Al Grand Hotel Plaza, martedì 25 febbraio, è stata presentato “Il Gattopardo”, la nuova serie TV evento di Netflix che sarà disponibile sulla piattaforma dal 5 marzo.
A presentare l’attesissima nuova serie TV targata Netflix, Il Gattopardo, nella mattinata di martedì 25 febbraio sono stati il regista Tom Shankland (che ha diretto gli episodi 1, 2, 3 e 6), Tinny Andreatta (Vicepresidente per i contenuti Netflix italiani), Richard Warlow (sceneggiatore), Fabrizio Donvito (produttore e co-fondatore di Indiana Production) e Will Gould (produttore di Moonage Pictures). Mentre, durante l’incontro, uno sguardo interno sui personaggi ci è stato poi offerto dai principali membri del cast (Kim Rossi Stuart, Benedetta Porcaroli, Deva Cassel e Saul Nanni), affiancati da alcuni attori secondari (Paolo Calabresi, Francesco Di Leva e Astrid Meloni), dai costumisti Edoardo Russo e Carlo Poggioli, dal compositore Paolo Buonvino, dal regista dell’episodio 4, Giuseppe Capotondi, e dalla regista dell’episodio 5, Laura Luchetti.
La serie, articolata in 6 episodi, è il secondo riadattamento del celebre romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, dopo l’iconico film del 1963 di Luchino Visconti.
Il cast ci ha raccontato la sua esperienza e il suo impegno nel dar vita a quest’opera complessa e affascinante, che mira a conquistare il cuore del pubblico con la sua bellezza senza tempo.
La più grande avventura di Netflix Italia
Tinny Andreatta ci parla del Gattopardo come di un’opera che “cattura l’attualità, ha scosso il mondo letterario ed è diventata oggi un grande classico al di fuori del tempo”, raccontandoci un po’ la figura del Principe di Salina, testimone di un’epoca di transizione.
La serie narra una storia familiare, intima, che mostra i rapporti del patriarca con la famiglia, dando luce ai personaggi e a tematiche importanti presenti nel romanzo. In qualità di Vicepresidente, Andreatta afferma infine che “ogni progetto è un’avventura, e questa è la più grande avventura di Netflix Italia”.
La genesi del progetto
Fabrizio Donvito ci spiega poi che questo progetto è stato caratterizzato da un lungo cammino che ha permesso a tutti loro di incontrare persone fantastiche.
Un percorso che è partito dalla necessità di creare una serie che avesse come tematica principale la storia di una famiglia aristocratica, scegliendo infine Il Gattopardo. Consegnandoci un’opera di cui sono orgogliosi, nella speranza che “venga seguita e capita dal pubblico con lo stesso amore che le abbiamo dato noi”.
Il rapporto tra l’opera e la Sicilia: ce ne parlano i registi, i produttori e gli sceneggiatori
Per Richard Warlow, Il Gattopardo si presenta come un’opera iconica e riprodurla per il piccolo schermo significa andare incontro ad una sfida positiva.
Si tratta di un’atmosfera carica di sole e di bellezze naturali – quelle della Sicilia! -, che va tradotta per lo spettatore. Il fatto che nell’opera letteraria trascorra molto tempo tra un capitolo e l’altro agevola poi il lavoro, dando modo allo sceneggiatore di avvicinarsi a fatti ed eventi che si sono sviluppati lungo l’arco della storia.
Il regista Tom Shankland parla di questa Regione come di una terra per cui provava un forte affetto già dall’infanzia, grazie al padre. Un luogo che regala immagini molto forti e affascinanti.
Quando si è imbattuto nella storia de Il Gattopardo – che ci racconta di un mondo in cambiamento e di una rivoluzione – ha subito voluto lavorare sulla serie.
Kim Rossi Stuart nei panni del Principe di Salina, il “Gattopardo”
Kim Rossi Stuart ha posto invece l’accento in sul forte impegno che ha comportato questo ruolo, nel quale si è immerso completamente. Se infatti il Principe di Salina è per natura possente e forte, lui, al contrario, ha definito se stesso come un uomo fragile ed insicuro.
Tuttavia, anche nello stesso don Fabrizio emerge una certa fragilità, poiché egli è visto come un intellettuale sopraffino, dal carattere più profondo rispetto a ciò che si immagina.
L’attore racconta quindi di come abbia dovuto lavorare non solo sull’aspetto fisico, ma anche sul timbro della voce.
“I personaggi a volte ci danno modo di tirare fuori cose che in noi erano sopite, cancellate, represse.”
Kim Rossi Stuart
Alla fine, Kim Rossi Stuart afferma di essere stato trascinato emotivamente dal personaggio, poiché qualcosa in lui e in quello che vive risuona particolarmente nella sua persona.

Benedetta Porcaroli, Deva Cassel e Saul Nanni ne “Il Gattopardo” e l’iconicità dei loro personaggi
Benedetta Porcaroli interpreta invece Concetta, una giovane donna che non va incontro ad un vero e proprio sviluppo, poiché limitata dalla presenza di un Superuomo nella sua vita, il padre. Per cui prova, sì, un affetto smisurato, ma che allo stesso tempo non le permette di trovare la propria strada.
L’attrice ha vissuto il rapporto con il personaggio affidandosi un po’ al lavoro di immaginazione, ritenendo che dentro Concetta viva uno spirito di rivoluzione in grado di metterla in contrapposizione con la figura paterna, cercando di instaurare un rapporto alla pari non soltanto per una questione femminista, ma anche – e sopratutto – per una questione d’amore.

Deva Cassel racconta invece del suo personaggio, Angelica, una donna dalle tante sfumature, con un passato tortuoso. Una giovane che fa di tutto per riuscire ad amalgamarsi all’interno della società aristocratica, ma che vive una battaglia interiore che la fa sentire a disagio in quel contesto.
L’attrice ci parla anche di Claudia Cardinale, definendola una bellissima donna e una grande attrice, sicuramente un esempio da seguire. È stato un onore per Deva poter interpretare il suo stesso ruolo, anche se, per costruire il personaggio, si è ispirata maggiormente all’opera letteraria.

Infine, Saul Nanni è Tancredi, il nipote del Principe di Salina, personaggio che rappresenta per lui la Gioventù, un uomo che deve trovare il suo posto nel mondo.
Ed è proprio Tancredi che dà vita all’iconica frase, nonché al concetto più importante dell’intera opera: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”. Passaggio che Nanni ha interpretato cercando di trasmettere allo spettatore l’idea che ciò che cambia realmente sia soltanto la forma, rimanendo invariata la sostanza. Un messaggio che – ritiene l’attore – risulta ancora estremamente contemporaneo.
Il Gattopardo vi aspetta su Netflix dal 5 marzo!
a cura di
Federica Quiescenti

