Valentino Garavani: l’uomo che ricercava la bellezza e venerava l’eleganza

Valentino

La raffinatezza, l’amore per l’arte, la cura per l’estetica, la ricerca di un’eleganza muta e sobria: questo era il couturière Valentino Garavani. L’uomo che è stato capace di riscrivere la moda italiana e la sua evoluzione

“Amo la bellezza, non è colpa mia”, parole di Valentino che descrivono perfettamente la sua carriera durata 45 anni. L’uomo a cui, nel docufilm di Matt Tyrnauer, è valso il soprannome di “The Last Emperor”, “l’ultimo imperatore”.  

Nato a Voghera (Pavia), Valentino Garavani si è spento lo scorso 19 gennaio nella pace della sua casa di Roma, circondato dai suoi cari.

Formatosi tra Italia e Francia, debuttò nella Sala Bianca di Palazzo Pitti nel 1962 con la sua prima collezione, dimostrando la sua essenza elegante, innamorata della donna, con abiti che non nascondo il corpo femminile ma lo esaltano in modo coerente e riconoscibile.

Valentino debutta in Francia, ma presto la sua fama diventa mondiale. Eleganza pura e ricerca sartoriale, questi i tratti distintivi delle sue creazioni. Lo stilista innova e marchia la moda italiana.

Dal rosso seducente al bianco per la pace

“Quando si vede una donna in rosso si prova un grande sollievo”. Quel sollievo che Valentino ha percepito nel vedere un’anziana donna all’Opera di Barcellona che ha ispirato la sua celebre sfumatura di “Rosso Valentino”. Colore simbolo di audacia, sensualità e ricercatezza.

Lo stesso rosso che, al suo funerale, Donatella Versace decide di indossare per rendere omaggio all’amico e collega. La donna aveva già ricordato Valentino con un post accompagnato dalla dedica:

“Oggi abbiamo perso un vero maestro, che sarà ricordato per sempre per la sua arte. Il mio pensiero va a Giancarlo, che non lo ha mai lasciato solo in tutti questi anni. Non sarà mai dimenticato”.

Nonostante il suo dichiarato amore per il rosso, nel 1991, Valentino sceglie il bianco. Si è appena conclusa la guerra fredda e, ancora una volta, con l’eleganza che lo ha sempre contraddistinto il couturier realizza un lungo abito bianco, con ricamata la parola “pace” in quattordici lingue differenti. Look che prese il nome di Peace Dress. Non è solo moda, ma una dichiarazione ed una presa di coscienza, che dice più di mille parole.

La passione per il cinema

Nel corso degli anni, per ritirare l’ambita statuetta, numerose dive del cinema hanno deciso di indossare Valentino. I suoi look da Oscar, infatti, hanno segnato la storia.

Nel 2001, Julia Roberts sceglie un lungo abito nero a sirena vintage. Lo stesso Valentino ha confessato:

Ho vestito così tante persone, ma devo essere sincero. La persona che mi ha fatto sentire così tanto, tanto felice è stata Julia Roberts. Quando ha ricevuto l’Oscar per Erin Brockovich l’ho guardato in televisione ed ero davvero emozionato che apparisse con il mio abito”.  

Iconici anche l’abito giallo in taffettà di Cate Blanchett del 2005; quello latte-menta indossato da Jessica Lange nel 1983; l’impeccabile abito di Mercedes Ruhel del 1992; i due look di Frances McDormand nel 2018 e nel 2021; e l’unico caso di rosso Valentino con Ariana de Bose nel 2022.

È il 1991 e anche Sophia Loren sceglie Valentino per ritirare il premio alla carriera. La diva veste una cascata nera di cristalli effetto vedo-non-vedo, abbracciata da un velo di seta sulle spalle.

L’amore per il cinema di Valentino, però, va ben oltre i premi. Infatti, Audrey Hepburn, nel 1993, in Charade” indossa un suo completo aprés-ski; e Monica Vitti un abito da cocktail nero in “La Notte” del famoso Michelangelo Antonioni.  

De citare sono anche i costumi realizzati per l’opera teatrale “La Traviata” di Sofia Coppola all’Opera di Roma nel 2016.  

L’amore per i carlini

“Non mi interessa la collezione. I miei cani sono più importanti”.

Dalla regia di Tyrnauer trapela l’amore di Valentino per i suoi cinque carlini: Molly, Margot, Monty, Milton e la favorita, Maude. I figli che aveva sempre desiderato ma mai avuto.

I cinque cani, compagni inseparabili, erano sempre presenti sia nella sua vita privata che in quella lavorativa. E non potevano mancare ad aspettare la salma del loro amato padrone nella camera ardente allestita a Roma.

Valentino Garavani, anche dopo la sua scomparsa, dimostra di aver lasciato un segno indelebile nella memoria comune, come stilista, ma soprattutto come uomo.

a cura di
Agnese Piana

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