A Taranto è 1° Maggio ogni giorno

A Taranto è 1° Maggio ogni giorno
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Non si può decidere dove nascere, io sono stata concepita e ho avuto la fortuna di aprire gli occhi per la prima volta in questa meravigliosa città: Taranto.

Taranto è uno stato d’animo

Sono cresciuta con gli aneddoti dei miei nonni, lo sguardo rivolto al mare e una conchiglia vicina ad un orecchio. Mi è stato raccontato che si andava a pescare e il mare non era inquinato, di quando si raccoglieva un frutto e lo si poteva mangiare senza lavarlo. Mi hanno parlato della libertà e dell’aria pura.

Ho l’impressione di aver vissuto due vite grazie a loro. Perché, perché tutto questo deve essere solo un racconto?

Il 1° Maggio a Taranto è un giorno memorabile

Non è soltanto un evento musicale per noi cittadini, non si può racchiudere con l’immagine di un teatro a cielo aperto. Per noi il 1° Maggio è un riscatto.

Sono i lavoratori i protagonisti di questa giornata, è stato scelto questo giorno nell’800 per rivendicare i loro diritti. Siamo qui ancora oggi a ricordare! L’emozione è una percezione che viviamo sulla nostra pelle quando ci raduniamo piccoli e grandi verso il Parco Archeologico delle Mura Greche.

Cosa accade sul palco in questa giornata? Abbiamo voce per trattare temi come la questione ambientale, i diritti negati, le verità scomode di questa città! La musica ci ha unito.

Michele Riondino, Diodato e Roy Paci sono i direttori artistici che, insieme al Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti, hanno dato vita a questo evento, interamente autofinanziato, nel 2013.
Non è mai abbastanza la gratitudine verso chi smuove gli animi.

Gli ospiti del 1° Maggio di Taranto sono stati tanti, negli anni: Caparezza, Mama Marjas, Litfiba, Afterhours, Niccolò Fabi, Levante, Subsonica, Daniele Silvestri, Fiorella Mannoia, Ghemon, Renzo Rubino etc.

Primo Maggio Taranto, 2014

Tutti artisti che partecipano all’evento in modo disinteressato, ma con il cuore ci sostengono, perché per ascoltare le problematiche che toccano la nostra città ci vuole soprattutto cuore.

Non dimentico l’anno in cui in questa giornata venne a piovere, il sole si unì a noi nel momento in cui iniziò lo spettacolo. Le nostre scarpe erano infangate, sembrava essere tornati bambini, sporcarci senza preoccuparci! Ci sono dei momenti dove diamo valore a ciò che conta realmente: la salute.

Vorrei che la mia città non dovesse mai più scegliere tra la salute e il lavoro

Vorrei non aver visto nei miei 30 anni di vita andar via parenti, amici, parenti di amici e bambini per un male. Il cancro risiede nell’ingiustizia, in chi non vuole ascoltare. Chi ignora è il male peggiore, ma i conti li paga chi non ha scelta. Per crescere consapevoli dovremmo farci tutti un giro nel reparto oncologico e dopo, forse, riparlarne.

Mi viene in mente una Grande Donna, Nadia Toffa, conduttrice delle Iene che aveva preso a cuore la situazione tarantina. A 40 anni anche lei ci ha salutato per la stessa sorte. Ciao Nadia sei stata Luce per questa città!

Avremo modo di essere ricordati per le meraviglie che questa città può offrire?

Quando si rientra da un lungo viaggio, nella città io vorrei sentire profumo di salsedine e invece dobbiamo tapparci il naso per la diossina.
Siamo costretti a scappare, quando vorremo solo poter vivere.

Primo Maggio Taranto, 2014
Docufilm sul 1° Maggio di Taranto

Ieri notte su La7 è stato trasmesso il docufilm sul 1° Maggio a Taranto. Sin da subito, non lo nego, avevo gli occhi colmi di lacrime

Il perché è subito detto: essere lontano da una parte di famiglia, essere lontano da chi non vedi crescere, non è felice, ma stiamo in quarantena, le regole vanno rispettate. Devo vedere gli zii, i cugini e le pro cugine sullo schermo del computer o dello smartphone e mi deve bastare, perché in una situazione come questa, dove un virus invisibile può annidarsi in ogni dove, si preferisce evitare un ulteriore danno a chi già da tempo sta soffrendo.

