Piro: “Ho girato un video horror per la mia canzone indie”

Piro: “Ho girato un video horror per la mia canzone indie”
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Cinema horror e musica indie. Due mondi apparentemente lontani, ma che in qualche modo un artista romano è riuscito a connettere. La donna del futuro è il nuovo singolo di Piro, un pezzo dalle spiccate sonorità anni ’80 che rivelano un brano dal mood allegro che dipinge con sarcasmo uno spaccato delle relazioni nate sulle spiagge estive.

Il video al contrario è un piccolo omaggio al cinema horror, con un protagonista che si ritrova in una casa abbandonata legato a una sedia, dovendo scappare da un mostro temibile.

Ecco cosa ci ha raccontato Piro a proposito del brano, del video e del suo rapporto con il mondo odierno della musica!

La donna del futuro è il tuo primo singolo come Piro. Credi che rappresenti bene la direzione musicale che vuoi seguire con il tuo progetto o è una canzone “a sé” rispetto ad altre che hai scritto o intendi scrivere?

La donna del futuro in particolare ha delle sonorità anni ‘80 che nelle altre canzoni non ci sono. Inserire synth e drum machine è stato il mio modo di fare i conti con l’attualità, oscillando da un utilizzo massiccio come questo a uno più morbido per altri pezzi. I suoni di un arrangiamento sono un vestito che scelgo in base alla canzone ma anche in base ai tempi che corrono e al gusto personale. Il prossimo singolo ad esempio sarà più anni ‘90.

Quali credi che siano le principali influenze musicali che hanno avuto un impatto durante la scrittura di questo brano?

Nel periodo in cui iniziai a buttar giù la canzone mi sembra ascoltassi parecchio Gaber, perciò me la immaginavo con un’atmosfera gioiosa come ne La ballata del Cerutti. Però qualsiasi cosa io scriva penso sempre al lavoro di Battisti. Aveva già detto tutto nel modo migliore possibile ed esplorando tutti i generi. Un artista più recente che mi ha aiutato a capire cosa cercavo per gli arrangiamenti è Max Gazzè, in particolare con l’album Maximilian.

Nel testo si racconta la storia di un rapporto abbastanza turbato, forse anche occasionale come i classici “amori estivi da spiaggia”. È basato su esperienze personali o più sull’osservazione di fenomeni sociali generici?

Nei miei testi c’è quasi sempre un po’ di tutto, una frase personale, una sull’esperienza di qualcun altro, film, libri. Tendo sempre a osservare cosa fanno le persone e capire se un aspetto è interessante. Quando inizio a comporre il puzzle, cerco di fissare una trama attorno alla quale costruire la canzone. Perciò ai miei occhi ci vuole un po’ per non vederle più come immagini slegate tra loro, ma come una storia compatta. E se poi riesco a rivedermici è immedesimandomi quasi come un interprete esterno, non sentendole come se le avessi vissute io per intero.

Per il brano è uscito un video che è sostanzialmente ispirato a una trama da film horror. Com’è nata l’idea di questo soggetto così contrapposto al sound del brano? Che sensazioni vorresti suscitare in chi guarda il video?

L’idea è nata da Alessandro Codina e Franco Diana, i due ragazzi ai quali mi sono rivolto per il video. Quello che si voleva suscitare è la suspence, non capendo bene fino alla fine com’è fatta la creatura o che cosa sia. Ovviamente è la donna del futuro!

Prima di intraprendere questo progetto solista, facevi parte di un gruppo rock, gli Elleppì. Credi che di quel periodo sia rimasto qualcosa nel tuo modo di scrivere canzoni?

Adesso faccio in modo che la struttura di un brano sia più immediata per chi ascolta, ma sono dovuto passare per quella sperimentazione lì. Il rapporto uomo-donna è sempre al centro del testo e il rock cerca di sopravvivere nell’intenzione. Mi sono addolcito anche nella durata dei brani, non tanto con i cambi di tonalità.

Come stai trascorrendo la quarantena di queste settimane? Quale sarà la prima cosa che farai quando si potrà tornare a uscire?

Dovendo stare a casa, prevalentemente mi faccio da mangiare e guardo film. Quando finirà la quarantena penso che farò quello che faranno tutti, vedere amici e parenti, bere una cosa. Spero anche di poter recuperare i live che non ho fatto.

a cura di
Conza Press

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