante il lockdown mi sono ritrovato, come tanti altri, a dover stare per più di tre mesi lontano dalla ragazza che amo. Per questo ogni giorno mi sentivo come avvolto dal buio. Un giorno, però, così di getto scrissi Bella, la prima poesia presente nel libro. Da lì in poi non mi sono più fermato. Simona, la mia fidanzata, è stata per me la luce e scrivere ha fatto sì che, giorno dopo giorno, parola dopo parola, mi avvicinassi sempre di più a lei, lasciandomi finalmente il buio alle spalle.

Per quale motivo scrivi? Lo hai sempre fatto o il lockdown ha in qualche modo contribuito alla nascita di questa esigenza?

De Andrè diceva che il suo mestiere era quello di farsi carico di interpretare il disagio, rendendolo qualcosa di utile e di bello. Io mi ci ritrovo molto in questo. Come si può vedere nel libro, non parlo solo ed esclusivamente d’amore, ma tratto anche altri temi, per la maggior parte piuttosto tristi. Mi reputo un ragazzo triste, perché prima di conoscere l’amore ho convissuto per anni con la tristezza.

Ho iniziato a scrivere nella solitudine dei miei 13 anni dopo che, a causa di un trasloco, persi moltissimi amici. Ho esordito dapprima scrivendo testi musicali. Tuttavia, dopo aver pubblicato qualche canzone, dentro di me sentivo come se il mio curriculum artistico fosse ancora incompleto, ed è stato proprio il lockdown a farmi conoscere questo lato della scrittura che non avevo mai avuto modo di approfondire prima d’allora.

Pensi che il buio che ha caratterizzato la pandemia, abbia portato alla luce qualcosa di nuovo per l’uomo?

Il Covid-19, in un certo senso, ha come fermato il tempo. Ci ha permesso di fare un passo indietro e riprendere in mano cose che, a causa di una quotidianità sempre più frenetica, stavano prendendo sempre più polvere. Prima del lockdown andavamo veloci, direi forse troppo. Stare fermi, invece, ci ha reso più consapevoli, ha fatto sì che non tralasciassimo più quelle cose che, all’apparenza, ci sarebbero potute risultare banali ma che poi, in realtà, non lo erano affatto. Il non dare più nulla per scontato: secondo me la luce che può uscire da questo periodo buio è proprio questa.

Spesso i tuoi componimenti sono costituiti solo da una parola, quasi fossero il flash di una macchina fotografica. Cosa vuoi suscitare nel lettore in questo modo?

Questo libro è stato scritto per far nascere nel lettore la voglia di staccare la spina. Le mie parole sono semplici, dirette, ma pur sempre capaci di creare immagini vivide e far viaggiare con la fantasia. Vorrei che il mio libro vi facesse guardare oltre, riflettere -ma senza fatica- e magari anche sorridere grazie a una semplice parola. Nel libro troverete anche giochi di metafore, capaci di alleggerire il lettore e rendere la lettura un’avventura fluida e tranquilla. Spero con tutto il cuore di essere riuscito nel mio intento.

Perché hai sentito l’esigenza di raccoglierle e pubblicarle in un libro?

Durante la mia vita sono riuscito a portare a termine pochissime cose, questo libro però è il primo progetto artistico che posso definire completo. Pubblicare un libro tutto mio era da sempre uno di quegli obiettivi che, se fossi riuscito a portare a termine, mi avrebbe reso molto felice. Il mio sogno era infatti quello di vedere le mie parole stampate su carta e quando finalmente mi è arrivata a casa la prima bozza di Luce nel buio, ho provato un’emozione veramente indescrivibile. Ci tenevo poi a ringraziare l’artista che ha realizzato la meravigliosa copertina del libro, Edoardo Garibbo, al quale auguro il meglio per il suo percorso artistico. Volevo inoltre ringraziare lei, la mia fidanzata Simona, non soltanto per aver ispirato il libro, ma anche per avermi aiutato nella sua stesura e correzione.

Cosa ti auguri e cosa auguri al mondo per i prossimi anni?

Mi auguro di continuare a scrivere e, perché no, mi auguro anche un po’ di tranquillità e leggerezza. Auguro anche al mondo e a ogni essere umano di trovare la propria luce nel buio. Il mio consiglio è sempre quello di andargli incontro senza paura, anche perché il messaggio del libro è proprio questo: riuscire a ritrovare se stessi anche quando si pensava essersi perduti.

A cura di
Ilaria Iannuzzi

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