Dream Theater – Mediolanum Forum- 12 febbraio 2020

Dream Theater – Mediolanum Forum- 12 febbraio 2020
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Distance Over Time. Spazio fratto Tempo, ovvero, la distanza nel tempo. Lo scorso 12 Febbraio, al Mediolanum Forum di Assago si sono ritrovate persone di tutte le età. Dal liceale al suo primo concerto, al businessman che, probabilmente, i Dream Theater li ha visti debuttare in Italia nel lontano 1993…

Di tempo ne è passato, anche se non sembra, per tutti noi, i Dream Theater e questo disco. Quasi 21 anni fa, infatti, usciva uno dei concept album più famosi nella storia del progressive metal, nonché l’album che segnò la rinascita artistica della band statunitense. Infatti, i nostri erano arrivati a un passo dallo scioglimento, dopo le troppe tensioni scaturite dal poco apprezzato disco Falling Into Infinity.

Non c’è bisogno di essere die hard fan dei Dream Theater, per capire che stiamo parlando di Metropolis Pt. 2: Scenes From A Memory, ideale seguito della storia contenuta in Metropolis Pt.1, tratto da Images&Words

Un concerto in due atti…

La band ha così deciso di celebrare una delle sue gemme per la gioia del pubblico, strutturando il concerto in due atti. Una prima parte composta da una selezione di brani più recenti, dando rilievo maggiore all’ultimo full length, Distance Over Time. La seconda parte invece interamente dedicata a Scenes From A Memory

Volendo essere sinceri, è evidente che l’entusiasmo e l’aspettativa siano rivolti al secondo atto. Comunque alcuni brani dell’ultimo album della band statunitense sono un buon riscaldamento – suoni non proprio ottimali permettendo.

Se nella prima parte dell’esibizione la componente strumentale della band risulta essere ben amalgamata e rodata con Mike Mangini alla batteria al posto del fondatore Mike Portnoy, c’è da spendere qualche parola sull’anello più debole dell’esibizione. James LaBrie, purtroppo.

Una nota un po’ dolente…

Purtroppo è proprio sin dai primi brani, più recenti e quindi più adatti alla sua voce attuale, che ci si rende conto che la tenuta del buon LaBrie non è più quella di una volta.

Sia chiaro, chi scrive ha visto i Dream Theater un numero sufficiente di volte da aver assistito sia a serate buone, sia meno buone da parte del frontman canadese. Ed è con sincero dispiacere constatare che è proprio nel tour celebrativo di Scenes From A Memory che LaBrie è autore di una delle sue performance peggiori. Sia da un punto di vista vocale, sia di scelta di variazioni stilistiche e metriche in brani che sarebbe stato meglio cantare più fedelmente.

Per fortuna, i fan hanno saputo come compensare, dato che durante la riproposizione di Scenes From A Memory hanno fatto sentire ampiamente la propria voce, cantando tutto dall’inizio alla fine. Partendo dalle parti parlate di Regression, fino alla conclusiva Finally Free. C’era chi cantava persino le parti di batteria e della chitarra, giusto per dire come questo disco sia rimasto impresso nella memoria collettiva.

Al di là della grandissima emozione, soprattutto perché chi scrive ha conosciuto i Dream Theater proprio grazie a questo disco, c’è da dire che l’amalgama strumentale è venuta un po’ meno in alcuni punti salienti. In Dance Of Eternity per esempio, uno dei brani più complessi a livello esecutivo, e in alcune parti di Finally Free. Complici delle scelte stilistiche di Mike Mangini alla batteria non proprio ottimali per la struttura originale delle canzoni. E in qualche frangente, la mancanza di Mike Portnoy a livello di carisma si è fatta sentire

Per quanto riguarda l’anima dei Dream Theater, ovvero il chitarrista John Petrucci, è stato autore di una performance pressoché impeccabile, soprattutto per quanto riguarda uno dei suoi assoli più celebri, quello di The Spirit Carries On

Nonostante il dispiacere provato per la performance molto poco all’altezza delle aspettative da parte di James LaBrie, l’aver visto dal vivo tutto Scenes From A Memory è decisamente uno di quei desideri musicali che si può togliere dalla famosa lista. I Dream Theater sono riusciti a esaudirlo, per la felicità dei tantissimi fan italiani. 

a cura di
Alessandra Leoni

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