Il fumetto Young Adult vincitore di ben due Eisner Award ad opera del pluripremiato Gene Luen Yang e del duo nipponico Gurihiru
Negli anni Quaranta Superman non esisteva solo nei fumetti; una serie radiofonica lo vide affrontare il suprematismo bianco e la violenza professate dal Ku Klux Klan. Proprio da quel racconto Gene Luen Yang – autore tra le varie cose di titoli come American Born Chinese e Dragon Hoops – prende spunto per un racconto ambientato nel 1946, ma purtroppo estremamente attuale.

È il racconto della famiglia Lee, che si trasferisce da Chinatown in un quartiere residenziale vicino al centro di Metropolis, per iniziare una nuova vita. Ma non tutti sono felici del loro arrivo. Il Klan della Kroce Ardente, una setta che professa xenofobia e razzismo, è disposta a tutto pur di cacciarli dal loro nuovo quartiere. Si renderà necessario l’intervento di Superman, che nel frattempo è entrato in contatto con una “strana pietra verde” legata al suo passato e che sembra indebolirlo.
Un linguaggio che racconta il presente
In quanto arte, il fumetto ha da sempre raccontato il quotidiano, talvolta mascherato da ambientazioni fantastiche e immaginifiche, talvolta in maniera più diretta ed esplicita. In questo Superman è un’emblema: un ragazzo alieno che si ritrova a vivere su un pianeta dove lui è diverso da ogni altro essere vivente che lo abita.

Gene Luen Yang sfrutta questo presupposto insieme al fatto che negli anni Quaranta i poteri di Superman non fossero ancora pienamente “rivelati” come li conosciamo oggigiorno. Riesce così ad imbastire un processo di crescita nell’eroe per eccellenza, alla scoperta delle sue origini e delle sue vere capacità, ed un parallelismo con i giovani ragazzi della famiglia Lee, che si ritroveranno a fare i conti con il pregiudizio, la discriminazione e la paura di non essere accettati.
Un’opera alla portata di tutti e per tutti
Il comparto grafico è affidato al duo di autrici nipponiche Gurihiru. Un’estetica fortemente influenzata dai manga, ma che strizza l’occhio al fumetto occidentale (un po’ alla Peach Momoko per intenderci). Il tratto è morbido, cartoonesco ed estremamente pulito, accompagnato da colori solidi e campiture pop che rendono il fumetto facilmente fruibile, anche durante le scene d’azione.

In conclusione Superman annienta il Klan è uno YA che merita attenzione per gli (ahinoi) attuali, importanti e delicati temi che affronta e merita di essere fatto leggere a giovani (e non solo) affinché ne traggano un insegnamento molto importante.
Perché è bene ricordarsi che “non sono solo fumetti”…
a cura di
Beard Comics

