Tate McRae – Unipol Arena – 13 giugno 2025

Dopo il nuovo album “So Close To What” Tate McRae si è imbarcata in un tour mondiale, per l’Italia ha fatto unica tappa a Bologna, andiamo a vedere come è andata.

Ci scende una lacrimuccia vedere dove sia giunta TateMcRae; nell’ormai lontano 2022 siamo stati tra i pochi giornalisti e sicuramente gli unici a livello fotografico ad averla seguita nella sua prima data italiana in assoluto al Santeria di Milano. Credevamo fortemente in quella giovane ragazza e il tempo ci ha dato ragione. Tre anni sono relativamente pochi in una carriera musicale, ma per Tate McRae il percorso musicale è stato rivoluzionato.

Oltre alla questione degli spettatori “leggermente aumentati” in questi pochi anni, anche rispetto alla data dell’anno scorso, abbiamo visto un bel cambiamento e uno show di un livello importante. La scenografia è stata implementata in maniera spropositata, cambi di outfit, le coreografie sono state aumentate, oltre che migliorate, con più ballerini “a servizio” dell’artista e lo show ha avuto un senso logico da inizio alla fine con diversi segmenti a scandire il live.

Punto forte e punto debole

Solo vedere questa impostazione di live ha reso la performance di Tate McRae assolutamente all’altezza delle regine del pop a livello mondiale; si potrebbe dire sia stato uno show quasi televisivo oltre che concertistico. Se lo avessero trasmesso in diretta da qualche parte avrebbe funzionato benissimo anche per come la cantautrice canadese ha valorizzato le riprese in tempo reale. Per questo tour si è puntato molto al contorno attorno alla performance musicale, passando da concerto a spettacolo in senso generale.

Il punto debole rimane sempre uno e glielo abbiamo ribadito anche in precedenza. Nonostante ci siano stati dei miglioramenti su questo lato, Tate certe volte sembra abbia voluto fare la cantante per poter ballare ed esibirsi davanti a tantissime persone che altrimenti non avrebbe potuto coinvolgere diversamente. Nei brani con più BPM infatti l’artista si diletta troppo nel ballo trascurando molto la parte cantata. La performance musicale rimane sacra e vedere certe canzoni iconiche cantate poco, ci fa storcere il naso anche se l’artista nel mentre si diletta in mosse e pose.

Golden moment

Il momento migliore è stato infatti quando Tate McRae ha coniugato ballo e canto. Nel terzo atto Tate si è spostata alla fine del parterre sopra a una piattaforma per eseguire qualche brano. In questa parte di concerto si è concentrata molto di più sul canto, eseguendo anche un mashup di brani alla tastiera, esprimendo così la capacità di riuscire a coniugare queste due doti artistiche in suo possesso.

In conclusione

Spezzando una lancia a favore dei balli dobbiamo dire che avere tutte quelle coreografie con anche brani arrangiati e prolungati per dare ancora più spazio fa questo show ancora più rappresentante dell’animo artistico di Tate McRae.

La canadese ormai ha preso il volo dal nido da cui l’abbiamo vista nascere; sta divenendo un’artista sempre più iconica per la sua generazione, brani come “she’s all i wanna be”, “greedy”, “you broke me first”, per dirne alcuni, sono già altamente iconici nel pop mondiale. Se continua su questa strada presto la potremo paragonare a grandi nomi della scena mondiale e noi saremo qui a testimoniarlo.

La scaletta del concerto
  • Miss possessive
  • No I’m not in love
  • 2 hands
  • guilty conscience
  • Purple lace bra
  • Like I do
  • uh oh
  • Dear god
  • Siren sounds
  • Greenlight
  • Nostalgia
  • that way / chaotic / One Day / feel like shit (Tate McRae on piano)
  • you broke me first
  • run for the hills
  • exes
  • bloodonmyhands
  • she’s all i wanna be
  • Revolving door
  • It’s ok I’m ok
  • Sports car
  • greedy

a cura di
Luca Montanari

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