Thunderbolts* – la recensione in anteprima dell’ultimo film Marvel

Siamo finalmente arrivati alla conclusione di questa tragica fase 5 del Marvel Cinematic Univers! Dopo pochi alti e moltissimi bassi, “Thunderbolts*” riuscirà a risollevare un franchise che sembra sempre più diretto verso quell’iceberg che ha affondato il Titanic o il naufragio è imminente? Scopriamolo assieme!

Era il 2014 quando James Gunn, durante la produzione di Guardiani della Galassia, espresse l’interesse di dirigere un film sui Thunderbolts*. Trascorsi alcuni anni, il regista americano lavorò (con poco successo) a Suicide Squad (sono una gran vedova di quel film. Mannaggia a quel trailer capolavoro!), perdendo totalmente interesse per la controparte Marvel (col senno di poi direi: “Forse meglio così”).

Finalmente, nel giugno 2022 annunciarono la produzione della pellicola sul gruppo di antieroi per la regia di Jake Schreier e la sceneggiatura di Eric Pearson. E se sul primo potevano sorgere dubbi a causa del curriculum, sul secondo c’erano basi più solide visto il lavoro fatto con Thor: Ragnarok.

L’annuncio ufficiale dell’inizio delle riprese ci fu, però, solo durante il San Diego Comic-Con dello stesso anno, dove venne rivelata la data di uscita – prevista per il 26 luglio 2024 (poi spostata al 30 aprile 2025 in Italia) – di questa pellicola conclusiva della quinta fase dell’MCU.

A settembre del 2022, in occasione del D23, venne annunciato il cast di Thunderbolts*: Florence Pugh, Sebastian Stan, Olga Kurylenko, David Harbour, Julia Louis-Dreyfus,Wyatt Russell e Hannah John-Kamen, che avrebbero rispettivamente interpretato Yelena Belova, Bucky, Taskmaster, Red Guardian, Valentina Allegra de la Fontaine, U.S. Agent e Ghost.

A causa dello sciopero degli sceneggiatori del 2023 le riprese della pellicola furono sospese a tempo indeterminato e solo nel 2024, dopo che a gennaio venne ingaggiato Lewis Pullman per il ruolo di Sentry, furono girate le prime scene.

Da parte mia i sentimenti erano parecchio contrastanti. La pellicola si avvicinerà ai migliori film dell’MCU o sarà meglio dimenticare del tutto quest’ultima fase? I trailer non mi hanno offerto una risposta sicura, ma la visione della pellicola riuscirà a fugare i miei dubbi?

Continuate a leggere e lo scoprirete!

Un gruppo sgangherato

Titoli di apertura. Già da qui capiamo che c’è qualcosa di diverso: la classica intro Marvel Studios ben presto si tinge di nero, segno che qualcosa sta per succedere.

Sin dalla prima scena vediamo Yelena Belova (Florence Pugh) alle prese con una missione in veste di cattivo in Asia. Nel botta e risposta col suo avversario si inizia a percepire il tono scanzonato che caratterizzerà tutta la pellicola, senza dimenticare violenza ed azione.

Al tempo stesso, dall’altra parte del mondo Valentina Allega De Fontaine (Julia Louis-Dreyfus) è alle prese con la commissione che dovrà decidere il suo impeachment. Troppe sono le azioni compiute per scamparla, ma dalla sua parte ci sono alcuni mercenari che stanno ripulendo il marcio. Oltre ad Yelena, troviamo, infatti, Taskmaster (Olga Kurylenko), U.S. Agent, Ghost (Wyatt Russell e Hannah John-Kamen) e Bob (Lewis Pullman).

L’idea della De Fontaine è semplice: far sparire tutto alla fonte. Gli unici testimoni scomodi sono proprio i mercenari che, nonostante tutto, si salveranno (a parte chi non ha avuto nemmeno la Funko Pop del film), grazie anche all’aiuto di Red Guardian (David Harbour) e Bucky (Sebastina Stan).

Da qui, i cinque si uniscono in quello che possiamo considerare uno sgangherato gruppo che si auto proclama Thunderbolts (dove l’asterisco viene spiegato, ma non ve lo spoilero!), con lo scopo di combattere chi li aveva assoldati.

