Judas Priest – Fiera del Levante, Bari – 7 settembre 2026

Uno dei live più atteso di questo inizio settembre a Bari è sicuramente quello dei Judas Priest con in apertura i Nevermore.

Bari si è tinta di nero ancora una volta dopo l’epico live di Manson, infatti nuovamente in Fiera, grazie a Bass Culture e MC2Live, due nomi della scena metal sono saliti sul palco della Fiera del Levante, dando uno scossone importante ed elettrizzante in una caldissima serata settembrina.

La meraviglia di questo concerto? La varietà anagrafica dei presenti. Vedere dei genitori portare i figli mi fa solo dire “Bravi fategli ascoltare musica buona ora che sono piccoli, perché di bambini deviati dalla musicaccia ne è già pieno il mondo”.

Ci sono padri adulti fan dei Judas Priest con i figli adulti, tra i metallari spuntano anche persone non abbigliate di nero che si scatenano su ogni pezzo, e non dimentichiamoci anche dei fan dei Nevermore che non hanno voluto perdersi assolutamente questo incredibile evento.

Nevermore

I Nevermore sono nati a Seattle e sono tornani sulla scena nel 2006. Dal loro album di debutto del 1995, passando per pubblicazioni fondamentali come “Dead Heart in a Dead World” e “This Godless Endeavor”,  si sono costruiti un seguito globale e una reputazione come una delle voci più distintive del metal moderno.

La band composta dal chitarrista Jeff Loomis e del batterista Van Williams, affiancati dal chitarrista Jack Cattoi, dal bassista Semir Özerkan e dal cantante Berzan Önen.

Sin da subito i fan li hanno chiamati a gran voce: un urlo unisono che li ha portati a salire sul palco alle 20 precise come un orologio svizzero, per la gioia dei partecipanti e hanno dato il via a headbanging di cui i dolori per la cervicali post concerto, li ho tutti io che al massimo ho mosso su e giù pian pianino la testa. Ma che meraviglia vedere quell’ammasso di capelli agitarsi su quel palco.

Judas Priest

Con oltre mezzo secolo di carriera, i Judas Priest sono tra le band più influenti nella storia dell’heavy metal. Formati nel 1969 a Birmingham, in Inghilterra, hanno contribuito a definire il suono e l’immaginario del genere, diventando un punto di riferimento per intere generazioni di musicisti e fan.

Tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80 pubblicano alcuni dei dischi più importanti del metal, tra cui British Steel, Screaming for Vengeance e Defenders of the Faith, che contengono brani diventati autentici inni come “Breaking the Law”, “Living After Midnight” e “You’ve Got Another Thing Coming”.

Nel 2022 la band è stata inserita nella Rock and Roll Hall of Fame. Nel 2024 i Judas Priest hanno pubblicato il loro 19° album in studio, Invincible Shield, accompagnato da un tour mondiale di grande successo che li conferma come una delle più grandi e spettacolari band live della scena metal internazionale.

A Bari sono stati accolti con una partecipazione attivissima e garbatissima, continuerò a ripeterlo fino allo sfinimento: i metallari sono i fan più educati e gentili che abbia mai incontrato nel mio cammino fotografico.

I Judas Priest hanno portato uno spettacolo unico e iconico. Considerando i cambi d’abito di Rob Halford che ho amato alla follia perché è passato da un total black con inserti trasparenti, bochie e luccichii vari a un iconico gilet di jeans pieno di toppe musicali per un totale, se non ho sbagliato i conti, di ben sette cambi d’abito che farebbero invidia a qualunque prima donna presente a Sanremo.

Ma lui può, lui anzi: deve farlo, perché lui è un’icona metal e anche icona lgbtq+. Uno degli ingressi più fighi al mondo quella con la moto rombante, rombante come l’urlo di stupore dei fan che non si aspettavano minimamente tutto ciò. Sul palco con Rob Halford alla voce c’erano Richie Faulkner alla  chitarra, Glenn Tipton alla chitarra, e  tastiera,  Ian Hill al basso, Scott Travis alla batteria e Andy Sneap alla chitarra.

Intanto ringrazio pubblicamente Bass Culture, perché senza di loro io questi nomi nella regione che amo e vivo quotidianamente me li sognerei solamente. E ora mi crogiolo nell’estasi adrenalinico del post live e mi chiedo: quale sarà il prossimo nome metal che vedrà la terra di Bari e quando?

a cura e foto di
Iolanda Pompilio

Seguici anche su Instagram!
LEGGI ANCHE – Giuseppe Condello, “Cuore in silenzio”: quando l’amore non fa più rumore
LEGGI ANCHE – Shumei. The Living Legacy of Kabuki – l’esordio al documentario di Takashi Miike in anteprima a Venezia83

Related Post