Ad ogni ripresa della città il mio cuore saltava un battito

Pensavo alle cuginette e al loro vivere a singhiozzi l’adolescenza e l’infanzia, alle scuole chiuse per il vento del nord, quel vento piacevole se ci sono quaranta gradi, ma infame tanto quanto quelle polveri che tutto colorano di rosso.

Alla loro età non si dava importanza ai morti di cancro, erano morti come altri. Alla loro età giravo in estate per i Tamburi, noto quartiere di Taranto vicinissimo all’ex Ilva e non mi interessava se avevo la pelle che luccicava per quelle polveri che il forno creava e spargeva nell’aria. Era grottescamente bello, con gli occhi da bambina, vedere la pelle luccicare.

Ad oggi rabbrividisco e penso alla mania dei miei cugini di lavarsi spesso le mani, una cosa che ad oggi chiunque conosce benissimo, ma pensate a chi da tempo svolge quei piccoli gesti come una abitudine che noi altri fatichiamo ancora a fare nostra.

Ci lamentiamo per la cassa integrazione, per il lavoro perduto, per una malattia che uccide e ha ucciso un numero elevato di persone, per la reclusione, la riduzione di libertà e l’incapacità di trovare dispositivi di protezione facilmente come una mascherina.

Siamo stati capaci di lamentarci per i panetti di lievito. Capisco tutti i disagi che questa situazione ha creato, ma come ieri ripetevano gli artisti che hanno partecipato al docufilm “Pensate a chi da anni sta vivendo queste situazioni”, come pensate si stia chiusi in casa perché il forno è acceso e le polveri non ti fanno respirare? Vi fanno pensare ai malati in terapia intensiva?

Bene l’associazione di immagini è corretta, ma non dimentichiamoci di tutti quei ragazzi morti sul posto di lavoro. Sì, perché non solo quel grosso impianto è dannoso per la salute, ma per anni sono morti ragazzi, e non solo, per la mancanza di sicurezza.

È importante dare voce a chi dal 2013 cerca di far rumore (citazione voluta) affinché le istituzioni sentano un urlo di dolore.

L’urlo di una città che può farcela se aiutata, se ricordata e raccontata

Il Primo Maggio a Taranto non è solo musica, divertimento, assembramenti belli e vino. Il Primo Maggio lì è una giornata che dovrebbe essere ricordata tutti i giorni, è la giornata in cui i bambini chiedono di avere una infanzia serena, è la giornata in cui le note accompagnano il ricordo di figli che purtroppo non ci sono più, è la giornata in cui si rende giustizia e dignità a chi, a testa china, continua a lavorare in quel mostro perché il pane a tavola qualcuno deve pur portarlo e senza aiuti esterni non ci si può reinventare.

Come gli artisti intervenuti nel documentario date voce anche voi a questa giornata da poco trascorsa nelle mura delle vostre case, piccole o grandi che siano. Siamo tutti italiani lo abbiamo abbondantemente dimostrato con tutta la beneficenza e gli atti di amore nei confronti dei medici, nostri fratelli di Patria.

Guardate il documentario e quando si potrà andate a Taranto fate un giro per la città, per il Mar Piccolo dove i tramonti sono meravigliosi nonostante quella polvere che tinge tutto di rosso.

Io ci tornerò appena possibile, le sirene di pietra mi e vi stanno aspettando. Intanto facciamo girare il messaggio, facciamo accendere le coscienze.

Potete vedere il docufilm Uno Maggio Taranto sul sito di La7, seguendo questo link.
Locandina del docufilm “Liberi e Pensanti – Uno Maggio Taranto”

a cura di
Silvia Consiglio
Iolanda Pompilio


foto di
Fabio Gargano

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2 pensieri su “A Taranto è 1° Maggio ogni giorno

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