Robot #16 – DumBo, Bologna – 10 ottobre 2025

Una delle tappe finali del Robot #16: serata intrisa di sperimentazione, ritmo e di un panorama variegatamente elettronico

Raggiungendo quel complesso meccanismo di strutture del DumBO si percepisce un’atmosfera carica di energia sospesa.
Il DumBO, con le sue grandi campate industriali e spazi connessi di “Binario Centrale + Temporanea”, ha accolto un pubblico eterogeneo.
Il festival in questione è il Robot che si svolge ogni anno in vari ambienti della città di Bologna e il tema dell’edizione 2025 è “Dream On”.

Gli organizzatori di ROBOT #16 (edizione 2025) hanno spiegato così il titolo:

“In un presente sovraccarico di stimoli, tra crisi ecologiche, burnout digitali e ansie quotidiane, sognare è un atto necessario. Dream On è un invito a resistere, immaginare, creare visioni altre. Il sogno come tecnologia della speranza.”

Line up e atmosfera del “Binario Centrale”

L’inizio è segnato dalla presenza di Alessandro Cortini che con il suo progetto Nati Infiniti porta uno spirito d’avanguardia attraverso delle installazioni sonore: un set colmo di synth analogici, sospensioni e modulazioni.

I set intermedi, come quelli di DJ Haram o Zoë Mc Pherson , oscillano tra momenti intensi e meditativi.
Acid Arab rappresenta uno dei momenti più attesi, infatti mescola sound elettronici con influenze arabe, ritmo e melodia, ottenendo momenti ipnotici. Il loro set propone “strumenti analogici della techno e della house con le melodie e i canti del mondo arabo”. Quando entra in scena, si ha la sensazione di essere in uno spazio intrecciato di bassi profondi e luci che oscillano ritmicamente: vi è un’attrazione che coinvolge il pubblico in modo sinestetico.

A chiudere la serata abbiamo Sama’ Abdulhadi, dj palestinese dallo stampo elettronico, che è capace di catalizzare l’attenzione e di divenire un simbolo in questo momento storico.

Conclusioni

La serata del 10 ottobre al DumBO per il ROBOT Festival si è presentato come un rituale di danza estatica collettiva, un mix tra avanguardia sonora e liberazione corporea.

L’illuminazione e le proiezioni visive sono in sintonia con l’equilibrio disarmonico dei movimenti del pubblico ballante.

In questa serata del Robot #16 si respira quel magico buio notturno intriso di un sogno come suggerisce il titolo tematico dell’intero festival.

a cura di
Fortunato Neve

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