Estinzione e rinascita con gli Aut Aut

Estinzione e rinascita con gli Aut Aut
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Tia Mak, il singolo degli AUT AUT (Andrea Biondi e Jacopo Ferrazza) mi ha colpito come un dardo infuocato al centro del petto. Sono atterrato sulle ammalianti note del pianoforte che aprono la strada a sensazioni angosciose ed allo stesso tempo liberatorie.

Quel piano è un preludio ad un tuffo ad occhi chiusi da uno strapiombo altissimo, da una roccia impervia.
Ed è così che si trattiene il respiro, completamente immersi nella pace dei sensi, nel silenzio subacqueo che significa solitudine ma anche pace e primordialità.

Mi sono immedesimato nel meraviglioso videoclip realizzato per questo brano. Passando dal pericoloso mondo degli abissi alla liberazione della nascita, in questo caso in acqua, tramite una risalita potente e significativa.

Tia Mak su Youtube

Dentro questo capolavoro c’è tutto. C’è la guerra, l’insofferenza, c’è la paura, la ribellione, l’impotenza contro un presente schiacciante, la fine, l’inizio, la voglia di vivere, il timore della morte. C’è anche Keyser Soze aka Verbal Kint aka Kevin Spacey, un’icona che dalla mia infanzia è rimasta indelebile e che, ancora oggi ritengo uno degli esperimenti cinematografici maggiormente riusciti.

La fusione di elementi elettronici ai fondamentali di musica classica è un percorso che va ben oltre le mie capacità di comprensione. Questo era ciò che pensavo fino a quando non ho incontrato questo progetto sulla mia strada. C’è qualcosa che mi butta a terra nell’ascoltare gli Aut Aut, che non mi permette di addormentarmi, che mi tiene in sospeso e mi obbliga a pormi delle domande sulla natura umana.

La naturale autodistruzione che la razza umana ha attivato dalla sua effettiva nascita, è un countdown che dovrebbe spaventarci terribilmente, ma che noi stessi attraverso potenti artifici di variegata natura, celiamo sapientemente con la speranza di ritenerlo fittizio, facendo finta che tutto si risolverà e che l’evoluzione non significherà poi in fondo involuzione.

Io non riesco a trovare ulteriori parole nel mio striminzito bagaglio culturale per spiegarvi tutti i motivi che dovrebbero spingervi ad ascoltare questo progetto e soprattutto a perdervi nei loro videoclip. Un’esperienza terrificante ed allo stesso tempo poderosa. Posso dire solamente che siamo talmente insignificanti dinnanzi alla potenza della natura che dovremmo tutti un po’ ridimensionare il nostro ego. La fine è inevitabile.

a cura di
Daniele Bomboi

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