YLYNE, primo esponente della ODM

YLYNE, primo esponente della ODM
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Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il chitarrista jazz Frank Martino che, in questo caso, sarebbe meglio chiamare YLYNE, il suo alterego che si è dato da tempo alla musica elettronica e che ha di recente pubblicato un nuovo singolo dal titolo Closing Loops, di cui verrà rilasciato presto anche il video.

Ecco qui cosa ci ha raccontato!

Il pubblico di Frank Martino e quello di YLYNE possono essere lo stesso?

In questa fase ho deciso di dividere in modo abbastanza netto i miei due progetti, direzionando YLYNE verso un approccio puramente sintetico/elettronico e il mio gruppo Disorgan verso una direzione più  jazzistica e improvvisativa.

La netta separazione stilistica genera inevitabilmente una differenza di pubblico a cui la musica si rivolge, ma questo non credo sia un male. In passato ho intrecciato molto le due strade e non escludo di rifarlo, ma, per quanto non esistano oggettive barriere, credo che mediamente le aspettative di un utente di  di jazz siano diverse da quelle di un fruitore di musica elettronica.

I due ambiti in cui opero hanno parametri molto diversi, per lo meno in apparenza, e non si può pretendere dal pubblico di comprenderli o apprezzarli tutti simultaneamente. Per questo, quando qualcuno dimostra di approvare entrambi i miei progetti come minimo gli offro una birra.

Chi è Frank Martino quando non suona?

Tenendo conto che la maggior parte della mia vita è assorbita dalla musica tra produzione, live e studio, nella restante parte cerco di mantenere un livello di normalità piùttosto alta. 

Di recente l’attività preferita è raccontare storie totalmente improvvisate alle mie bimbe, che però poi si annoiano e chiedono di poter lavorare in studio con me. Quindi mi ritrovo di nuovo a mixare con due gemelline di tre anni che ballano dietro e urlano “più forte! più musica!”. Surrealismo.

Come nasce un brano di YLYNE? E chi coinvolgi nel progetto durante le fasi di composizione e registrazione?

Al momento i brani sono interamente composti e prodotti da me; i punti di partenza non sono precostituiti, ma nella gran parte dei casi si tratta di un beat a cui aggiungo gradatamente altri elementi. 

Utilizzo per lo più suoni che genero da macchine analogiche e campiono per poi utilizzarli in modo più sistematico e organizzato. Non ho sempre seguito questo schema di lavoro: il disco precedente, “26”, è realizzato con la collaborazione di altri nove musicisti che hanno registrato parti di batteria, piano, voce, sax, synth e contrabbasso, che poi ho più o meno radicalmente rielaborato.

Quel disco infatti ha, se vogliamo, un suono più live e “sporco”. 

E se proprio dovessimo attribuirti un genere musicale, quale sarebbe?

Direi IDM (Intelligent, Dance, Music): nell’elettronica, quando non sai cos’è, di solito va sempre bene. Anche se a questo proposito colgo l’occasione per inserire il termine ODM, che è esattamente quello che ritengo di fare: Odd Dance Music. 

Che succede a Vicenza? Siamo nuovi in città, dove dovremmo sicuramente andare?

Probabilmente non sono la persona più adatta a rispondere approfonditamente, perchè sono siciliano e vivo in provincia di Vicenza da pochi anni. A mio avviso, la città merita molto dal punto di vista artistico e presenta anche un buon fermento culturale underground tra i giovani.

a cura di
Conza Press

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