Promesse fatte a se stessi, tentativi di cambiare e quella strana capacità di ricadere sempre negli stessi errori. I Poster Shop scelgono di raccontare il lato più contraddittorio dell’essere umano attraverso cinque brani che si muovono tra pop, funk e synth-pop, con un approccio ironico che rende piacevole anche parlare dei nostri difetti. “Tutto Fumo” è un EP che non ha bisogno di prendersi troppo sul serio per lasciare qualcosa all’ascoltatore, e proprio questa sua leggerezza è uno degli aspetti che funzionano meglio.

Il viaggio comincia con “Racconto Noir”, che ci porta in un’atmosfera dal sapore anni Ottanta, tra ritmiche pop-funk e un immaginario sentimentale dalle tinte distopiche. C’è un bel contrasto tra il carattere coinvolgente della musica e le ombre che attraversano il racconto, un gioco che incuriosisce e introduce bene il mondo sonoro della band.
Con “Sabato Mattina” il disco si sposta invece verso le relazioni e le loro complicazioni. La quotidianità diventa uno spazio in cui osservare aspettative, incomprensioni e quelle dinamiche che spesso ci fanno perdere di vista ciò che conta davvero. È un passaggio che aggiunge una sfumatura più riflessiva alla tracklist, senza spezzare il filo che lega i brani: raccontare la realtà con uno sguardo attento, ma mai eccessivamente serioso.
Arrivata a “Malanoche”, ritrovo una canzone che avevo già avuto modo di ascoltare insieme a “L’estate appartiene ai culi”, l’altro singolo che anticipava l’EP. Riascoltandoli nel contesto del progetto, mi accorgo che probabilmente è proprio “Malanoche” quella che mi è rimasta più nel cuore. Saranno le sue sonorità che richiamano gli anni Ottanta, sarà quel modo di unire leggerezza e ritmo, ma ha qualcosa che mi viene spontaneo ritrovare con piacere. È il tipo di brano che riesce a conquistarti senza fare troppi giri di parole, lasciandoti addosso una sensazione piacevole anche dopo l’ascolto.
“L’estate appartiene ai culi” gioca invece una carta completamente diversa, puntando su un titolo provocatorio e su un intreccio di sintetizzatori e groove funky che non passa inosservato. I Poster Shop si divertono a osservare le assurdità del presente, senza preoccuparsi di essere troppo eleganti o prevedibili. L’ironia qui è più sfacciata e diventa parte integrante dell’identità del brano, che trova nella musica energica il suo compagno ideale.
A chiudere l’EP è la title track “Tutto Fumo”, che riassume il senso del progetto attraverso il tema dei buoni propositi e della difficoltà di mantenerli. Il riferimento a La coscienza di Zeno di Italo Svevo è particolarmente azzeccato: proprio come accade al protagonista del romanzo, anche noi sappiamo individuare i nostri difetti, immaginiamo continuamente di poter cambiare e poi troviamo mille modi per rimandare. I Poster Shop prendono questa contraddizione e la trasformano in musica, senza giudicare e lasciando spazio a un sorriso che, a volte, è il modo migliore per riconoscersi in ciò che ascoltiamo.
Quello che mi piace di “Tutto Fumo” è la capacità di alternare momenti più spensierati ad altri che invitano a guardarsi un po’ dentro, mantenendo una direzione sonora coerente. La voce di Lino Spinelli si inserisce con naturalezza negli arrangiamenti, accompagnando le diverse atmosfere senza perdere personalità.
I Poster Shop ci consegnano così un EP che parla di noi, delle nostre incoerenze e della tendenza a prometterci sempre un nuovo inizio. E mentre cerchiamo di capire se questa volta riusciremo davvero a mantenere la parola data a noi stessi, la musica ci ricorda che, almeno per qualche minuto, possiamo anche smettere di pensarci e goderci il viaggio.
a cura di
Cristina Cerioni