Riusciranno i nostri eroi a portare a termine la loro missione o il mondo avrà ragione nel considerarli semplici reietti?
Saranno loro i nuovi Avengers?

Non vi resta che scoprirlo in sala.

Pochi tentennamenti, grandi risate

Buona la prima per Jake Schreier, che mette in scena una pellicola che riesce a spazzare via in un colpo solo tutti i dubbi sull’MCU, scaturiti dagli sviluppi di una fase 5 molto più che tentennante. Qui il confronto con la controparte DC (i due film sulla Suicide Squad) risulta impietoso e totalmente a favore di Thunderbolts*.

Gli effetti speciali sono talmente curati che non lasciano minimamente trasparire il fatto che New York sia solo un’effimera proiezione digitale, con un’attenzione al dettaglio che spesso nei film Marvel è assente a causa di un’approssimazione dovuta alla forte consapevolezza della loro superiorità sulla concorrenza.

Sicuramente, anche dal punto di vista del cast, assistiamo ad una solidità che non si vedeva da molto. Luke Pullman porta in scena un personaggio pieno di sfaccettature che risulta il punto focale di tutta la pellicola. Ottima interpretazione anche per David Harbour, che col suo Red Guardian dona al film un’anima leggera e più comica, facendo simpatizzare subito il pubblico per quel personaggio tanto distante dallo stilema dell’eroe classico.

La colonna sonora affidata al gruppo Son Lux (Canditato ai BAFTA e agli Oscar per Everything Everywhere All At Once) riesce ad essere coinvolgente e mai invadente, in un crescendo incisivo che porta ad un finale dai ritmi veloci, ma mai frettolosi.

Per una volta la mia crociata contro la lunghezza dei film fa un’eccezione. In questo caso 2 ore e 6 minuti sono forse riduttive per una storia che si sarebbe potuta sviluppare ancora di più, dal ritmo mai noioso o scontato e con personaggi che reggono alla perfezione. Quindi, sì, a volte i film lunghi servono a qualcosa!

Finalmente un grande sì!

Dopo le due scene post credit (questo sarà l’unico spoiler che avrete da me), uscito dalla sala il mio sorriso era talmente evidente che anche Katy Perry ne è rimasta colpita dal Blue Origin nello “spazio”.

Dentro di me c’era quel misto di soddisfazione e felicità che fin troppo tempo non provavo uscendo dalla sala dopo la visione di un film Marvel Studios. Segno che finalmente qualcosa è cambiato dopo l’avvento di Deadpool 3 e che (forse) la strada maestra è stata ritrovata.

Affiancata da Eric Pearson, la regia di Jake Schreier ha fatto capire come quella scelta azzardata sia stata in realtà il vero Game Changer che ha messo in scena il film che il pubblico e i fan si meritano, facendo capire che Marvel ha imparato dai propri errori e sta finalmente tornando sulla retta via.

Certo, alcuni potranno alzare la mano dicendo che forse, a volte, il ritmo rallenta eccessivamente, ma tutto è funzionale e studiato per arrivare a quel finale che, per contro, può risultare troppo veloce, ma che è invece congegnato al meglio.

Non posso, quindi, che consigliare a tutti di fiondarsi al cinema per guardare Thunderbolts*, trovare il significato dell’asterisco e scoprire – o riscoprire – personaggi secondari (qui i veri protagonisti della pellicola), facendo capire a qualcuno come diventare un vero eroe (“coff, coff”, Sam Wilson).

Buona visione!

a cura di
Andrea Munaretto

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di Andrea Munaretto

Nato nell'84 e fin da quando avevo 4 anni la macchina fotografica è diventata un'estensione della mia mano destra. Appassionato di Viaggi, Musica e Fotografia; dopo aver visitato mezzo mondo adesso faccio foto a concerti ed eventi musicali (perché se cantassi non mi ascolterebbe nessuno) e recensisco le pellicole cinematografiche esprimendo il mio pensiero come il famoso filtro blu di Schopenhauer

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